India mon amour

Un viaggio di due settimane tra Kashmir e Uttar Pradesh, tra la pace delle montagne e la confusione della vera India

  • di Fef
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Difficile scegliere quale zona dell’India visitare in un viaggio di due settimane, ma alla fine optiamo per uno strano mix di stati, popoli e culture, andando dal Kashmir a Varanasi.

Dopo un piacevole volo con la Turkish Airlines, facciamo scalo a Delhi per poi prendere un volo interno della Spice Jet che ci porterà a Srinagar di prima mattina.

Al primo impatto la città già mi piace e si intuisce subito che lo stile è molto particolare e completamente diverso dal resto dell’India. E’ evidente il passaggio degli inglesi in questa parte del paese dove sono rimaste ancora in piedi tantissime case in legno molto belle anche se negli anni hanno assunto quell’aspetto un po’ decadente che caratterizza la maggior parte del paese. La città ha più di un milione di abitanti ma non è particolarmente trafficata e quando si arriva nella zona del lago la pace ti avvolge.

Arrivati nella nostra houseboat, capiamo subito che non ci muoveremo da Srinagar per fare dei giri in montagna ma rimarremo a goderci la pace del luogo e a riposarci prima di affrontare la vera India.

Anche la gente è meravigliosa in Kashmir. Sono arrivata con qualche pregiudizio, ma mi sono dovuta ricredere. Sembrano tutti gentili e cordiali, hanno voglia di chiacchierare ma non insistono mai nell’approccio e poi anche fisicamente sono delle belle persone, si vede l’influenza del Medio Oriente su questo popolo. Pelle relativamente chiara e occhi verdi caratterizzano molti abitanti di Srinagar.

Siamo stati a Srinagar durante il Ramadam e questo credo abbia reso il posto ancora più particolare e affascinante visto che ogni giorno i canti e le preghiere dei muezzin ci hanno accompagnati nel nostro girovagare, dall’alba al tramonto.

Dopo qualche giorno a Srinagar, abbiamo ripreso un volo per Delhi e da lì una macchina con autista ci ha portati ad Agra, Orcha, Gwalior, Kajuraho, Allahabad e Varanasi.

AGRA

Agra, o meglio il Taj Mahal, è sempre un luogo meraviglioso e imponente, sicuramente da visitare se si va in India. Purtroppo si vede che la gente ad Agra è abituata ai turisti, quindi, i prezzi sono un po’ più alti della media e tutti cercano di venderti qualcosa. Da Agra vale la pena di fare una gita di qualche ora alla vecchia città di Fatehpur Sikri che dista solo qualche decina di km. Conviene contrattare per avere una guida locale che accompagna a vedere le due cittadine e in qualche modo (pullman o risciò) ti fa percorrere la strada dai parcheggi agli ingressi della moschea o della città senza dover camminare.

ORCHA e GWALIOR

A pochi km da Agra si trova Orcha, una piccola cittadina dove vale la pena fermarsi per visitare alcuni templi indù e un antico palazzo. Purtroppo anche Orcha è invasa dai turisti e per strada si trovano tante bancarelle chiaramente studiate per gli stranieri.

Poi abbiamo visitato Gwalior, accompagnati dalle piogge monsoniche, ma nonostante questo ci è piaciuta molto. Tutto quello che c’è da visitare è concentrato nell’altipiano del forte. Molto bello da vedere l’antico palazzo ma anche la zona dei templi dove convivono pacificamente religioni diverse e naturalmente il panorama.

Dopo la visita del forte, siamo andati alla ricerca delle tombe di Mohammed Gus e di Tansen. A parte la ricerca un po’ difficoltosa, perché nessuno sapeva dov’erano, questa è stata la parte divertente della visita di Gwalior. Per strada il nostro autista ha “raccattato” un vecchietto che si è offerto di accompagnarci alle tombe il quale, evidentemente non era mai salito in macchina perché non sapeva neanche come allacciarsi le cinture di sicurezza e aveva voglia di farsi un giro

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