Valencia istruzioni per l'uso

Istruzioni per l'uso

  • di rossgism
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Bari e Valencia, città cattoliche ma segnate profondamente dall’influenza, rispettivamente, di ortodossi e musulmani, e unite dall’aver custodito la reliquia di San Vincenzo. Il braccio sinistro del Martire della persecuzione di Diocleziano (303), perfettamente conservatosi nel corso dei secoli, avrebbe dovuto essere portato dalla splendida cattedrale di Valencia a Gerusalemme durante la dominazione musulmana (1103). Il vescovo Teudovildo, però, giunto a Bari e sentendo prossima la sua morte, lo lasciò all’arcivescovo Elia nella Basilica di San Nicola. Fece ritorno in Spagna solo nel 1970. Da allora è venerato alle spalle dell’abside, esattamente di fronte alla statua della Madonna del Buon Parto, dove le partorienti devono passare nove volte per chiederne uno senza complicazioni. Ed è proprio in questa cattedrale, allargata nel corso dei secoli con l’aumentare della popolazione, che si può ammirare anche il Sacro Graal (il calice dal quale avrebbe bevuto Cristo nell’ultima cena).

Dedicata alla Madonna de los Desamparados (qui sorgeva il primo orfanotrofio e manicomio d’Europa), si affaccia in due piazze: quella de La Reina (verde e decentrata perché postuma rispetto al portale) e quella de la Virgen, dove impera la grande fontana con Nettuno circondato da otto vasi dai quali sgorga acqua, in rappresentanza dei sindaci degli altrettanti fiumi intorno alla città, facenti parte del Tribunale delle Acque (che si riunisce ogni giorno al rintocco delle campane). Stili di vita ed architettonici in perenne alternanza, dunque. Anche da questo si può comprendere la commistione in perfetto equilibrio che ha consentito alla città di espandersi, mantenendo inalterate le caratteristiche di ciascun nucleo: romano, musulmano e cattolico, appunto.

Valencia non è solo centro storico. E’ circondata da periferie ben organizzate, collegate e verdi. A fare da trait d’union, l’eccezionale giardino ricavato nel letto del fiume Turia: 9 km lineari di parco lussureggiante, punto di riferimento per i valenciani che ne approfittano per passeggiare con bimbi e cani, fare jogging ed andare in bicicletta fino a quando tramonta0 il sole (d’estate anche alle 21). Non ci si stupisca, dunque, se la vita notturna dura fino all’alba.

LA CITTA' DELLE ARTI E DELLE SCIENZE: Valencia è il laboratorio di Calatrava. L’apoteosi del cittadino più celebre la Città delle Arti e delle Scienze, complesso architettonico di circa 350.000 metri quadrati che comprende: Palazzo delle Arti, Umbracle, Hemisfèric, Museo della Scienza, Oceanografic. Il primo è utilizzato come auditorium per concerti ad ha le sembianze di un enorme pesce. Il secondo è il luogo ideale dove passeggiare tra fiori ed alberi in una serra quasi a cielo aperto. L’Hemisferic (di nome e di fatto) è l’unica sala in Europa in grado di proporre spettacoli laser e film a tecnologia Imax. Il Museo della Scienza e l’Oceanografic, sono, invece, i luoghi dove si concentra la maggior parte dei visitatori (che spesso trovano refrigerio all’afa valenciana nelle piazze di acqua tra un edificio e l’altro. Nel Museo (42mila metri quadri, di cui 26.000 per le mostre) sezioni ludiche e didattiche sullo sport, l’alimentazione, l’elettricità, il volo. Se non si ha molto tempo a disposizione, consigliamo di soffermarvi almeno sull’enorme riproduzione del dna umano e del pendolo di Foucault. Se si amano gli animali o se si viaggia con i bimbi, imperdibile l’Oceanografico. Aperto in estate fino a mezzanotte, è il più grande parco del suo genere in Europa: 110.000 metri quadrati con acquari giganteschi disposti attorno ad un lago centrale e sotterraneo, che riproducono i principali ecosistemi marini del mondo. Dei 45mila esemplari di 500 specie diverse, imperdibili gli squali (passerete in un tunnel sottomarino) e i dragoni marini (piccoli ma raramente ospitati in strutture del genere). Per la visita della Città delle Arti e delle scienze considerate circa 5/6 ore e, ovviamente, preferite il biglietto di ingresso cumulativo a uno per ciascuna struttura: 28 euro.

IL BIOPARC:

Gli animali ci sono, ma per favore, non chiamatelo zoo. Il BioPark, perfettamente collegato al centro di Valencia in 10 minuti di bus e metropolitana, consente al visitatore di immergersi in quattro ecosistemi africani riprodotti con una concezione nuova: niente barriere. Specie diverse di animali, proprio come in natura, convivono pacificamente (ippopotamo, scimmie e piccoli cervi, per esempio) e sono separati da quelle che invece diventerebbero possibili prede da enormi tronchi e canali d’acqua. Inaugurato nel 2008, a conferma dell’ottima qualità di vita degli animali, il parco è stato già luogo di nascite importanti: lemuri, giraffe, scimpanzé, etc. Qualche numero: 150 dipendenti, 70 milioni di investimento iniziale, oltre un milione di visitatori nei primi due anni.

