Partenza il 29/6/2011 · Ritorno il 4/7/2011
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

Per le strade di Toscana,Umbria e Marche (e anche Romagna)

di battirena - pubblicato il

29/6-4/7 2011

Anche se “vecchietti” il desiderio di vedere, rivedere, viaggiare, evadere, scoprire è nel nostro DNA….Così, trovato un buco libero da impegni “nonneschi”, carichiamo il nostro MP3 400 Piaggio (che ha sostituito da poco, per motivi di sicurezza, lo splendido Majesty 400 ora nelle mani di uno dei miei generi) e il 29 /6 ce ne andiamo verso il cuore della nostra bella Italia. Prima tappa: Assisi. Visitata già alcune volte da soli e con truppa al seguito merita in ogni caso una rivisitazione. Dopo il terremoto del 1997 la cittadina è notevolmente migliorata: strade ben lastricate e pulite, case ristrutturate e ben tenute, fiori da tutte le parti……. Insomma una splendida Assisi dove, percorrendo alcune stradette, sembra che il tempo si sia fermato. Il colore rosato della pietra del Subasio, con la quale gran parte della città è costruita, aumenta l’incanto! E poi fa veramente piacere rivedere i poveri e veri luoghi del buon Francesco come il sacro Tugurio di Rivotorto, la Porziuncola in S. Maria degli Angeli, la chiesetta di S. Francesco piccolino, S. Damiano e naturalmente il suggestivo Eremo delle Carceri. Francesco, come suggeritogli in S. Damiano, voleva ricostruire la Chiesa abbastanza scricchiolante: non penso ci sia riuscito! Ma passiamo al terreno…

Raggiungiamo Assisi percorrendo la ss 68 fino a Siena e da qui seguiamo la super strada fino a Bastia Umbra con alcune soste e lauto pranzo con panino a Passignano sul Trasimeno. La ss 68 (ex) inizia (o finisce…) da Cecina ed è una bellissima strada per motociclisti veri almeno fino a Colle val d’Elsa. Nel primo tratto segue il corso del fiume Cecina attraversando una bella valle verdeggiante fino a Saline. In questo primo tratto fate due brevi deviazioni per visitare i piccoli abitati di Casaglia e Querceto. In vista di Volterra, sulle colline, dopo Saline, paese nella cui zona si trovano importanti giacimenti di Cloruro di Sodio (sale da cucina !) che alimentano industrie ed in particolare quelle del Carbonato e Bicarbonato di Sodio di Rosignano Solvay, il paesaggio cambia completamente: la vegetazione manca quasi detutto ed il colore dominante è il giallo/marrone/grigio di terreni argillosi. In dieci km di curve si raggiunge la splendida Volterra, città dell’alabastro, gioiello etrusco, romano e medioevale e definita da D’Annunzio “ di vento e di macigno”. Da non perdere. Noi la saltiamo e precipitiamo verso Castel S. Gimignano: da qui si può raggiungere S. Gimignano, straordinario esempio di città medioevale con le sue “100” torri. Proseguiamo e poco prima di Colle Val d’Elsa deviamo verso Siena per imboccare la superstrada che attraverso le terre di Siena ci porta in Umbria, sul Trasimeno e quindi ad Assisi. Non c’è di meglio, la strada è monotona ed il paesaggio , almeno fino a Rapolano, è spoglio, poi migliora notevolmente. Anche Colle alta e naturalmente Monteriggioni, presso Siena sono da visitare. Nota: ne abbiamo di belle cose in Toscana!

Di Assisi ho già detto: aggiungo che naturalmente abbiamo rivisitato la splendida Basilica di S. Francesco con gli affreschi di Giotto della Chiesa superiore e l’emozionante Chiesa Inferiore, il duomo di S. Rufino, S. Pietro, S. Chiara……. Da non perdere assolutamente, all’imbrunire, la passeggiata alla Rocca Superiore discendendo poi a notte calata per godere dello spettacolo della città e delle Chiese debolmente illuminate! Per la parte pratica: abbiamo dormito presso l’albergo Pallotta, in pieno centro, semplice, ma che offre una calda e gentile ospitalità con acqua, merenda, audioguida della città, collegamento internet gratis ed anche ombrello se necessario…..Più che consigliabile ! Per mangiare non ci sono problemi: una cena presso la trattoria Pallotta ed un pranzo ed una cena presso la trattoria La Stalla ( anche all’aperto ) sulla strada dell’Eremo, più semplice, ma buona.

Venerdi 1/7 lasciamo Assisi per raggiungere Frasassi e quindi Maiolo presso S. Leo. Percorriamo l’ex SS444 che da Assisi , sfiorando il Parco Regionale del Subasio raggiunge Gualdo Tadino. Sempre per i motociclisti la strada è allettante, specialmente nella prima parte, ma attenzione: è molto dissestata e con segnaletica orizzontale quasi assente. Da Gualdo siamo costretti a imboccare la ss 76 per Fabriano che è in fase di raddoppio e che nella parte a corsia unica è pericolosa e trafficata. Per fortuna usciamo poco dopo Fabriano per visitare le grotte di Frasassi. Dal vasto parcheggio un bus ci conduce all’entrata delle grotte, un poco più in alto, e da qui inizia la visita guidata che dura più di un’ora, ma che meritata di essere fatta. All’uscita dopo aver mangiato il solito panino e dopo aver visitato la chiesetta romanica di S. Vittore ed il museo speleopalontologico delle grotte, proseguiamo spediti (si fa per dire) per la nostra meta. Attraversiamo Sassoferrato e per stradette, non proprio perfette per il fondo, raggiungiamo Cagli e poi Urbania. Qui siamo costretti a fermarci per la pioggia. Poi, per una strada veramente impossibile (da evitare nel modo più assoluto !) e toccando Peglio raggiungiamo Sassocorvaro un bel paesetto con fortezza. Da qui ci facciamo coraggio, inforchiamo gli impermeabili e sotto una pioggia battente attraversando Macerata F. (siamo nel Montefeltro) e Villagrande raggiungiamo l’agriturismo La Casa Vecchia a Maiolo. Per fortuna a Villagrande spunta un po’ di sole e possiamo vedere, davanti a noi, il maestoso masso di S. Leo.

