Budapest: bella, ma..

Abbiamo trovato molto utile leggere questi diari di viaggio due giorni prima di partire per Budapest, e ora che siamo tornati vorremmo essere anche noi di aiuto con qualche riflessione. Anzitutto abbiamo volato da Fiumicino con la compagnia ungherese low-cost: ...

  • di Nicola.Pergola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Abbiamo trovato molto utile leggere questi diari di viaggio due giorni prima di partire per Budapest, e ora che siamo tornati vorremmo essere anche noi di aiuto con qualche riflessione.

Anzitutto abbiamo volato da Fiumicino con la compagnia ungherese low-cost: in perfetto orario, senza scalo, per 75,00 € a tratta.

Budapest è bella – anche se meno di Praga – e val la pena vederla. Ci ha colpiti la grandiosità, la pulizia, il traffico ordinato, il grande rispetto per i pedoni, la generale gentilezza, l’inglese molto diffuso a surrogare una lingua orrenda, la grande disponibilità ad aiutare turisti in panne (anche se spesso con lunghe perifrasi in ungherese ...).

I prezzi sono come da noi, forse anche un tantino più alti, e si paga praticamente tutto: nelle chiese (Mattia 2,40 €), sulla parte più alta del Bastione dei Pescatori (non ci siamo saliti), nel (piccolissimo) Museo del Marzapane (1,50 €), nel Parco delle Statue (2,40 €). Non cambiate denaro all’aeroporto di Budapest: al ritiro bagagli davano 211 fiorini per 1 € (meglio Fiumicino con 222), mentre il cambio è a 250. È stato invece molto conveniente nell’elegantissima Vaci utka, con diversi uffici di cambio a 245.

Per raggiungere la città dall’aeroporto di Ferihegy non conviene né il taxi né il minibus: con due biglietti da 230 Ft (quindi con 1,84 €) si prende il tram 200 dal piazzale e al capolinea la Metro 3 (blu), e in un’ora si è in centro dopo aver cominciato a familiarizzare con i mezzi pubblici. Né crediamo utili i tour panoramici su pullman scoperti (2 h: il 20,00 €): tram n. 2, al prezzo di un normale biglietto, permette un bel colpo d’occhio sulla città, a patto di averne studiato un attimo la mappa per poter riconoscere i principali monumenti.

I mezzi pubblici sono efficientissimi, con le fermate visualizzate su display e annunciate a voce. Il biglietto da 60’ costa 0,92 €: ma se si prevedono almeno 6 spostamenti al giorno conviene il giornaliero da 1350 Ft (5,40 €), il turistico da 3 giorni a 3100 Ft (12,40 €) o addirittura il settimanale da 3600 Ft (14,40 €). Così non c’è l’angoscia dei minuti che passano, e del continuo acquisto, vidimazione, verifica della validità. Molto bella la linea 1 gialla con stazioni elegantissime dalle porte in legno e ottone (una è in piazza Vorosmarty, a due metri dai tavolini della famosissima pasticceria Gerbeaud).

Al di là della sensazione di una città un po’ finta, ricostruita o costruita fra ’800 e ’900 (vedi il Bastione dei Pescatori, o la cittadina di Szentendre – a 1,30 h di traghetto per 8,00 € A/R – con le case serbe smontate dai luoghi d’origine e rimontate lì, alcune cose sono molto belle. Anzitutto l’isola Margherita con i suoi splendidi parchi e giardini e la fontana dai getti sincronizzati con la musica, il Parlamento, il viale Andrassy e la via Vaci, la Sinagoga (con visita guidata a 6,50 €, anche se ricordiamo più bella quella spagnola di Praga, e soprattutto il cimitero ebraico e il museo), le piazze Vigadò, Deak, Vorosmarty, la Cittadella con la sua faticosa – ma non impossibile – salita, i ponti delle Catene, Margherita, della Libertà. Bello anche, a Obuda, un pezzo di casa nostra da guardare al volo: l’anfiteatro romano.

Sconsigliamo invece lo stranamente gettonato Mercato Coperto di Fovam ter (triste ortofrutta al piano terra, tristissimo mercato settimanale nostrano al 1° piano); e non sappiamo se consigliare il Parco delle Statue con le sue 10-15 sculture di epoca socialista sradicate da vie e piazze e confinate in una piccola radura assolata: quasi un’ora e mezza per andarci (e altrettanto per tornare) con due mezzi pubblici oltre un ulteriore mezzo a pagamento (circa 1,50 €), per una visita di mezz’ora al massimo. Anche il Piazzale degli Eroi, in fondo al viale Andrassy, non è la fine del mondo: la visita, per noi, ha senso in abbinamento a questo bel viale, al retrostante parco Varosliget, e alla Casa del Terrore (gli orrori del comunismo, che purtroppo non abbiamo visto perché fuori orario) a metà viale In definitiva, a nostro parere, le meraviglie che si leggono sui siti più o meno ufficiali e nei racconti di chi la sa lunga (ivi compresi la “imperdibile” Dobostorte di Gerbeaud – che abbiamo volutamente perso – o ristoranti di culto come il Fatal del quale non abbiamo voluto far crescere il monte-clienti) andrebbero opportunamente “scremate”. È una bella città, per una bella esperienza di tre giorni; Noi ci fermiamo qui: ora tocca a voi! Buon viaggio.

Nicola e Anna da Cerignola

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