Attraversando l’ungheria

Quest’estate io e George dovevamo attraversare l’Ungheria per raggiungere la Romania (vedi il diario “Romania, Paese di contrasti, Paese d’altri tempi”), ma abbiamo pensato che valesse la pena fermarsi lungo la strada e fare qualche deviazione in questo Paese. E ...

  • di michelerai
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quest’estate io e George dovevamo attraversare l’Ungheria per raggiungere la Romania (vedi il diario “Romania, Paese di contrasti, Paese d’altri tempi”), ma abbiamo pensato che valesse la pena fermarsi lungo la strada e fare qualche deviazione in questo Paese. E avevamo ragione: l’Ungheria è un Paese molto bello, che offre una gran varietà di attrattive: non solo Budapest, ma anche l’ansa del Danubio, il lago Balaton, le città barocche di Veszprem, Eger e Sopron, e tutto quello che nei nostri 7 giorni di permanenza nel Paese non siamo riusciti a vedere. Le strade sono nel complesso in buono stato. La cucina è, al contrario di quel che si potrebbe pensare, abbastanza varia. E i prezzi sono decisamente convenienti, ancora di più se si paga in valuta locale o con carta di credito: per una camera doppia abbiamo speso da un minimo di 20 euro da un affittacamere con bagno in condivisione fino a un massimo di 35 euro in una pensione tre stelle con bagno privato, mentre per una cena abbiamo speso in media 11 euro a testa. Certo, a Budapest i prezzi sono più alti, ma solo quelli per l’alloggio sono molto più alti! Prima di partire ho trovato molto utile il sito dell’ente del turismo ungherese www.Turismoungherese.It (da cui mi sono anche fatto spedire del materiale cartaceo) oltre che quello del Ministero degli affari Esteri e dell’ACI www.Viaggiaresicuri.Mae.Aci.It. E durante il viaggio mi sono portato dietro la ben fatta guida del Touring Club Italiano, presa a prestito in biblioteca.

1° giorno (5 agosto) – E’ il primo giorno del grande esodo d’agosto, un giorno da bollino rosso, ma tra una cosa e l’altra non riusciamo a partire prima delle 8. L’idea è quella di arrivare già stasera sul lago Balaton, ma il traffico e la stanchezza ci obbligheranno a fermarci prima. Lungo l’autostrada viene segnalata una coda di 18km tra Padova e Mestre e così decidiamo di lasciare l’autostrada a Vicenza per riprenderla a San Donà di Piave, deviazione che però ci porta via 3 ore di tempo! Ormai si è fatta ora di pranzo, ma decidiamo di proseguire finché non avremo imboccato la A23 e lasciato il fiume di auto dirette verso la Slovenia. Ci fermiamo in un’area picnic nei pressi di Udine per mangiarci qualche panino e una fetta di torta che George aveva messo nella borsa-frigo. Entriamo in Austria (bisogna comprare la vignette!) e una nuova coda ci blocca per quasi un’ora: stanno facendo dei lavori e si viaggia su una corsia sola. Lasciamo l’autostrada a Furstenfeld per immetterci sulla E66 in direzione Ungheria. Più ci avviciniamo al confine e più si fanno numerosi gli hotel e le pensioni, ma decidiamo di attraversare la frontiera confidando nel fatto che i prezzi ungheresi saranno più bassi. Anche in territorio ungherese i posti dove dormire non mancano. Ci ispira la “St. Michael” (Vasszentmihaly, Fo utca 48), una pensione molto carina col tetto tutto coperto di paglia: ci accoglie un signore che parlicchia anche l’italiano; ci dice che c’è posto e ci chiede 35 euro per una doppia con bagno. E’ più di quanto ci aspettassimo ma accettiamo: del resto, il posto è davvero molto carino e pulito! La pensione ha anche un ristorante, ma noi abbiamo ancora dei panini e della torta. Al barettino lì accanto ci concediamo una birra e una palinka (grappa alla frutta) per soli 2 euro, facciamo due passi sulla collinetta dietro la pensione, dopodiché andiamo dritti a letto.

