I tesori della Valchiavenna

Mi piace pensare all'Italia come a una collezione di scrigni sparsi per tutto il territorio e la Valchiavenna, ramo della provincia di Sondrio all'estremo nord della Lombardia, nasconde un forziere ricco di tesori storici, culinari e artistici

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mi piace paragonare l'Italia a una collezione di scrigni sparsi per l'intera penisola. Quelli grandi simboleggiano le meravigliose città d'arte come Roma, Firenze e Venezia mentre quelli più piccoli, e numerosi, si nascondono nelle vallate, sulle colline, fra i monti dell'entroterra, sono meno noti eppure non per questo di minore valore storico e culturale. La volontà dei singoli enti, associazioni o volontari che investono anima e cuore, oltre a tempo e soldi, per valorizzarli non manca di certo ma in una Nazione così ricca di capolavori è difficile portarli tutti alla ribalta in egual misura. Da parte nostra possiamo scoprirli anche solo per una giornata e svelarli poi al grande pubblico dei 'turisti per caso'.

Prima di entrare nei dettagli vale la pena spendere qualche parola sulle vicende storiche della Valchiavenna al fine di comprenderne il passato valore commerciale e quindi la presenza delle ricchezze ancora oggi visitabili.

Grazie alla sua posizione ai piedi del Passo dello Spluga e di quello del Maloja, valichi alpini di collegamento fra la nostra penisola e il resto d'Europa, la valle assume l'importante ruolo di crocevia per lo scambio di merci fin dal X secolo e infatti, non a caso, Chiavenna può vantarsi di essere il comune più antico della provincia di Sondrio istituito nel lontano 1030. Vista la stretta vicinanza con la Svizzera ne subisce immancabilmente l'influenza e le caratteristiche case in legno 'importate' dalla migrazione di alcune famiglie elvetiche Walser, a cui le abitazioni devono appunto il nome, ne sono un semplice esempio. Nei secoli a venire il commercio prospera insieme a un'intensa attività artistica e culturale toccando l'apice nel 1400 durante la dominazione dei signori di Milano, tuttavia la crisi è vicina. Al termine del XV secolo Ludovico il Moro costruisce le mura intorno all'abitato per difendersi dalle razzie dei Grigioni ma i suoi sforzi di proteggere Chiavenna risultano vani perché le armate svizzere riescono a conquistare il territorio e successivamente lo governano senza rivalutarlo. Finalmente nel 1797 Napoleone libera la vallata istituendo la Repubblica Cisalpina e il territorio diviene poi parte del Regno d'Italia nel 1814. Questa sembrerebbe una svolta positiva, invece Chiavenna inizia a perdere la sua importanza di via commerciale a causa della nascita di nuovi tracciati e all'apertura del Traforo ferroviario del San Gottardo nel 1882 che agevola notevolmente il transito delle merci verso la Svizzera interna e la Germania, ora non più costrette a essere trasportate attraverso i ripidi valichi alpini. Fortunatamente lo sviluppo dell'industria nel XIX secolo riesce ad attutire il colpo anzi, favorisce la conversione dell'economia dal settore terziario a quello manifatturiero e grazie alla filatura del cotone, insieme alla produzione della birra, la Valchiavenna ritorna al suo antico benessere economico. Oggi di quelle attività è rimasto un lontano ricordo tranne che per il birrificio Spluga riaperto a Gordona con adiacente pub ristorante.

Entriamo nel vivo delle attrazioni cominciando dalla prima meta di giornata situata a Piuro, piccolo paese a 2,5 chilometri da Chiavenna sgranato lungo la carrozzabile 37 del Passo Maloja. Per raggiungere il Palazzo Vertemate Franchi bisogna lasciare la strada principale infilandosi tra le case dell'abitato disposte sulla parte iniziale del ripido fianco della montagna.

Giunti a destinazione, dopo la salita, pare impossibile che le mura di cinta del palazzo possano ospitare un ampio terreno quasi completamente pianeggiante coltivato a orto, vigneto e frutteto sul davanti, a vasto castagneto sul retro e a bel giardino all'italiana su un lato con tanto di enorme vasca. La semplicità esteriore dell'edificio inoltre trae in inganno noi visitatori che mai ci aspetteremmo di trovare degli interni così sfarzosi e curati.

Ma facciamo un passo indietro perché la visita guidata, unica modalità d'ingresso al Vertemate Franchi, inizia dalla cappella della tenuta e il curatissimo esterno terrazzato da cui si gode di una rilassante vista sui tetti di Piuro e verso le montagne ancora innevate sopra Chiavenna

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