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Umbria 2010, cuore d'Italia

Viaggio all'interno dell'Umbria

  • di enrico77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

11 giorni, spesa dai 500 ai 1000 euro cad.

L’orario strategico di partenza da Ferrara (le 05.30 di mattina), saziò la levataccia regalandoci la strada libera e scorrevole. Dopo essere usciti a Cesena Nord, primo tratto percorso in autostrada, proseguimmo per un segmento di Toscana e poi, a seguire, sulla E45.Arrivammo a Bastia Umbra intorno alle 9. Una cosa che notammo subito, negli ultimi km, furono i prezzi riguardanti la benzina. Andavano da 1.362 ad 1.406 al litro. Tutto rigorosamente in pochi km. Ora voi direte, ma non ci dovrebbe essere un cartello di prezzi a regolarli? E’ quello che ci siam chiesti anche noi!!!Comunque trovammo una soluzione, quella più economica. Essa prende il nome di Collestrada Carburanti e lì, il prezzo era 1.294 al litro, bella differenza!!! La stazione di servizio è di fianco all’Ipercoop del medesimo paese che da nome al servizio. Utile al vostro risparmio vacanziero. Nel primo pomeriggio, decidemmo di fare un sopralluogo a Bastia Umbra e ad Umbertide, tanto per prendere confidenza con gente e luoghi. Del secondo paese, particolare e rilassante, notammo gli orari di apertura alle visite, un po’ troppo restrittivi. Tutto girava intorno tra le 10.30 e le 12.30 e dalle 16 alle 18.30. Da visitare in modo veloce: la Rocca, la chiesa di S. Maria della Reggia, la chiesa e museo di Santa Croce. Ristoranti: vi consigliamo vivamente l’ “Ultima spiaggia a Bastia Umbra” in Via Campiglione, abbiamo cenato spesso lì. Rimane sulla via del Turim Hotel e dei vari agriturismi di zona. Dal pesce alla pizzeria, siete in buone mani. Lo Chef Luigi è di Capua e qui vi ho già detto tutto. I prezzi sono nella norma .Un consiglio? Gli gnocchi con gamberi, la tagliata di calamari, i formaggi con miele e marmellate, gli umbricelli con asparagi e pistacchi(una specie di bucatini, primo piatto umbro),i cappellacci ripieni di ricotta e bufala con crema di pistacchio e tartufo scorzone.

Assisi

Il secondo giorno, ci buttammo in qualcosa di molto più serio, Assisi. Città santuario. Niente di più appropriato per definirla. L’atmosfera, qui, è particolarmente suggestiva, e per le vie, tutte allegramente in pendenza e silenti di passaggi, riuscirete a cogliere, anche osservando solo la più piccola bottega, la religiosità che domina la città. Arrivati alla Basilica di S. Francesco, l’impatto del rosone, il grande prato verde che accompagna alla discesa d’ingresso , vi daranno già l’idea dell’importanza di questo luogo. Riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, se ne appropria di diritto il valore e la nomina .Una volta all’interno non saprete più ove girar lo sguardo. Nel museo dei tesori troverete una sinopia proveniente dalla cappella di S. Martino nella chiesa inferiore, Simone Martini (1312). Noterete l’urna del dogma dell’Immacolata, dono di Pio IX al sacro convento. Vi troverete ad osservare vetrate medievali e decorazioni interne, in stile gotico. Il “San Sebastiano” di Giovanbattista Benvenuti (Ferrara 1447,1526), la “Maria in adorazione del bambino” di Benvenuto Tisi (Ferrara 1481,1559), opere di Pietro Lorenzetti del 1300/1400, tutto a rendervi intrinseco, cultura, religiosità, arte. Un intreccio che sfocerà alla vista della tomba di S. Francesco. Così, mentre la pioggia al di fuori, dava contorno ad una strana atmosfera, ci facevamo rapire da quel luogo sacro, basso, raccolto quanto le sofferenze contenute all’interno delle preghiere di ciascuno che vi si avvicinava. Persone, adagiate in ginocchio, premevan mani contro le sbarre ed il muro imponente ove si trovano le reliquie del santo. Tomba, sobria allo stesso tempo, di quelle sei candele ed un lumino centrale. Un continuo passeggiare lento di processione e silenzi. Un rispetto ed umiltà che accoglievano al loro interno, il lamentio di qualche bambino, forse stanco, del camminar , durante il giorno, da montanaro. Filtrava, la S. Messa, intonata nella Basilica superiore. Giovani orientali a fianco di germanici anziani. Italiani in fila a spagnoli. Inglesi a ceder passo a francesi. Stranieri, d’altri mondi più lontani, a spalancare occhi ed incrociare dita tra le mani. Pregando per essi e per chi è dovuto rimanere a casa. Ci si siede a riflettere, a sperare , a ricordare. Un vero mondo sotterraneo che tutto vorrebbe far dimenticare, anche la pioggia che ora, non batteva più. Troppo lontane le gocce, per sentirne ancora rumore. Solo un cartellino giallo o bianco delle guide, a distinguere un confine. Nient’altro. Questa è la Basilica di S. Francesco. Immensa di dimensione e valore spirituale, a tratti, surreale.