2° giorno (6 agosto) – Ci svegliamo col rumore della pioggia. Avevamo capito che nei 35 euro era compresa anche la colazione e invece, al momento di pagare, scopriamo che è esclusa e ci costa qualcosa come 9 euro! Secondo noi il locandiere ha fatto un po’ il furbo, anche perché l’italiano ci sembrava che lo sapesse abbastanza... Va beh, almeno ci siamo trovati bene! Riprendiamo il viaggio lungo la E66 finché non troviamo l’indicazione per il lago Balaton. Lungo la strada ci fermiamo a SUMEG, un paesino che la mia guida segnala come interessante ma che in realtà non ci sembra un granché, forse anche a causa della pioggia. C’è anche un castello che sovrasta l’abitato, ma decidiamo di proseguire. Intanto smette di piovere e il paesaggio si fa sempre più bello: di solito si pensa all’Ungheria come a un’immensa pianura, ma questo è vero solo nella puszta. Qui invece il paesaggio è fatto tutto di colline, verdissime e costellate di graziose casette. Finalmente arriviamo sul lago Balaton, il mare magiaro: qui speravamo di fare un po’ di vita di spiaggia ma, visto il tempo, siamo costretti a cambiare programma. Del resto, il lago Balaton offre innumerevoli attrattive, sia paesaggistiche che culturali, e vale veramente la pena visitarlo. Al bivio ci dirigiamo verso KESZTHELY, all’estremità occidentale del lago, dove facciamo due passi per il centro pedonale e per il parco del castello Festetics, molto carino. Riprendiamo la strada in direzione opposta e facciamo tappa al MONTE BADACSONY, un vulcano spento le cui pendici sono coperte di vigneti. Le indicazioni non sono molto chiare: seguendo il nostro istinto, svoltiamo per una stradina che sale sino a un piccolo spiazzo davanti a un ristorante dove lasciamo l’auto. Di fronte c’è una specie di cantina-museo dove compriamo una bottiglia di vino locale per 900 fiorini. La vista sul lago e sui suoi vigneti è molto bella. Proseguiamo la salita a piedi e scopriamo che c’è un parcheggio dove ha inizio una serie di sentieri che portano sin quasi alla cima del monte (437 metri). Noi ne facciamo solo un breve tratto che ci fa passare per un piccolo belvedere da cui il panorama sul lago è ancora più bello. Riscendendo verso la strada principale vediamo salire a piedi un sacco di gente, che poi scopriamo essere sbarcata da uno dei batteli che fanno scalo al villaggio ai piedi del monte. L’ora di pranzo è passata da un pezzo e noi non abbiamo ancora mangiato. Nella borsa-frigo ci sono ancora dei panini e della torta, così decidiamo di cercarci un bel posticino in riva al lago dove finirli una volta per tutti. Seguiamo un cartello che segnala una zona balneare: siamo curiosi di vedere una delle spiagge per cui il lago è famoso e dove, se il tempo fosse stato dalla nostra parte, ci sarebbe piaciuto prendere un po’ di sole. Ma quel che troviamo non è che una striscia di sabbia rialzata protetta dagli scogli... Anche l’acqua non è per niente invitante, comunque qualcuno che fa il bagno c’è. Adocchiamo una panchina e finalmente svuotiamo la borsa-frigo. Proseguiamo per la penisola di TIHANY, un promontorio di origine vulcanica famoso per la sua abbazia barocca. In realtà, la chiesa non ci sembra niente di speciale. Molto più bello è il panorama che si gode dal belvedere e anche la passeggiata per il villaggio: le case degli abitanti sono state quasi tutte trasformate in negozietti per turisti (ce n’è una con la facciata tutta coperta di peperoncini!) ma il paesino conserva comunque un certo fascino. Al punto che decidiamo di fermarci qui per la notte. Anche se è ancora presto cominciamo a cercarci un posto per dormire: il tempo è migliorato ma preferiamo cercarci una stanza piuttosto che un campeggio. Giriamo in una via poco lontana dal centro dove vediamo un paio di cartelli con la scritta “zimmer frei”. In un posto ci dicono che sono al completo, nel secondo ci propongono per 20 euro una camera doppia col bagno in condivisione, colazione esclusa. Anche se non ci sembra il massimo della pulizia, accettiamo. Prima di prepararci per la sera, scendiamo verso un laghetto che si vedeva dal belvedere dell’abbazia. E’ il lago interno (Belso-to), uno stagno nelle cui acque si specchia il villaggio di Tihany creando un’atmosfera davvero magica. Se venite a Tihany, non perdetevi la passeggiata attorno a questo laghetto! Per cena andiamo al “Gulyasudvar” (Posta Koz 2), un ristorantino molto carino che George aveva notato durante la nostra visita pomeridiana e dove spendiamo 5840 fiorini (22 euro) per una zuppa gulyas, un piatto vegetariano, uno di pesce, una squisita palacinka (crépe) con gelato e frutti di bosco, due birre e una palinka. Questo posto lo consiglio vivamente! 