Tour classico dell'Uzbekistan

Nel Paese delle Mille e una notte

  • di Lyn
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

1° giorno: Catania – Roma Fiumicino – Tashkent

Ci muoviamo di buon'ora per non rischiare di perdere la coincidenza con l'Uzbekistan, che parte alle 11. Il volo Roma – Tashkent dura circa 5 ore e mezza, viene effettuato dalla compagnia aerea nazionale uzbeka, ed è pessimo: aereo sporco, poco spazio, sedili sfondati, intrattenimento a bordo guasto, ma almeno il cibo è decente e il personale di bordo cortese (una delle hostess parla anche un buon italiano).

Atterriamo in orario verso le diciannove ora locale ( + 3 rispetto all'Italia) e subito facciamo i conti con la burocrazia: prima al controllo documenti dove, a causa del visto collettivo, siamo costretti a sfilare tutti davanti allo stesso poliziotto; poi alla dogana, dove un solo funzionario per decine di persone controlla con minuzia il modulo in duplice copia che avevamo compilato sull'aereo: alla fine perdiamo più di un'ora... Arrivati nella sala arrivi, si verifica un altro contrattempo: la guida non si vede da nessuna parte! Dopo venti minuti di attesa inutile, a qualcuno viene in mente di guardare fuori dalla porta, ed eccolo lì... Ci spiega che, da qualche anno, l'accesso all'interno dell'aeroporto è consentito solo a chi ha un biglietto aereo, mentre tutti gli altri devono aspettare all'esterno. Fortunatamente non ci sono stati contrattempi, ma sarebbe stato opportuno che il tour operator avesse inserito questa informazione nel programma di viaggio.

Raggiungiamo l'hotel in meno di mezz'ora: si tratta di una bella struttura, la migliore di tutto il viaggio, con camere enormi e wi-fi gratuito anche nelle camere; l'unica stramberia sono le maschere antigas in bella vista sulla scrivania... Dopo la cena non abbiamo sonno e andiamo a fare una passeggiata nei dintorni, ma la zona è un anonimo quartiere residenziale e fa piuttosto freddo, perciò rientriamo quasi subito.

2° giorno: Tashkent – Urgench – Khiva

Tashkent, la capitale, è una città molto moderna perché fu distrutta da un violento terremoto nel '66 e poi ricostruita in stile sovietico: la maggior parte degli edifici è rappresentata da enormi palazzoni bianchi, talvolta “abbelliti” da improbabili motivi tradizionali; però è anche una città molto verde, con parchi e lunghi viali alberati.

La prima sosta, piazza dell'Indipendenza, è proprio così, un'ampia piazza-giardino con al centro un colonnato sormontato da due cicogne, uccelli molto diffusi da queste parti.

Ci spostiamo poi presso il complesso Khast Imam, l'unico ricostruito secondo lo stile tradizionale dopo il terremoto; visitiamo tre edifici: il museo che ospita il Corano più antico del mondo, una moschea e una madrassa (convertita in bazaar); l'insieme è gradevole, anche se nulla a confronto delle meraviglie che vedremo nelle altre città.

Infine visitiamo il bellissimo museo delle arti applicate, ospitato nella residenza di un nobile russo, che raccoglie preziosi oggetti di artigianato tradizionale: suzane (teli ricamati usati come arazzi), gioielli, strumenti musicali, oggetti in legno intagliato, ceramiche... tutto molto bello.

Dal museo andiamo subito all'aeroporto. Il volo Tashkent – Urgench dura poco più di un'ora e si rivela più confortevole di quello intercontinentale. Una bella consuetudine della compagnia è quella di offrire una bibita non appena si sale a bordo.

Scesi dall'aereo partiamo per Khiva (40 km. di distanza da Urgench), andiamo in hotel e, dopo un pranzo tardivo a metà pomeriggio, ci sistemiamo nelle camere e riposiamo un po'.

Verso le sette usciamo con la guida per un primo assaggio della città, a piedi perché la porta d'accesso alla città vecchia è proprio davanti all'hotel. La Khiva storica, in uzbeko Ichon-Qala, è molto piccola, un borgo fortificato di paglia e argilla miracolosamente arrivato fino a noi in condizioni quasi perfette; nonostante ci vivano 2000 persone, non ci sono edifici moderni, nè auto, le strade non sono asfaltate, c'è poca illuminazione... sembra di entrare in un'altra epoca. Data l'ora i negozi di souvenir sono chiusi, restano aperti solo i bar, le botteghe degli artigiani e piccoli empori per la gente del posto

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