Uzbekistan: Samarcanda, Bukhara e Khiva

Abbiamo scelto questo viaggio quasi per caso, sfogliando un catalogo di viaggio sull’Asia Centrale. Non sapevamo quasi dell’esistenza dell’Uzbekistan, ma appena abbiamo visto le foto delle moschee e delle madrasse e abbiamo letto i nomi di città come Samarcanda e ...

  • di nique
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Abbiamo scelto questo viaggio quasi per caso, sfogliando un catalogo di viaggio sull’Asia Centrale. Non sapevamo quasi dell’esistenza dell’Uzbekistan, ma appena abbiamo visto le foto delle moschee e delle madrasse e abbiamo letto i nomi di città come Samarcanda e Bukhara c’è subito venuta alla mente la celebre “Via della Seta” con i suoi villaggi e caravanserragli. Una paese unico, meta da sempre di grandi viaggi, terra ambita dai conquistatori di ogni tempo, punto di incontro fra Oriente ed Occidente.

La stagione era perfetta, eravamo infatti a metà di ottobre e le previsioni parlavano di giornate soleggiate, cieli azzurri e temperature primaverili (almeno di giorno).

Decidiamo per un tour organizzato in quanto il turismo “indipendente” non è ancora molto sviluppato. Ma, nonostante le nostre reticenze iniziali, mai scelta fu più azzeccata. Il viaggio infatti è stato organizzato molto bene e la guida locale si è rilevata molto preparata ed è stata capace di farci cogliere al meglio l’essenza di questo paese così culturalmente eterogeneo. Unica nota dolente di questo viaggio sono gli alberghi e la cucina. Le camere sono spaziose ma arredate in modo abbastanza kitch e tetro. La pulizia è appena sufficiente e anche i bagni necessiterebbero di una buona ristrutturazione. La cucina locale è semplice con piatti a base di riso, zuppe con verdure e carne di manzo o pollo, involtini di carne accompagnati da piatti di verdure e da grandi pani rotondi morbidi. Le guide sconsigliano di mangiare frutta e verdura cruda quindi i pasti diventano abbastanza ripetitivi.

Ma tutto passa in secondo piano rispetto alle bellezze del paese e alla gentilezza di un popolo che sembra molto più aperto di noi sia socialmente che culturalmente. Forse perché hanno cercato di cogliere il meglio da tutti i popoli che sono passati di lì. Sono musulmani moderati, le donne hanno buttato via il velo da molto tempo, a scuola si insegna “storia della religione”... Partiamo da Verona il 18 ottobre alle 8,40 circa con destinazione Samarcanda. Facciamo scalo ad Erevan per fare scendere alcune persone che passeranno invece questa settimana in Armenia. Il viaggio dura in totale dieci ore compreso lo scalo e un’oretta di sorvolata del Mar Caspio in quanto appena lasciata l’Armenia non ci danno subito l’autorizzazione a proseguire il viaggio. Arriviamo a Samarcanda alle 19,30 (più 3 ore rispetto all’Italia) e disbrigate le un po’ lente formalità doganali veniamo accompagnati all’Hotel Afrosiab. Da subito, cogliamo la forte influenza che la Russia ha esercitato in queste zone fino al 1991. Ne risente soprattutto l’urbanistica della parte moderna delle città con edifici in cemento armato, lunghi viali ombrosi e veloci taxi Daewoo che sfrecciano ovunque.

PRIMO GIORNO – SAMARCANDA Ci svegliamo sotto una leggera pioggerellina autunnale...Non era proprio quello che ci aspettavamo! In hotel cambiamo subito qualche euro in sum (la moneta locale). Oltre ad essere comodo per le spese nei bazar è comunque più vantaggioso utilizzare il sum rispetto agli euro e ai dollari. Incomincia la nostra “conquista di Samarcanda” (come dice la nostra guida locale) con l'osservatorio di Ulughbek, il nipote di Tamerlano, di cui rimangono i resti di un immenso astrolabio. Tutto ciò che rimane è la parte ricurva dello strumento. Qui, come poi in tutti gli altri monumenti che visiteremo, si paga per fare le foto. Non è una cifra astronomica... circa 1000/2000 Sum (0,50/1,20 euro). Poiché continua a piovere, decidiamo di proseguire visitando subito i musei della città: il museo di Afrosiab e il museo di Storia di Samarcanda. Il primo mostra gli 11 strati di civiltà diverse che compongono Afrosiab (l’antica Samarcanda), ma la principale attrattiva sono i frammenti di alcuni affreschi che raffigurano scene di caccia, un corteo di ambasciatori e visite di regnati locali. Visto la pioggia, non visitiamo il sito archeologico annesso al museo. Il museo di storia culturale è ospitato in un edificio di chiara matrice sovietica con sale enormi e poco illuminate. Riusciamo a vedere oggetti di arte popolare, vecchie foto dell’Uzbekistan, dipinti moderni e anche la riproduzione di una yurta finché un improvviso black out ci costringe a rinunciare alla visita. Ci spostiamo pertanto alla Moschea Bibi Khanum, che fu una delle più grandi moschee del mondo islamico. Nel corso degli anni si sgretolò e crollò completamente a causa di un terremoto alla fine del 1800. Recenti restauri hanno ripristinato l’ingresso principale e diverse cupole. Sull’altro lato della strada sorge invece il ben conservato mausoleo di Bibi-Khanum

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Commenti
  1. Edette Bellone
    , 17/9/2014 00:19
    Tour interessante ed emozionante. Il blu intenso e luminoso del cielo e le notti scure ma stellate rendono magnifici i numerosi complessi monumentali di cui l' Uzbekistan e' ricco.......
  2. Edette Bellone
    , 17/9/2014 00:19
    Tour interessante ed emozionante. Il blu intenso e luminoso del cielo e le notti scure ma stellate rendono magnifici i numerosi complessi monumentali di cui l' Uzbekistan e' ricco.......

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