Umbriacatissimi d'Umbria

Tour dell'Umbria in 5 giorni tra natura, storia, borghi medievali e buona cucina

  • di GaFlo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Se il 2010 si era aperto agli oltre -10°C di Monaco di Baviera, quest’anno si era deciso che il 2011 avrebbe meritato un inizio perlomeno vicino agli 0°C. E così è stato il centro d’Italia, e più precisamente l’Umbria – regione verde ricca di arte, storia e buona cucina – a ricevere la nostra visita per una settimana (probabilmente la più fredda degli ultimi anni…) di riposo prima del rientro al lavoro.

Domenica 2 Gennaio

Alle ore 8.45 la nostra fidata Ypsilon ha già superato il peso di un fuoristrada grazie all’equipaggiamento che di solito accompagna le nostre vacanze: valigie, beauty, borsa cibi e bevande, intrattenimenti vari, guide, amici peluche, ecc. Prima meta Gubbio che raggiungiamo verso le 15.00, anticipata da una sosta pranzo a Rimini ed annessa passeggiata in spiaggia. Ma non è l’ora di godersi il mare che arriverà invece puntuale quest’estate con l’attesa vacanza in Sicilia, anche se iniziano a girare strane guide andaluse, vero Flo? (to be continued …)

Gubbio sarà alla fine forse la più bella città medievale visitata, ma senza ombra di dubbio è stata quella più scenografica grazie ai bellissimi edifici monumentali che si sviluppano e crescono ai piedi del ripido monte Ingino (che dà anche il nome al tipico amaro della città, di colore giallo per la presenza di zafferano). La scenografia è resa ancor più bella dal periodo natalizio che, oltre ad un affascinante presepe di statue ad altezza naturale sparse tra le stradine del quartiere San Martino, propone un gioco di luci realizzato lungo il versante del monte per ricostruire un albero di Natale alto oltre 500 metri.

Per oggi abbiamo giusto il tempo di cercare, non senza problemi, una sistemazione per la notte, un buon ristorante dove iniziare ad assaporare la cucina umbra e ritornare a San Martino più tardi e lontani dagli occhi dei turisti per sfogare la nostra fantasia integrandoci alle statue del presepe di cui dicevamo sopra. Poi il vento gelido ha la meglio e ci rifugiamo nella nostra calda camera per una buona dormita.

Lunedì 3 Gennaio

Il meglio di Gubbio lo si può apprezzare dal basso, fuori dalle mura cittadine, osservando l’equilibrio tra palazzi e case perfettamente conservati, oppure direttamente dai palazzi stessi, raggiungibili per mezzo di ripide scalinate o di ascensori pubblici. Uscendo sorridenti dall’ascensore, soluzione a noi più congeniale, arriviamo nella vasta Piazza Grande dove si trova il bellissimo Palazzo dei Consoli (il più impressionante della città) e quello pretorio che, in questi giorni, ospitava una mostra fotografica sull’Islanda. Salendo ancora, manco a dirlo con l’ascensore, si giunge alla Cattedrale di Gubbio, costruita a cavallo tra 1100 e 1200 e dedicata ai Ss. Giacomo e Mariano. Pranzo a base di affettati e zuppe e ritorno alla macchina diretti verso il capoluogo di provincia.

Quando di una città come Perugia si è abituati a vedere la foto della bellissima Piazza IV Novembre, con la sua fontana, la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori, forse è normale rimanere delusi nel visitare il resto del centro storico. O forse no, ma questa è l’impressione che abbiamo avuto noi: ovvero di una bellissima Piazza circondata da un centro storico che non regala altre soddisfazioni. Sarà stato il freddo, la guida sbagliata, la nostra preferenza per i centri storici piccoli, fatto sta che dopo circa due ore decidiamo di ripartire senza fare sosta a Perugia per la notte come da programma.

Orvieto è un’altra storia: città di soli ventimila abitanti, fatta di stradine che si intersecano su piazze con bei palazzi del 1200 e di un’atmosfera misteriosa che ti invita a passeggiare fino a tardi. Ed il Duomo di Orvieto è un’altra storia ancora: stupenda realizzazione dell’architettura medievale italiana con una facciata ricca di mosaici, bassorilievi e statue che già da sola vale il tragitto per raggiungere questa città praticamente al confine con il Lazio. Scattiamo ancora qualche foto al Duomo di notte prima di sederci al ristorante e provare una degustazione di olio (ottimo, da provare e portare a casa!) su pane caldo bruschettato

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