Viaggio in Uzbekistan

Da Bukhara a Tashkent passando per moschee, musei...

  • di silvia1950
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Metti un po’ di italiani in un aereo diretto in Uzbekistan e l’avventura inizia! Viaggio Metamondo tramite Robintur di Conegliano. Volo da Malpensa in ritardo, “Uzbekistan Airways”, e con compilazione in aereo di un foglio d’ingresso per la Dogana un po’ ostico!

19/05/2012

Dopo una notte di volo, il nostro sergente maggiore D. ci raccoglie sfatti ma siamo a Urgench …sulla via della seta e al caldo, ma proprio caldo. Conosciamo anche la nostra guida... molto carino! Partiamo subito in pulman per Khiva dove sosteremo all’hotel Orient Star Khiva che scopriamo essere un’antica madrasa ( scuola coranica ) riadattata e ci spetta una colazione con uova, pane, yogurt, biscotti, ciliegie, albicocche, the verde e Nescaffè. Si inizia bene, si può sopravvivere! La nostra stanza, al piano terra, era probabilmente una cella, è fresca e essenziale con ….un po’ di scarsa manutenzione. Normale! Khiva, quale centro storico sotto il Patronato dell’Unesco, è stata restaurata con metodi e materiali tradizionali e sembra di essere in un’altra epoca. L’impatto con questa piccola città dalla lunghissima storia è forte. L’inizio del giro inizia dalla Porta degli Schiavi poi giriamo all’interno della cittadella dove abbiamo un primo assaggio dei Palazzi, dove vivevano i “khan”, delle moschee e delle madrase. Khiva è stupenda e alla sera perdersi nei vicoli e vedere la vita che continua così dal tempo di Tamerlano, è bellissimo. Cena a base di antipasto di verdure cotte miste, spaghetti di riso e verdure, minestrone con dentro carne, involtini di carne macinata avvolta in crèpe. In fondo non si rischia di morire di fame!

20/05

Alla mattina ancora in aereo per trasferirci a Bukhara così ci evitiamo dieci ore di pulman attraverso il deserto .. che, da come si vede dal finestrino dell’aereo, non sembra molto ospitale. Arrivate, il pulman che ci accoglie, ci trasporta lungo un paesaggio con distese di campi molto coltivati. Verdure, grano alberi da frutto etc e con un efficiente sistema di canalizzazioni che garantisce la distribuzione dell’acqua; questa viene dal fiume Amu-Darya che viene dalle montagne del Pamir, sempre coperte di neve. Bukhara, cuore del regno centro-asiatico, non è solo famosa per i tappeti ma è stata nel IX e X secolo il principale centro commerciale sulla via “della seta”. Ci fermiamo per strada all’ultima residenza estiva degli Emiri di Bukhara del 1911, poi in città abbiamo mangiato in una madrasa, un po’ dismessa ma con ristorante, teatrino e bancarelle di souvenir. Siamo proprio nella piazza centrale Labi-hauz, dove c’è la vasca piena di acqua che una volta riforniva i bukhariani. Ora è solo la meta dei turisti e parte delle rive sono limitate da un bel…..bar! In questi ultimi anni il paese è diventata una meta turistica e dove ci sono turisti fiorisce, haimè, il commercio… bere, mangiare e souvenir! Comunque si leggono le strutture adibite un tempo a ben altre merci e qui l’organizzazione urbanistica è proprio in funzione dei carovanieri: cavaranserragli, depositi e bazar ma anche luoghi di culto. Così abbiamo visitato moschee, madrase, una differente dall’altra: rivestite in mattoni, in piastrelle in maiolica blu, verdi e gialle. Alloggiamo al Grand Hotel Bukhara e a piedi alla sera torniamo in centro con la consigliata… pila. Passiamo da una mega piazza di stile sovietico e strade a sei corsie completamente vuote, a vicoli non illuminati dove veramente bisogna stare attente a dove si mettono i piedi, tra case con vecchie porte decorate, tetti in eternit, pali storti della luce e grossi tubi del gas e poi sbuchiamo nella piazza della vasca. Ci sono parecchi autoctoni ma rimane la sorpresa qui e durante tutto il viaggio di vedere loro fare i turisti in patria, famiglie intere soprattutto in pellegrinaggio. E poi per noi… souvenir! Difficile per alcuni di noi resistere alla continua stimolazione dei locali con la loro merce a comprare; noto che l’artigianato esposto sembra non proprio uzbeco dato che ho visto le stesse sciarpe e altro in Siria, in India, in Israele e anche a Venezia! Probabilmente la seta e il cotone sono coltivati qui ma la lavorazione viene fatta in India e in Cina! Purtroppo tutti i luoghi che visitiamo sono stati lottizzati dai venditori di souvenir e così le celle delle madrase sono state trasformate in botteghe. Penso che… anche loro devono guadagnare per vivere ma tra lo sfacelo di alcuni di questi monumenti al limite del pericolante consiglio di stare attenti:

• A dove si mettono i piedi data la presenza di canalini, pietre sconnesse etc….

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