Umbria, terra di Santi e perfetta per i "peccatori"

Da Todi ad Assisi, passando per Gubbio, Orvieto, Perugia, Spello...

  • di f_bignone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Era da tempo che volevamo fare un bel giro in Umbria e così abbiam colto l’occasione del ponte de 25 aprile e del primo maggio per partire.

Obbiettivo: mettere insieme cultura, religione e sacrosante abbuffate… direi che ci siamo riusciti!

Premesso che l’Umbria è una terra meravigliosa che ha tantissimo da dare a chi vuole trascorrere qui qualche giorno e che sicuramente ci torneremo, abbiamo deciso di soggiornare la prima notte a Todi per essere comodi per visitare Orvieto e poi abbiamo eletto Torgiano come nostro centro di riferimento nel cuore della regione da cui poi ogni giorno siamo partiti a raggiera per visitare i paesi dei dintorni. In fondo l’Umbria è piccola e se si sceglie di dormire nel centro è poi molto facile spostarsi ogni giorno per le varie escursioni.

Onde mescolare al meglio il sacro con il profano abbiamo deciso di pernottare la prima notte in un convento (!) che raccomandiamo caldamente: casa vacanze del Monastero della santissima Annunziata di Todi, trovato grazie alla Lonely Planet. Il monastero si trova subito all’interno delle mura appena varcata Porta Perugina ed è antichissimo (risale al 1500!). Le cortesi monache ci hanno assegnato una bellissima stanza tutta arredata con mobili antichi, spaziosissima ed immacolata. Visto che eravamo gli unici ospiti per quella notte ci hanno affidato le chiavi del monastero (che responsabilità!) e ci hanno detto di rincasare quando volevamo, senza preoccuparci del coprifuoco (che scatta alle ore 23.00), che essendo giovani era giusto che ci divertissimo senza guardare l’orologio!

La mattina dopo, al risveglio, ci hanno servito la colazione nell’antico refettorio e vi assicuro che sorseggiare un caffèlatte seduta sugli scranni sovrastati da affreschi è stata un’esperienza davvero unica! Il tutto per 60€. Beh, è stata la nostra prima volta in convento, ma di sicuro si tratta di un’ottima soluzione di viaggio da tenere a mente... per questa cifra non avremmo potuto trovare niente di così bello e soprattutto all’interno delle mura!

Invece Todi ci ha un po’ delusi. Per quanto la piazza principale sia meravigliosa e il panorama che si gode dai giardini Oberdan sia mozzafiato, l’abbiamo trovata piuttosto decaduta: ovunque negozio chiusi in affitto o in vendita e quei pochi che erano aperti erano soprattutto gestiti da stranieri e vendevano le solite paccottiglie asiatiche. Al posto delle golosissime norcinerie che ci aspettavamo di trovare ad ogni angolo, squallidi chioschetti di kebabe e pizza al taglio la facevano da padroni. Peccato! In ogni caso è una tappa da non saltare, anche se spero che torni ad essere la cittadina carica di atmosfera che ricordavo.

Il giorno dopo ci siamo diretti a Civita di Bagnoregio. E qui una precisazione è d’obbligo: Civita non si trova in Umbria! Si trova già in Lazio, ma la Lonely Planet la include nell’Umbria… abbiamo chiesto in giro ed abbiamo notato che la cosa non è molto chiara neppure ai locali, in ogni caso a Civita i tombini recano il logo “Viterbo” per cui per questa gita siamo andati “oltre confine!”

Civita è un posto incantato. Non si può descrivere altrimenti. E’ un antichissimo, minuscolo borgo che sorge in cima ad uno sperone di roccia circondato da calanchi ed è collegata al resto del mondo da un ponte pedonale che permette ai visitatori di accedervi ed all’unica auto ammessa entro le mura di consegnare i rifornimenti ai pochi locali (intesi sia come residenti che come ristoranti!). Per raggiungere Civita bisogna recarsi a Bagnoregio e da qui seguire le indicazioni per Civita; lasciare l’auto a Bagnoregio e proseguire a piedi per Civita dapprima scendendo delle scale e poi risalendo per il ponte pedonale… il tutto abbastanza ripido, ma fattibile anche da persone anziane, se in salute. Civita è chiamata anche “la città che muore” (che brutta cosa!) alludendo così al fatto che prima o poi scomparirà del tutto, erosa dalla stessa montagna su cui è stata costruita, ed è veramente suggestiva, ricca di scorci da fotografare. C’è anche un unico B&B, ma purtroppo non ho preso il nome. La visita non dura più di un’oretta, a meno che ci si voglia fermare a pranzare qui

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