Passeggiare attraverso il parco significa immergersi in un mondo fatto di rami, caverne e pietre perfettamente riprodotti, proprio come l’enorme baobab al centro del parco e il tronco spezzato all’interno del quale vivono (separati da vetri) serpenti ed insetti. Mozzafiato anche la caverna di Kitum (40 metri) inaugurata ad ottobre scorso e costata 3 milioni e mezzo di euro: riproduce quella tra Uganda e Kenya, che la leggenda vuole essere stata scavata dagli elefanti alla ricerca di sali minerali. Anche da qui, infatti, si può osservare una mandria di elefanti che pascola su una prateria vicina, ma anche un ippopotamo enorme e migliaia di pesci coloratissimi. Alla superficie della caverna, lo spessore del bosco equatoriale serve da rifugio a numerose specie di uccelli africani. Nella parte paludosa del bosco, due famiglie di gorilla condividono il loro spazio con le scimmie mangabey ed i cercopitechi, circondati da mandrie di antilope bongo, bufali rossi ed un branco di potamocheri. Nei boschi che circondano il lago di fango, abitano il leopardo e lo scimpanzé. Un fiume separa le scimmie dall’ippopotamo pigmeo e da un gregge di antilopi sitatunga. Molti animali sono arrivati al BioParc da zoo tradizionali. E si vede. Fa tristezza il gorilla particolarmente introverso che ha lasciato il ruolo di capobranco ed un esemplare più giovane ed il rinoceronte che, dopo 22 anni in uno spazio angusto del vecchio zoo cittadino, continua a girare in cerchio pur avendo molto spazio.

DOVE MANGIARE:

Mangiare a Valencia, costa, come in gran parte della Spagna, un prezzo accettabile. Anche un ottimo ed abbondante piatto di paella (mista, di pollo o di pesce) da “La Pepica”, ristorante storico sulla spiaggia del Paseo Neptuno 6 (lo testimoniano le centinaia di foto con personaggi famosi di ogni Paese, i reali di Spagna e lo scrittore Hemingway su tutti), non vi obbligherà a dilapidare un patrimonio. Ma Valencia non è solo paella. In pieno centro storico (calle Conde de Almodovar 4), il ristorante Seu Xerea ve lo dimostrerà: i proprietari anglo-birmani hanno assemblato un menù che rievoca antichi sapori della cucina catalana, passando per sushi e spezie d’oriente ottimamente presentati. Bella ambientazione, accogliente servizio.

Assolutamente da non perdere in calle San Vicente Martir 6, il ristorante Sagardi. Al primo piano solo ottima carne, al piano strada un lungo bancone di legno scuro con decine di tartine splendidamente presentate e dagli ingredienti più disparati. Ci si accomoda, si ordina da bere e s’inizia ad assaggiare. Il costo? Basta contare gli stecchini che restano nel piatto: 1,80 euro per ogni tartina.

Accoglienza cortese, tavoli alti e sgabelli comodi, nel moderno “Tapas Gastronomik” in calle Carda 6 (alle spalle della movida notturna). Elaborata apparecchiatura, porcellane moderne e piatti deliziosi. Vi consigliamo l’insalata di mela con formaggio, le crocchette di formaggio ed il pane (croccante e condito con un filo d’olio).

DOVE DORMIRE:

Dormire a Valencia non è un lusso per pochi. Ci sono ottime soluzioni per tutte le tasche ed in tutte le zone della città. Ve ne consigliamo due ugualmente valide ma che rispondono ad esigenze. In una poco trafficata stradina tra i Giardini del Turia ed il centro storico, in un palazzo della fine del XIX secolo, sorge l’Ad Hoc Hotel: muri in pietra, volte con travi di legno e disegni, poche stanze e personale gentile e disponibile. Chiedete delle stanze all’ultimo piano. Invece dei pur sempre deliziosi balconcini, potrete riposarvi dalle lunghe passeggiate su splendidi terrazzi con vista sui tetti. A disposizione dei clienti, una colazione di prodotti freschi e confezionati di prima qualità, un punto internet e la connessione wi fi gratuita ed un ottimo ristorante (non solo per gli ospiti) al piano strada.

A pochi passi dalla caratteristica plaza Redonda, nel cuore del vecchio Suk musulmano, luogo di ritrovo delle ricamatrici del noto pizzo valenciano, e dal Mercato centrale (in splendido ferro battuto stile liberty), l’Hostal Antigua Morellana. Una trentina di stanze doppie (55 € a notte a stanza) molto confortevoli (alcune con balcone), continuamente rimodernate, vengono amorevolmente gestite da due sorelle. Atmosfera familiare e possibilità di conoscere gente da tutto il mondo al piano terra (con punto internet gratuito). Appena fuori dalla portone decorato, si è nel cuore pulsante della città.

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