Umbria: alla scoperta della Valnerina

Itinerari tra borghi, natura ed enogastronomia

  • di beretz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

1° giorno: Montefalco – Trevi – Campello sul Clitunno

Molte regioni italiane offrono itinerari che uniscono natura, storia e percorsi enogastronomici unici, una di queste è l’Umbria che in questo viaggio andremo a scoprire, la zona scelta è quella della Valnerina. Partiamo alle 4 del mattino del 25 marzo da Lipomo per raggiungere Montefalco, prima tappa del nostro viaggio.

Arriviamo alle 10 al parcheggio fuori dalle mura che racchiudono il centro storico di Montefalco. Il borgo è rinomato anche perché nella zona si producono ottimi vini come il Sagrantino. Prima di entrare dalla porta che conduce al borgo c’è una bella terrazza panoramica sulla vallata. Percorriamo Via Ringhiera Umbra dove merita una visita, e potendo anche un acquisto, lo showroom della Tessitura Pardi, antica tradizione di produzione di biancheria per la casa. Poco oltre si trova la Chiesa Sconsacrata di San Francesco, museo pinacoteca, l’ingresso costa 7 euro ma sono ben spesi. Dopo le sale dove sono esposti quadri e cimeli si accede alla chiesa dove nell’abside si ammirano dodici scene della Vita di San Francesco affrescati da Benozzo Gozzoli e restaurate nel 1999, colori vividi che colpiscono, per finire si possono visitare le antiche cantine del monastero.

Da Via Ringhiera Umbra si accede alla Piazza del Comune, una bella piazza con palazzi medievali, a sinistra si trova l’Enoteca l’Alchimista, che unisce alla ristorazione la vendita di prodotti tipici. Dalla piazza si prosegue per Corso Mameli, qui si trova la Chiesa di Sant’Agostino e numerosi negozi che vendono prodotti della zona, soprattutto vini e salumi. Torniamo sui nostri passi e varchiamo la soglia dell’Achimista. Nel sotterraneo c’è il ristorante e scendendo le scale ci assale un profumo di pane appena sfornato. Se siete fortunati di capitare nel periodo dei carciofi ve li propongono cucinati in diversi modi, noi non ci siamo fatti scappare l’occasione e oltre ad un bel tagliere di salumi, formaggi e degli immancabili crostini, abbiamo assaggiato la parmigiana di carciofi e carciofi fritti, il tutto annaffiato da un buon bicchiere di Sagrantino. Dal titolare ci facciamo consigliare nell’acquisto di una bottiglia di Sagrantino. Gironzoliamo ancora un po’ per le stradine acciottolate prima di proseguire il nostro viaggio.

Per raggiungere Trevi si attraversano le distese di ulivi e le coltivazioni di sedano nero, la zona è rinomata per l’ottima produzione di olio. Lasciamo l’auto in Piazza Garibaldi poco fuori le mura. Piazza Mazzini è il cuore del centro storico, una bella piazza su cui si affaccia il palazzo del municipio e una torre dell’orologio, da visitare la Chiesa di San Francesco alla quale si accede dal museo, ma lo troviamo chiuso, riapre alle 14,30. Ne approfittiamo per concederci una tranquilla passeggiata per le viuzze con le case di sasso, un dedalo di stradine che conducono ancora alla piazza. Torniamo alla chiesa e vi accediamo dal museo, 2 euro il costo dell’ingresso. Il museo propone una sezione interamente dedicata alla Civiltà dell’Olivo molto interessante ed espone un quadro attribuito al Pinturicchio, Madonna con il Bambino. Nella chiesa di San Francesco c’è un organo da muro del 500 recentemente restaurato. Prima di lasciare il borgo acquistiamo l’olio in una bottega in Piazza Mazzini.

Sant’Emiliano è il santo patrono di Trevi, nel complesso Museale di San Francesco facciamo la conoscenza della sua storia e del suo martirio, dopo atroci torture fu legato ad una pianta di olivo e decapitato, a Bovara c’è ancora l’antica pianta del 300 a cui dedichiamo una breve sosta

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