Tour dell'Umbria

Una settimana nel cuore della regione passando per Assisi, Todi, Orvieto, Spello...

  • di catcarlo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Lasciato il raccordo Perugia-Terni all’uscita di Ripabianca e piegato a destra in direzione di Collepepe, si trova una rotonda accanto a un piccolo centro commerciale (da tenere a mente, si tratta dei negozi più vicini). Qui inizia la Provinciale 415 che risale la Valle del Puglia: imboccatala, dopo neppure mille metri una stradina si inerpica decisa sulla sinistra. Inizia qui un percorso tortuoso che, attraverso gli ulivi e case sempre più rade, sale per quasi cinque chilometri mentre il panorama si apre in scorci via via più affascinanti – peccato solo per quella porcilaia che, un po’ prima di metà percorso, manda zaffate irrespirabili. Che sono solo uno spiacevole ricordo quando si giunge in quota – sui quattrocento metri – e la strada inizia a scendere e a salire mentre gli uliveti ancora più fitti si alternano a macchie boschive verdi e intricate. Fra tante sfumature, l’unica a non cambiare è la sede stradale, stretta e sconnessa. Infine, dopo essere svoltati a sinistra a un ultimo bivio che dall’altra parte conduce a Canalicchio, giungiamo alla nostra meta, dove non saremmo mai arrivati se la nostra ospite, la gentilissima Monia, non ci avesse guidati già da Ripabianca.

Il Salignano

Il nostro appartamento è sito in un vecchio casale di campagna ristrutturato, ombreggiato da robusti lecci e circondato dagli uliveti. Il ristorante più vicino è a un paio di chilometri e i negozi a cinque, ma, se non si hanno problemi per l’isolamento – e noi non ne abbiamo - è l’ideale: intanto, la sera, torniamo abbastanza stanchi dalle nostre escursioni per non sentire il bisogno di muoverci di nuovo. Anche perché, mentre a valle si fa sentire una calura eccessiva per la metà di giugno, sulla cima della collina inizia a soffiare nel tardo pomeriggio una brezza più o meno intensa che – pur se tiepida più che fresca – consente di respirare e, orientando in modo opportuno le finestre per creare correnti d’aria, di dormire la notte. Il venticello è piacevole assai sull’ampia terrazza che, splendido balcone sul panorama circostante, è a nostro uso esclusivo: rivolta a ovest, e perciò capace di regalare splendidi tramonti, consente di spaziare sulla sottostante valle del Tevere e di scorgere, alla nostra destra e più in lontananza, il profilo di Perugia e quello di Assisi distesa ai piedi del monte Subasio. Gli uliveti – i più vicini sono dei padroni di casa che producono l’olio in proprio - il biondo colore dei campi di grano, il verde più scuro delle macchie boschive si alternano creando giochi d’ombra sempre diversi con il muoversi del sole mentre le cascine punteggiano il paesaggio quasi lo presidiassero e a volte non si capisce dove corrano le strette strade che le raggiungono. Quando si fa buio, poi, le luci delineano con maggiore nettezza i luoghi abitati vicini o lontani e il giro delle correnti d’aria porta i suoni da una non ben identificata lontananza: il liscio di una festa di paese deve aver origine da qualche parte là sotto, spostata a sinistra, mentre le chiacchiere e le risate argentine dovrebbero provenire dalla cascina che a occhio è distante un paio di chilometri.

Un po’ più rumorosi sono i vicini di casa che risalgono in serata da Deruta per evitare l’afa e dar da mangiare alle galline, ma sono chiacchiere estive davanti alla porta che rappresentano un tuffo nel passato e si spengono a un orario più che accettabile. In modo analogo, non disturbano più di tanto le zanzare che, come ci ha raccontato Monia, hanno cominciato a frequentare questi luoghi solo da qualche anno: comunque non sono numerosissime, tanto che basta un semplice zampirone a tenerle lontane in modo tale da poter godere della notte che avanza coricati sulle sdraio (le ultime sere, complice un lieve abbassamento di temperatura complessivo, sarà addirittura necessario coprirsi)

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