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Commenti
  1. Claudia Tavani
    , 25/4/2014 13:12
    Più che altro mi veniva da ridere a vedere questi ostelli pseudo ecologici a Panama, dove non è che non fanno la raccolta differenziata. NON fanno proprio la raccolta dei rifiuti! Vai a Bocas del Toro, che ti descrivono come il paradiso tropicale, e quello che vedi sono solo cumuli di rifiuti. Idem all'arcipelago di San Blas. Cosa credi che facciano i Kuna Yala con i loro rifiuti? Li bruciano allegramente in spiaggia. E dove credi che scarichi direttamente il gabinetto, lavandino e doccia delle abitazioni a Bastimentos (arcipelago di Bocas)? Direttamente in mare. Ostelli costruiti tipo palafitte, dove tiri lo sciacquone e ti rendi conto che altro non è che un buco che finisce in acqua. Mah.
  2. Andhira
    , 24/4/2014 13:31
    Seuse è vero, in alcuni casi si tratta solo di un'etichetta. In altri, invece, magari si è solo all'inizio di un percorso che è più lungo e complesso di quello che può sembrare agli occhi di un visitatore.
    In generale, visto che il turismo di per se ha un impatto molto alto, bisognerebbe "responsabilizzarsi" a vicenda, viaggiatori e operatori turistici. Perchè in fondo è un cammino che si fa assieme :)
    Poi non dimentichiamo che, soprattutto in alcuni paesi stranieri - come l'America centrale e del sud che citi tu - spesso la sostenibilità è sì ecologica, ma anche culturale ed economica. Le tre cose dovrebbero essere ugualmente importanti e, in certi casi, se la raccolta differenziata la si può introdurre dietro sollecito - anche - degli ospiti e il pannello solare lo si può installare nel tempo, l'attenzione da parte di turisti e degli stessi abitanti per la cultura del luogo dovrebbe essere la vera base del viaggio sostenibile. Perchè presuppone un'attenzione più grande per tutto il territorio.
    Poi, come capita con i prodotti equosolidali, a volte il prezzo dei viaggi ufficialmente "sostenibili" è a volte più alto rispetto ai viaggi normali. In quel caso, bisogna documentarsi bene su dove vanno a finire i soldi, se a incrementare l'economia della popolazione locale o solo alle varie agenzie.
  3. Claudia Tavani
    , 24/4/2014 01:22
    Mah. L'idea del turismo sostenibile mi piace, ma dalla mia esperienza di viaggio in America Centrale e del Sud (5 mesi in tutto) ho capito che spesso l'etichetta "sostenibile" ed "ecologico" è, appunto, solo un'etichetta, messa per darsi un tono, per vendere un'idea più che un servizio. Mi sono trovata in ostelli ecologici dove di ecologico c'erano solo le blate e nemmeno un pannello solare per scaldare l'acqua della doccia; in fattorie biologiche dove di biologico c'erano solo le blate (si, di nuovo) e non veniva nemmeno fatta la raccolta differenziata e venivano usati prodotti qualsiasi per la pulizia e il bucato. Forse preferisco fare qualcosa io stessa (cercando di usare, nel mio piccolo, prodotti biologici e di fare la mia differenziata). Ma in posti come Panama, Costa Rica o Nicaragua, cedere al richiamo del turismo sostenibile significa quasi inevitabilmente pagare prezzi eccessivi per non ricevere nessun servizio e, cosa ancora peggiore, non fare nessun servizio alla natura.

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