Ricordi ungheresi

Due amici, tanto freddo e tante risate, un po' di cultura, chili di dolci e chilometri a piedi

  • di micheledemo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ho indugiato troppo prima di cominciare a scrivere il resoconto di questa ennesima esperienza europea. Forse perchè troppo preso da mille impegni quotidiani o forse perchè ho volutamente lasciato depositare in me solo i momenti e le impressioni migliori di cinque bellissime giornate di freddo e risate, scaldate dalle mille calorie ingurgitate grazie ai capolavori della più raffinata arte pasticceria mittleuropea.

Da parecchio io e il mio amico Daniele parlavamo di un viaggio da fare insieme e finalmente questa ultima parte del 2016 ci dà l'occasione di cinque giorni liberi combacianti per entrambi. Sognavamo mete esotiche o mediorientali...ma alla fine il biglietto ultra-economico che stacchiamo ci porta a Budapest, una città sicuramente affascinante, ma a cui non avevo ancora pensato con vero interesse. Come al solito, mi assumo la gratificante responsabilità della programmazione di tutto e prenoto l'albergo (l'Ibis City Budapest, in Akacfa utca 1 – 3), un ottimo tre stelle appena fuori dal centro storico, ma posizionato strategicamente a cento metri da una stazione della metro rossa (Blaha Lujza tèr) nel quartiere ebraico, che oggi è il quartiere della vita notturna, ricco di pub e locali di ogni genere.

Una curiosità: appena due settimane prima, nello stesso albergo avevano soggiornato Aurora (mia moglie) e sua mamma, che avevano deciso di farsi una vacanza insieme... bene, alla reception scopro che dormirò nella stessa camera, la 110! Appena entro in stanza, chiamo mia moglie e la informo della coincidenza, che lei interpreta romanticamente...

29/11/16

Si decolla dal caro Orio al Serio, punto di partenza di un sacco di bellissime esperienze e si atterra all'aeroporto di Budapest in perfetto orario. Consiglio per raggiungere la città: appena usciti dall'aerostazione dirigetevi a destra: ci sarà la fermata del bus 200E che porta al capolinea della metro blu (M3) Kobànya – Kispest. Il viaggio dura circa 25 minuti.

Alle macchinette automatiche posizionate al capolinea del bus procuratevi due biglietti (sono a corsa singola: uno lo usate sul bus e uno in metrò). I biglietti costano 350 fiorini (huf), cioè poco più di un euro, dato che un euro vale circa 310 huf. I biglietti acquistati a bordo, invece, costano 450 huf: ma bisogna avere denaro contato, o l’autista vi lancerà occhiatacce terribili. Si possono prendere anche abbonamenti da 24, 48 e 72 ore; noi abbiamo acquistato un carnet da 10 biglietti al costo di 3000 huf. Una volta in metropolitana, poi dovrete individuare la vostra fermata. Noi siamo dovuti arrivare a Deàk Ferenc tèr e poi prendere la metro rossa (dir Ors vezèr tere) per due fermate e scendere a Blaha Lujza tèr. Troviamo l'albergo, sbrighiamo le formalità e lasciamo i bagagli e andiamo a mettere velocemente qualcosa sotto i denti da un triste Mc Donald' nei paraggi: avevamo una fame boia e non siamo andati tanto per il sottile. Rifocillati e pieni di trigliceridi, prendiamo la metro rossa fino a Kossuth Lajos tèr. L'uscita della stazione ci catapulta in una grandissima e bellissima piazza, forse la più bella della città, e noi rimaniamo a bocca aperta davanti alla maestosità della piazza, delle statue e degli edifici che ospita, primo fra tutti il grandioso palazzo del Parlamento ungherese, inaugurato nel 1902, simbolo e vanto della città e il monumentale palazzo in stile neoclassico del museo etnografico. La piazza fu costruita in seguito all'unificazione delle città di Buda e Pest, come primo passo verso una elegante e nuova espansione edilizia, che desse un'identità alla città e al Paese intero. Ammirare il Parlamento dalla sponda opposta del Danubio è una visione indimenticabile, specie di notte. Ma anche ammirare la collina di Buda da questo lato del fiume è affascinante: un castello, bei palazzi d'epoca e tanti campanili aguzzi si sfidano a protendersi verso il cielo, infiammato adesso da un bellissimo tramonto in questa gelida sera di fine autunno. Il freddo e il vento sono davvero tosti, ma noi li affrontiamo stoicamente, curiosando in ogni angolo di questa piazza, ammirandone tutti i monumenti e poi risalendo a piedi tutto il lungofiume, fino al Ponte Margherita. Lo percorriamo (sembrava corto, ma è lunghissimo!) e siamo tentati di scendere a far due passi anche sulla famosa Isola Margherita, ma il freddo e la pigrizia hanno la meglio. L'isola Margherita prende il nome da una figlia di re Bèla IV (Margit), che su quest'isoletta verde nel mezzo del Danubio trascorse gran parte della sua vita in un convento

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