Partenza il 22/6/2018 · Ritorno il 23/6/2018
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

Scorci dalla Val d'Orcia

di cristina romagnoli - pubblicato il

Esistono luoghi in Italia da mozzare il fiato. Piccole gemme sparse qua e là nella nostra bella penisola. Luoghi che in molti ci invidiano e dei quali i turisti stranieri non possono fare a meno. Tra questi vi è sicuramente la Val d'Orcia, immersa nel cuore della Toscana.

Un fiore all'occhiello per il turismo enogastronomico, oltre che termale, del nostro Paese. Rimango talmente colpita dalla bellezza dei paesaggi che mostrano le fotografie presenti in rete, che decido di prenotare due giorni di puro relax per visitare questa splendida destinazione insieme al mio fidanzato.

Approfittiamo di un cofanetto regalatomi per la mia laurea (di quasi due anni fa) per prenotare il soggiorno presso il Grand Hotel Impero Spa & Resort a Castel del Piano, ai piedi del Monte Amiata: struttura molto accogliente e situata in un punto strategico per raggiungere tutte le mete del nostro itinerario.

Partiamo la mattina da Rimini verso le 9.30, con l'obiettivo di raggiungere l'hotel in non più di tre ore. Purtroppo non abbiamo considerato le disastrose condizioni del manto stradale della E45 e della E78: tra buche e tratti chiusi arrivare ad Arezzo è stata una vera e propria impresa ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Da lì in poi la strada comincia ad essere meno frequentata e il paesaggio sempre più caratteristico. Immense distese collinari per chilometri e chilometri ci circondano: sembra di stare su un altro pianeta. Grano, ulivi, viti fanno da padroni e ogni tanto, sparso qua e là, si vede qualche casolare con i tipici cipressi che rappresentano l'elemento caratteristico delle strade, dei confini di proprietà, dei poderi e delle colline della Val d'Orcia.

Ogni due minuti sento la necessità di fermarmi per scattare qualche fotografia o semplicemente per ammirare il paesaggio, così particolare e suggestivo da essere considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Arrivati in hotel posiamo le valige in camera, indossiamo il costume e ci dirigiamo subito verso Castiglione d'Orcia dove è situata la nostra prima meta: i Bagni di San Filippo conosciuti per le proprietà curative delle acque. Dopo circa 30 minuti arriviamo a destinazione e, parcheggiata la macchina, ci incamminiamo lungo il percorso pedonale del Fosso Bianco. È sufficiente fare qualche passo per incontrare le prime vasche caratterizzate da acque trasparenti e tiepide. Poco più avanti si staglia davanti a noi, maestosa e imponente, la cascata della Balena Bianca o del Ghiacciaio. Un'immensa scultura calcarea, formata da pozze naturali, dove l'acqua sulfurea raggiunge i 48 gradi, dando la possibilità di immergersi in qualsiasi stagione dell'anno. Sul fondo di queste pozze si depositano i fanghi termali utilizzati per il trattamento della pelle del viso e del corpo. Non attendiamo un minuto per immergerci anche noi in queste calde acque. Fortunatamente non c'è tantissima gente (è venerdì) perciò l'atmosfera è molto piacevole e rilassante, un vero toccasana per il corpo e la mente. Dopo esserci asciugati al sole, con un po' di tristezza, torniamo alla macchina per recarci in albergo: non è facile andarsene da un luogo così splendido, dove il verde del bosco si mischia all'azzurro cristallino dell'acqua.

Ceniamo nel ristorante dell'hotel dove, tra le altre cose, abbiamo occasione di assaggiare buonissimi salumi prodotti in zona e dell'ottimo rosso di Montecucco. Trascorriamo la serata in hotel, stanchi ma contenti di aver raggiunto una destinazione così bella e suggestiva.