Durante la visita, decidemmo di approfittare del biglietto unico per visitare il restauro nella cappella di S. Nicola, all’interno della Basilica Inferiore. Il Giotto, mica bisogna farselo sfuggire! Appena usciti, ci recammo alla mostra virtuale, a Palazzo del Monte Frumentario che non ci dette grandi soddisfazioni. Proseguimmo per la pinacoteca allestita a Palazzo Vallemani…non molto soddisfacente. Il tutto costava 8 euro. Tornando su, sino a Piazza del Comune, non fatevi sfuggire la visita al Foro Romano, con tanto di passaggio sotterraneo alla piazza, dove potrete visitare stele sepolcrali del 1° secolo a. C. Il passaggio resse anche il terremoto del ’90. All’interno, rimane il basamento del Tetrastilo dei Dioscuri e resti archeologici di chiese e monumenti. Meritano inoltre, notevole attenzione, la cattedrale di S. Rufino, la Basilica di S. Chiara, nello scendere. Spostandosi con l’auto invece si risale e si arriva alla Rocca Maggiore. Essa è percorribile a testa bassa nelle parti situate alla base della rocca ove si stringono i passaggi che uniscono le cinta murarie, fino a condurvi nell’alto delle torri. All’interno, in più, trovammo una mostra fotografica e non solo, riguardante palio e sagre. Merita anche, il santuario francescano di S. Damiano(dove morì S. Chiara), a circa 1.5 km da Assisi e la Basilica di S. Maria degli Angeli, a circa 5 km. Il centro è motivo di pellegrinaggio in quanto sede della Porziuncola, piccola cappella dove San Francesco fondò l’ordine francescano. E non dimenticate l’Eremo delle Carceri, molto particolare nella visita e immerso nel bosco!!! Per una visione paesaggistica e fotografica di Assisi invece, basterà scendere e prendere la prima strada a destra(Via Ospedale delle Pareti), dopo il rettilineo percorso. Vi è un campo di girasoli e pannocchie, e durante la loro stagione, senz’altro, vi verranno delle belle foto ricordo. Il parcheggio più vicino al centro di Assisi è il Mojano, il costo è abbastanza elevato, 1.30 euro l’ora poi si passa ad 1.60. Alcuni alberghi convenzionati hanno una tessera(abbonamento) per accedere al parcheggio in modo tale mantenga il prezzo fisso ad 1 euro l’ora. Chiedetela!!!

Pausa ristoratrice veloce? Noi siam rimasti entusiasti di “Pizzamia”, in via Los Angeles 54 quando si arriva verso S. Maria degli Angeli . Eventi: l’11 Agosto sera, festa di S. Chiara , Assisi. Acquisti in pasticceria: “la Rocciata” e “la pagnotta del frate” .Dove? Noi ci siamo trovati molto bene al Bar Pasticceria Sensi Via C.so Mazzini. Acquisti religiosi? Ovunque, ma soprattutto presso la libreria all’interno della Basilica di S. Francesco. Souvenir : altro consiglio nostro, ”Il glicine souvenir” in via S. Francesco

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