3° giorno (7 agosto) – Il cielo è ancora nuvoloso, così decidiamo di lasciare il lago Balaton. Ma non abbiamo troppi rammarichi: anche se il tempo fosse stato più clemente, fare il bagno in quello che gli ungheresi considerano il loro mare non sarebbe stato molto esaltante. Ma a parte questo, i posti che abbiamo visto lungo il lago sono stati davvero belli! La tappa successiva del nostro viaggio dovrebbe essere Budapest, ma la camera l’abbiamo prenotata per la notte di domani e dopo (anche perché nel weekend del gran premio e fino al 7 agosto i prezzi salivano alle stelle!). Così decidiamo di andare alla famosa ansa del Danubio, che comunque avremmo prima o poi visitato. Prima però deviamo per VESZPREM, una delle più antiche città ungheresi, dove prendiamo un cappuccino e visitiamo il bel var (città fortificata). Dal bastione in fondo alla via che lo attraversa si gode un bel panorama sulla città bassa. Passando dall’altro lato della chiesa, si arriva al piccolo promontorio che si vedeva dal bastione e dal quale si ha una bella vista del castello. Via autostrada (anche qui bisogna munirsi di vignette!) ci dirigiamo verso Budapest. Qui non esiste un raccordo anulare come a Milano o Roma, quindi per andare da una parte all’altra della città bisogna passare per il centro! Fra code e sbagli di strada ci immettiamo sulla strada n° 11 in direzione Szentendre. Non trovando cartelli per il centro della cittadina, proseguiamo e arriviamo a VISEGRAD, un paesino dominato dalle rovine di una fortezza che regala un magnifico panorama sull’ansa del Danubio (mi sembra di ricordare 900 fiorini + parcheggio). Proseguiamo per ESZTERGOM, famosa per la sua cattedrale, la più grande del Paese. Però, nonostante le sue dimensioni, non ne rimaniamo entusiasti. Anche oggi l’ora di pranzo è passata da un pezzo. Mangiamo un hot dog in un barettino lungo il fiume, dopodiché facciamo una passeggiata sul ponte che unisce l’Ungheria alla Slovacchia (non ci sono controlli!), da dove si ha una bella vista sulla collina su cui sorge la cattedrale. Per una strada interna torniamo a SZENTENDRE, dove la mattina non ci eravamo fermati. Szentendre è forse il luogo più turistico dell’ansa del Danubio, data anche la sua vicinanza a Budapest. Ma quando arriviamo, il centro sembra si stia svuotando: i negozietti stanno chiudendo e non c’è in giro molta gente. Probabilmente viene visitato durante il giorno e sono in pochi a fermarsi la sera. E forse è proprio per questo che nella sua piazzetta e nelle sue viettine troviamo un’atmosfera molto rilassante. Chiediamo se hanno una camera in un paio di pensioni del centro ma ci chiedono un prezzo un po’ altino (la sera prima abbiamo speso solo 20 euro!). E così decidiamo di cercare un po’ più fuori, lungo la strada principale, dove la mattina ci sembrava di aver visto diversi cartelli. In realtà non sono così tanti. Seguiamo quello che indica la “Erika Vendeghaz” (Levendula utca 7), dove ci chiedono 27 euro per una bella camera col bagno, colazione esclusa. Accettiamo. La sera torniamo in centro, giriamo ancora un po’ e ci cerchiamo un ristorante. Alla fine optiamo per il “Rab Raby”, dove per una cena buona ma non eccezionale spendiamo 5536 fiorini (21 euro)

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Commenti
  1. dritangremi
    , 5/3/2011 00:38
    ho sentito parlare dei <a href="http://www.dentistiinalbania.com/1/dicono_di_noi_1529244.html">dentisti in ungheria</a>. Mi sapete indicare qualcuno?

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