La mattina successiva, dopo un'abbondante colazione, definiamo l'itinerario del giorno. Non è facile le cose da vedere sono tante e il tempo molto poco. Optiamo per una visita a Bagno Vignoni, una frazione di San Quirico d'Orcia, rinomata stazione termale sin dall'epoca romana. Di qui passa la via Franchigena, uno dei principali itinerari che i pellegrini percorrevano per raggiungere Roma. Giunti in centro ci troviamo di fronte a un'enorme vasca: qui si trova la sorgente termale, dove l'acqua sgorga ad una temperatura di 52 gradi. Attorno alla vasca vi sono edifici rinascimentali che conferiscono al borgo una bellezza di altri tempi. Bagno Vignoni sembra essere meta prediletta di turisti stranieri che rimangono, come noi, basiti e incantati per la bellezza di questo piccolo borgo immerso nella Val d'Orcia.

Proseguiamo verso il Parco naturale dei Mulini dove sono presenti alcuni resti degli antichi mulini medievali che avevano come peculiarità quella di funzionare anche d'estate grazie alla presenza perenne di acqua proveniente dalla sorgente termale. Infatti dalla vasca centrale le acque si dirigono in quest'area dove precipitano da una ripida scarpata, creando uno scenario spettacolare. Percorrendo un breve sentiero si raggiungono in pochi minuti le terme libere. Qui è presente una vasca dove l'acqua assume un color turchese grazie al bianco calcare presente sul fondo ma, rispetto a quella della sorgente, ha una temperatura inferiore. Nonostante ciò molte persone decidono comunque di immergersi per via delle proprietà curative di queste acque. Anche qui il paesaggio è veramente particolare. Mi fermo qualche minuto ad osservarlo. Da un lato la roccia calcarea dove scorre l'azzurra acqua termale, dall'altro distese di campi a perdita d'occhio. Come si fa a non amare la Val d'Orcia?! Ogni angolo nasconde un piccolo gioiello, una qualche sorpresa.

Altra immancabile meta all'interno del nostro itinerario sono i cipressi di San Quirico d'Orcia, uno dei luoghi più fotografati della Val d'Orcia, un simbolo, quasi un'icona che caratterizza questo territorio. Per arrivarci passiamo su una stretta stradina di ghiaia, che si trova a ridosso della Strada Regionale 2. Attorno a noi solo immense distese collinari; in lontananza si scorge la città di Montalcino. Chiudo gli occhi e per un attimo lascio che il vento porti via ogni mio pensiero. In quel momento non avrei voluto essere da nessun altra parte se non li, tra quelle colline isolate, solitarie ma così maestose da metterti quasi in soggezione. A qualche centinaio di metri da me scorgo il famoso gruppo di cipressi, scatto qualche fotografia e poi rimango in silenzio ad osservare il magnifico panorama che mi circonda. Ora capisco perché questi paesaggi sono considerati patrimonio dell'umanità. Chiunque rimarrebbe a bocca aperta ammirandoli.

L'ultima destinazione del nostro breve itinerario toscano è Montalcino, antico borgo arroccato su un'altura, rinomato in tutto il mondo per la produzione del Brunello. Non avendo molto tempo a disposizione decidiamo di pranzare al volo per poterci gustare la città. Passeggiamo per le strade del borgo mescolandoci ad altri gruppi di turisti che, come noi, sono incuriositi dalle numerose enoteche presenti lungo le vie del centro storico. Ci fermiamo in una di queste per acquistare uno dei prodotti più rinomati di questo territorio: il Brunello di Montalcino.

Continuiamo il nostro tour alla volta della fortezza realizzata da Domenico di Feo e Mino Foresi nel 1381. La struttura è molto imponente e non è difficile immaginare perché non fu mai espugnata. Accediamo alla parte gratuita del forte dalla quale è comunque possibile ammirare un bellissimo panorama: da una parte la città dall'altra le sterminate colline che fanno da cornice a questo bellissimo borgo. Continuiamo il nostro tour per i vicoli della città fino a raggiungere la piazza principale di Montalcino, Piazza del Popolo, con la sua imponente torre, lunga e stretta, appartenente al Palazzo dei Priori. A metà pomeriggio ci incamminiamo per la via del ritorno. Visitare questi luoghi ci ha fatto capire quanta bellezza esiste nella nostra Penisola: paesaggi da togliere il fiato, peculiarità culturali ed enogastronomiche che non hanno eguali nel mondo!

La Val d'Orcia è uno dei nostri tanti gioielli, un luogo unico, dove il tempo sembra essersi fermato.

di cristina romagnoli - pubblicato il