Rotellando per l'Italia!

Rotex ci racconta il suo viaggio senza barriere

 

Rotex (ovvero Fabrizio) non ha certo bisogno di presentazioni sul nostro sito: da diversi anni ormai è la nostra Guida per Caso dei Viaggi Accessibili e ha pubblicato su turistipercaso.it più di 25 diari di viaggio senza barriere... Seguiamo quindi molto attentamente la sua ultima impresa: Rotellando in Italia!

Un viaggio di 6000 km attraverso tutte le regioni italiane assieme a Vito Raho -fotografo e guida turistica- con l'obiettivo di "(...) Raccontare il viaggio di un “rotellato,” ma soprattutto scoprire storie di disabilità e diversità in tutto il Bel Paese, in cui l'’approccio al “diverso” viene vissuto in modo differente dal nord al sud, da est a ovest, dalla provincia alle grandi città, dalle Alpi al Mediterraneo. Una scoperta del territorio e delle persone, che nonostante la “diversità” vivono in perfetta “normalità”."

Appassionatevi come noi al diario di viaggio di Rotex e alle splendide immagini di Vito sul blog Rotellando by VanityFair e nella pagina ufficiale di facebook. Di seguito facciamo quattro chiacchiere con lui, in attesa di pubblicare anche tra le nostre pagine qualche pagina di questo viaggio senza barriere!

Rotellando in Italia: ne parliamo con Rotex!

TPC: La domanda più banale: com'è andato il viaggio?

Rotex: Il viaggio è andato molto bene, lo scopo che ci eravamo prefissati ovvero quello di toccare tutte le regioni d’Italia è stato mantenuto (tranne la Sardegna che purtroppo per motivi di tempo e di budget abbiamo dovuto lasciare fuori, spero ci siano altre occasioni), in particolare siamo riusciti a raccontare ed incontrare molte storie di persone con disabilità ma che vivono in piena normalità e soprattutto con molta positività e ci hanno veramente entusiasmato.

TPC: Come siamo messi in quanto ad accessibilità? Quali sono gli errori più grossi in cui ti sei imbattuto e quali invece gli esempi virtuosi?

Rotex: L’Italia dal punto di vista dell’accessibilità non è sicuramente all'avanguardia ma si sta lentamente muovendo, anche se non ci sarà mai un posto totalmente accessibile per questo è necessario abbattere prima le barriere culturali, facendo capire, anche da parte di chi è disabile, le proprie necessità dopo di che anche quelle architettoniche cadranno. Quello che ho potuto verificare è che c’è una grande disponibilità da parte degli italiani. Spesso però capita di trovare scivoli nuovissimi ma con forti pendenze, molto spesso a giustificazione vengono date delle risposte tipo “tanto ti aiutiamo noi… tanto c’è chi ti accompagna che ti può aiutare” ma rendere accessibile significa far in modo che le persone con ridotta mobilità possano essere il più possibile autonomi. Mi è capitato di dormire in alberghi, con molte stelle, che nonostante tutti i conforts e tutte le attenzioni nei bagni avessero solamente i maniglioni (posti a casaccio) e nemmeno il seggiolino per sedersi. Forse pensavano che uno che non cammina sta in piedi quando fa la doccia, e poi viene data una sedia da giardino, che va benissimo ma è pericolosa negli spostamenti e si può scivolare oppure di luoghi in cui ci sono tutti i maniglioni e gli ausili ma messi solamente perché devono essere messi. In un hotel mi è capitato che non potevo chiudere la porta del bagno perché i maniglioni più la mia presenza ostacolavano la chiusura. Come spesso capita vengono fatte le cose solamente perché c’è una legge che norma. Poi ci sono luoghi che non sono adattatati ma la disponibilità e la voglia di renderlo accessibile lo rendono immediatamente

Annunci Google
  • 766 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social