Per tre giorni abbiamo soggiornato presso La casa Vecchia in regime di ½ pensione: si dorme benissimo (dalle finestre si vede a due passi S. Leo) e si mangia meglio: tutti prodotti della piccola azienda escluso vino ed olio, che sono della zona,ed ospitalità squisita e familiare. Più che consigliabile a chi gradisce cose semplici e genuine !

Per la cronaca: una bella fetta del Montefeltro per referendum popolare da due anni è passata dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini: quindi siamo in Romagna!

Il giorno dopo andiamo a S. Leo a pochissimi chilometri. Affascinante borgo adagiato sotto la massiccia rupe su cui si erge la celebre fortezza che domina la valle della Marecchia. Il centro del paese è P.zza Dante circondata da storici palazzi. Chiude la piazza sul lato sinistro, la parete posteriore della Pieve semplice e rustica costruzione romanica senza facciata. Poco più in alto si trova il Duomo anch’esso romanico e con una bella cripta dedicata a S. Leo. Da non perdere naturalmente, la salita al forte di origine medioevale, ma più volte rimaneggiata che per il suo aspetto e per la posizione è uno tra i più importanti d’Italia. All’interno ci sono molte cose da vedere tra le quali la famosa cella senza porta (vi si accedeva da una botola) nella quale fu rinchiuso e dove morì Giuseppe Balsamo di Palermo meglio conosciuto come Cagliostro.

Nel pomeriggio, dopo riposino, ci rechiamo a Pennabilli percorrendo un tratto della ss 258 che segue il corso della Marecchia. Pennabilli è un paese di origine medioevale adagiato tra due rupi e due antichi castelli che si chiamavano, appunto, Penna e Billi. In questo paese vive e lavora il poeta Tonino Guerra che ha ideato “ i musei minimi” luoghi senza tempo che inducano a riflettere aiutandosi con la sua poesia. Da vedere quindi : L’angelo con i baffi, la Strada delle meridiane, L’orto dei frutti dimenticati, Il santuario dei pensieri, Il rifugio delle madonne abbandonate…. Insomma sono i piccoli luoghi dell’anima: da non perdere (secondo noi…).

Dopo una notte di meritato riposo, via per S.Marino, distante una trentina di chilometri. Lasciamo lo scooter in basso e saliamo con la cabinovia. S. Marino, capitale del noto stato, è una bella cittadina completamente votata al turismo: negozi, negozietti, ristoranti, bar, baracchine…si vende di tutto! C’è anche un bellissimo negozio di babbo Natale che, dicono, vende più in estate che a Dicembre! Di veramente antico c’è rimasto poco, anche se le origini si perdono negli anni. Quasi tutto è abbastanza ben ricostruito. Da non perdere tuttavia una passeggiata alle due rocche che sono la parte meglio conservata e più autentica di S. Marino. Comunque si può passeggiare tranquillamente per le belle stradine (con un po’ di scale e saliscendi) senza problemi…

Nel tardo pomeriggio facciamo un giro intorno al M. Carpegna passando per Villagrande, Carpegna (ottimo il prosciutto !), deviando fino al convento di Montefiorentino (chiuso per restauri) e tornando a Maiolo per Pennabilli.

E’ finita: la mattina dopo salutiamo, con un po’ di malinconia, i nostri amici della Casa Vecchia e ci prepariamo al ritorno. Come il solito la facciamo lunga, da Maiolo tocchiamo Novafeltria, S. Agata F. fino a Sarsina di Romagna da dove percorriamo la ex ss 71 che si arrotola intorno alla nuova statale a doppia corsia : poco traffico e bella strada. A Bagno di Romagna saliamo al passo dei Mandrioli e poi discendiamo in Toscana fino a Poppi. Questa è la zona delle bellissime Foreste Casentinesi con Camaldoli, l’Eremo, le Pievi Romaniche, il Castello di Romena…… e più a sud L’Averna di francescana memoria. Insomma …siamo in Toscana! A Poppi, con il bel castello dei conti Guidi, che domina la piana della famosa battaglia di Campaldino (Dante…) deviamo verso Montemignaio (sempre per complicarci la vita) e da qui raggiungiamo l’abbazia di Vallombrosa in splendida posizione. Scendiamo a picco su Reggello e poi Figline, attraversiamo l’Arno e risaliamo nel Chianti toccando Greve e Castellina. Il Chianti meriterebbe un discorso a parte, ma lasciamo correre…. Da Castellina

Conclusione : abbiamo rivisto luoghi già rivisti, ma che non stancano mai di essere visti!

di battirena - pubblicato il