Io, la mia mamma, i gorilla in UGANDA!!!

La notte tra il 10 e l’11 Settembre, io e mia madre, mia infaticabile e fedele compagna di viaggi, con tanta emozione e un pizzico di paura, siamo partite per l’Uganda. L’ aereo è puntualmente atterrato all’aeroporto Internazionale di Entebbe ...

  • di Margheritachiav
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

La notte tra il 10 e l’11 Settembre, io e mia madre, mia infaticabile e fedele compagna di viaggi, con tanta emozione e un pizzico di paura, siamo partite per l’Uganda.

L’ aereo è puntualmente atterrato all’aeroporto Internazionale di Entebbe alle ore 13.30 locali, dove ad aspettarci abbiamo trovato un ragazzo alto e magrissimo di nome Meddie, la nostra guida. Caricati i bagagli nel fuoristrada messo a disposizione dall’agenzia di viaggi presso la quale avevamo acquistato l’ intero pacchetto, partiamo alla volta della foresta impenetrabile di Bwindi, meta assolutamente irrinunciabile per chi decide di recarsi in Uganda. Solo qui è infatti possibile ammirare i gorilla di montagna nel loro habitat naturale, la foresta. Il gorilla tracking non ha una durata ben precisa, nel senso che lo scopo è appunto quello di incontrare i gorilla, ma non è possibile stabilire un tempo, poiché loro si spostano ogni giorno, anche se le guide hanno comunque una loro strategia, che è quella di portare i turisti nel posto in cui i gorilla sono stati avvistati il giorno prima. Avevo sentito parlare di persone che hanno dovuto camminare per ben 5/6 ore prima di riuscire a vederli! Una volta trovati, si può restare con loro per un’ora, durante la quale è possibile sia scattare foto (senza flash!!!) che filmarli, mantenendosi ad una distanza di circa 5 metri. Tornando al nostro viaggio, la distanza tra Entebbe e Bwindi era troppa, circa 7/8 ore di macchina, abbiamo pertanto trascorso la nostra prima notte in Uganda, in un albergo che si trovava a circa metà strada. Il 12 Settembre, cioè l’indomani, siamo ripartite al mattino presto, per percorrere le restanti 4 ore di viaggio. Attraversiamo il Lago Mburo National Park, il parco nazionale più piccolo in Uganda per dimensioni, e quasi sul ciglio della strada notiamo delle curiosissime Zebre e degli Impala, a cui la città di Kampala deve il suo nome. Quando i britannici arrivarono in Uganda, chiamarono Hills of the Impala (colline degli impala) l’aerea in cui sorse poi la città, proprio perché lì abbondava questa specie di antilopi. Il termine fu tradotto in seguito nella lingua locale e da qui originò il nome Kampala. La nostra guida ci ha concesso una piccola sosta per scattare alcune foto e sgranchirci un po’ le gambe. Siamo ripartite poco dopo, perché il tragitto era ancora abbastanza lungo e dovevamo assolutamente evitare di viaggiare con il buio, in quanto le strade non erano illuminate ed erano ben pochi i tratti asfaltati. Sul ciglio della strada gli uomini spingevano le loro biciclette cariche di bidoni d' acqua e caschi di banane. Non abbiamo attraversato molti paesi, forse un paio, nessuna città (in Uganda ne esiste solo una, Kampala) e tanti villaggi costruiti dirimpetto alle strade o tra i numerosi bananeti. Le case sono tutte costruite con il fango, sono prive di acqua corrente e di luce, molte sono delle vere e proprie capanne. L’impressione che mi sono fatta è che servano più come dormitoi, infatti le persone trascorrono le giornate tra i campi, per strada a trasportare banane e acqua o semplicemente sdraiate per terra a chiaccherare e le donne ad accudire i figli. Non ho visto un solo giocattolo per i tanti bambini, ho visto invece una bimba, di forse neanche due anni, giocare per terra con un macete.

In tarda serata siamo arrivate al Gorilla Resort, costruito proprio ai piedi della foresta impenetrabile di Bwindi. Questo lodge è di recente apertura ed è considerato al momento il migliore disponibile. Si dorme in tende costruite su palafitte di legno. Noi quella notte abbiamo dormito davvero poco, eravamo terrorizzate dalle zanzare (e all’interno della tenda ve ne erano parecchie, oltre che altri insetti di ogni genere) e dalla possibilità che qualche animale potesse entrare all’ interno del nostro alloggio

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