Crisi di coscienza

Sta per cominciare la nostra vacanza in America nella zona dei Grandi Laghi e in Canada oltre il fiume San Lorenzo. Siamo gasatissimi! Non ci resta che andare a ritirare il motorhome (da noi comunemente chiamato “camper”) che sarà il nostro fedele compagno di viaggio per una ventina di giorni. Ecco, siamo arrivati dal noleggiatore e non vediamo l’ora di partire! Per esperienza precedente sappiamo che dovremo pazientare un po’ perché la procedura di consegna richiede un certo tempo e va eseguita con scrupolo per evitare problematiche durante la vacanza. Con il sorriso stampato in volto entriamo in ufficio. Esclamo:

- “Siamo fortunati, non c’è nessuno davanti a noi”.

Una signora di mezz’età e di bell’aspetto ci viene incontro. Ha sicuramente avvertito la nostra presenza e ci dice che si occuperà di noi. Consegnamo la conferma del noleggio, i passaporti e la carta di credito facendo presente che non vediamo l’ora di partire. La signora però, dopo una veloce occhiata agli incartamenti, frena prontamente i nostri entusiasmi e ci informa che c’è un piccolo cambiamento riguardante proprio il nostro motorhome.

- “Perché?” chiediamo.

Ci spiega che per un disguido (non ben precisato) l’automezzo a noi originariamente confermato non è più disponibile. Ne avremo uno leggermente più piccolo e un po’ più datato a fronte però di una riduzione della quota da pagare.

- “No, non ci sta bene. I patti vanno rispettati e carta canta” dico io.

Non vorrei neppure spostarmi dalla sedia ma Paolo mi convince ad andare a visionare il mezzo alternativo.

- “Com’ è vecchio e brutto!” esclamo.

Anche Paolo è d’accordo sull’assurdità della proposta. Nel frattempo l’ufficio si è affollato ed è evidente che la signora è preoccupata del fatto che i nuovi arrivati sentano le nostre accese lamentele. La donna fa una veloce telefonata dall’ ufficio accanto. Ritorna prontamente da noi e con un debole sorriso ci comunica che è tutto a posto e che avremo il motorhome come da contratto.

- “Evviva! Ma che fatica!” commento a caldo.

E poi non abbiamo capito un bel niente dell’accaduto. Comunque poco importa perché un’ora dopo partiamo per la nostra avventura. Eh si, davvero una bella vacanza in mezzo a laghi, boschi, dune di sabbia, fiumi, isolotti, tanta pace e anche qualche bella città. Siamo alla fine del nostro indimenticabile viaggio e non vorremmo che arrivasse mai il momento di riconsegnare il motorhome; in effetti dobbiamo fare ancora qualcosa prima di restituirlo. Come da contratto l’automezzo deve essere pulito esternamente e internamente. Abbiamo già provveduto al lavaggio esterno ed ora provvediamo ad un’ulteriore pulizia interna pur avendo mantenuto pulito tutto l’ambiente quotidianamente. OK, è tutto in ordine. Non c’è un granello di polvere, gli acciai brillano, il bagno e i pavimento sono perfetti. A questo punto, purtroppo, è proprio arrivato il momento di lasciare l’automezzo. Parcheggiamo il motorhome nell’area di riconsegna vicina all’ufficio e lì ritroviamo la signora protagonista della complicata consegna. Alla classica domanda:

- “Com’è andata”?

Rispondiamo raggianti: “Benissimo!”

Lei replica con un laconico: “Bene” ed un sorriso appena accennato. Consegnamo le chiavi poi entriamo tutti insieme nell’automezzo per controllare le suppellettili, le apparecchiature, la biancheria e per verificare la pulizia. Nulla da dire, è tutto perfettamente a posto ma la signora invece di scendere si siede e ci fa segno di fare altrettanto. Paolo ed io ci guardiamo negli occhi. “Cos’è successo? C’è qualcosa che non va?”

Si, è la signora che non si sente a suo agio e non riesce a lasciarci andare via senza scusarsi per aver dubitato di noi ed aver inscenato la mancata disponibilità del motorhome.

- “Ma perché?” chiediamo noi.

Perché quando ha ricevuto dalla sede la conferma della nostra prenotazione ed ha notato che siamo italiani automaticamente ha dato per scontato che il motorhome sarebbe rientrato unto e sporco. Invece ci dice che neanche lei l’avrebbe riconsegnato più pulito di così. E’ costernata! Accettiamo le sue ripetute scuse ed apprezziamo la sua sincerità ma le facciamo comunque presente che certe convinzioni non hanno senso.

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