La melavigliosa Val di Non

Alla scoperta della fioritura dei meli nella deliziosa valle trentina

  • di m.niselli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

8 APRILE

Questo è il nostro primo diario come Famiglia, intesa come formata da mamma, papà e bambina. Destinazione: Val di Non. Per la prima volta abbiamo dovuto adeguare i nostri ritmi (solitamente intensi) a quelli di una piccola di tre mesi, ma il risultato è stato, in ogni caso, eccellente.

Quest’anno la calda temperatura ha anticipato la fioritura dei meli che è capitata due settimane prima. Siamo partiti alla volta della Val di Non con in mente i panorami della Carinzia e della Stiria e della Val Venosta, che abbiamo visitato sempre durante la fioritura dei meli. Da Treviso la Val di Non è facilmente raggiungibile attraverso la Val Sugana in due ore esatte di macchina. Dopo la poppata, carichi di passeggino, pannolini e qualche carillon, abbiamo infilato la bimba nell’ovetto e siamo partiti. Il segreto, quando si intraprendono viaggi con i piccoli, è indovinare il momento della partenza che quasi sempre corrisponde con il primo sonno del mattino. Lungo la strada, dopo la galleria che divide la Val d’Adige dalla Val di Non, ci siamo già accorti della presenza dei meli in fiore e lo spettacolo merita sempre.

La prima tappa è stata Mollaro, sede di un grande magazzino Melinda. In questa piccola cittadina si festeggia ogni anno la fioritura dei meli: la festa, chiamata Fiorinda, si svolge di giorno e anche di sera. Abbiamo parcheggiato all’interno del deposito Melinda: il paese è completamente bloccato al traffico e si raggiunge la piazza a piedi. Durante il giorno l’ambiente è studiato per le famiglie: lungo la strada ci sono punti di ristoro e di intrattenimento per bambini e in fondo alla via principale è presente un’area riservata al cambio pannolini ed allattamento. Non ci avevamo mai fatto caso prima d’ora, ma adesso che abbiamo anche noi questa esigenza, abbiamo apprezzato l’attenzione della manifestazione ai bisogni stringenti delle famiglie.

Punto a favore di questa manifestazione è il cibo: all’ingresso del paese viene consegnata una mappa nella quale sono segnalati i punti di ristoro, disseminati fra le vie del paesino che è davvero squisito, in particolare lì dove svetta il castello medievale. Al suo interno, o meglio, nel cortile, ci sono alcune delle innumerevoli bancarelle di artigianato e cibarie che sono sparse in giro. Un signore che si è autodefinito “anziano” ha cercato di spiegarci in modo rocambolesco come trovare una farmacia in paese. Non abbiamo capito niente ma ci è piaciuta la disponibilità. Da segnalare i prodotti tipici: mortadella affumicata, formaggi, miele, speck servito con il pane tipico. Abbiamo deciso di pranzare nello stand più vicino ai meleti che disponeva anche di una fattoria didattica con animali veri. Pranzo a base di polenta, stufato, crauti aromatizzati alle mele e hamburger speziato. Alle 3, quando il sole si è fatto meno intenso, ci siamo incamminati fra le filiere di meli per una passeggiata. Incredibile il profumo di fiori e il ronzio laborioso delle api. Ci siamo fatti immortalare nella macchia bianca con grande emozione. Unico neo: difficile il percorso fra i meli con il passeggino, per quanto il nostro sia tecnico e in teoria capace di affrontare terreni sconnessi, è possibile comunque percorrere il sentiero asfaltato. Ideale recarsi a Florinda di sabato anziché di domenica perché è meno affollato. Verso il tardo pomeriggio ci siamo spostati al parcheggio e abbiamo fatto un salto al negozio di Mondo Melinda. Nello store vendono prodotti non proprio economici a base di mele. Abbiamo acquistato il classico succo di mela e ci siamo quindi diretti al nostro appartamento, trovato a mezzo di Air B&B. Siamo saliti di quota fino ad arrivare a circa 1000 m di altitudine in quel di Coredo, direzione Agriturismo Rizzi (a 800m)

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