Su e giù per Valencia

Tre giorni per vedere tutto di una città dalle tante facce, spendendo il giusto: dalla spiaggia Malvarrosa alle antiche chiese, dall'imperdibile profumo di paella alla meravigliosa Ciudad de las Artes

  • di Pikalandi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A Natale 2015, prima di comprare regali e regalini vari, io e la mia ragazza ci siamo concentrati su dove passare un weekend lungo di primavera dal 7 al 9 Maggio; ci siamo accordati molto in fretta su Valencia, attratti da sole, cibo, relax e pure dai prezzi molto invitanti: in dieci minuti abbiamo prenotato volo Ryanair da Bergamo per 75 € a/r ad ottimi orari (andata mattino presto del sabato, ritorno tarda serata di lunedì) e riservato una camera doppia al centralissimo Sweet Hotel Continental a 54 €/notte.

Maggio arriva in fretta ed in un attimo in tarda mattinata ci troviamo a Valencia centro, grazie all’ottimo collegamento tra aeroporto e città con la metro; la sistemazione scelta per l’hotel si rivela perfetta: la struttura è nuova, il personale cortese, la location in una traversa di Placa de l’Ajuntament e a 5 minuti a piedi dalle fermate metro di Colon e Xativa (stazione dei treni).

Lasciati i bagagli in hotel, ci dirigiamo subito verso il grande e colorato Mercat Central, un altro dei grandi esempi di riqualificazione spagnola di questi stabili diventati ormai vera e propria attrazione turistica: nonostante l’afflusso di persone, è piacevolissimo girare per i grandi banchi pieni di pesci e frutti di mare, ammirare il taglio dei gustosi jamon o le signore locali scegliere con precisione i migliori frutti in vendita sulle bancarelle. Diversamente dal mercato di Barcellona, quello di Valencia è luogo dove comprare più che mangiare in loco, così una volta trascorsa un’oretta ci rituffiamo nella città lungo l’asse che taglia l’intera Ciudad Vella da nord a sud, da Porta de Serrans alla Estacio del Nord: visitiamo rapidamente il vecchio palazzo delle Poste, la stazione stessa (che vanta un bellissimo atrio del primo Novecento) con lampade e “mosaici” di piastrelle, ed infine Placa de Toros, dove tra il nostro stupore ci viene concesso di girare liberamente su tutti i livelli delle tribune dove ci appostiamo per scattare parecchie foto.

Il tempo in rapido miglioramento ed i nostri stomaci ci fanno dirigere poi alla metropolitana, dove prendendo la linea 3 della metro fino a Benimaclet e da lì prendendo un tram, in 15 minuti netti passiamo dal centro storico della città fino al quartiere Malva Rosa, ovvero l’affaccio sulla lunghissima e larghissima spiaggia di Valencia per eccellenza, in un mutamento di paesaggio e di atmosfera così repentino da essere affascinante. Mangiamo in un chiosco sulla spiaggia pollo in insalata e cerveza al limone e trascorriamo un’oretta piacevole di relax sulla sabbia e coi piedi in acqua: a Maggio la temperatura non è ancora invitante per noi, ma guardando lungo la Malva Rosa vediamo tuffatori più coraggiosi di noi. Scendendo lungo l’estesa passeggiata con le palme che conduce dalla Malva Rosa fino alla zona del porto, non sembra quasi di essere in una città d’Europa e Mediterraneo ed i ritmi di tutti qui assumono sfumature decisamente più slow. Ormai verso il tardo pomeriggio ci spostiamo al bellissimo complesso della Ciudad de las Artes e Ciencias progettato da Calatrava e divenuto rapidamente il simbolo di una città che per emergere turisticamente aveva bisogno indubbiamente di un simbolo ben riconoscibile; passeggiare tra le affascinanti linee delle costruzioni del Palau Reina Sofia, dell’Hemisferic e del Museo de Ciencias ci richiede così tanta lunghe passeggiate, tante foto e tanta meraviglia che rapidamente il giorno finisce e ci porta una fame notevole

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