Turismo ecologico, sostenibile, responsabile

Che cos'è? Cosa vuol dire? Come si fa?

  • di Silvia
    pubblicato il
 

Da un po' di tempo a questa parte il turismo ha iniziato seriamente a fare i conti con l'ambiente perché, diciamocelo, dove non arriva la coscienza critica, arriva la necessità... è una risorsa che va preservata! Ci si preoccupa quindi sempre di più dell'impatto che ha il turismo sul territorio, sia dal lato dell'offerta turistica, impegnata e coinvolta nel proporre esperienze di viaggio sostenibili che valorizzino il rispetto e il senso del luogo; sia dal lato del viaggiatore, che passando non dovrebbe lasciare dietro di sé Cartagine rasa al suolo. Ne parliamo con Serena Canu, comunicatrice e organizzatrice di eventi green, già membro della nostra redazione di turistipercaso.it, oggi intraprendente proprietaria di Volti di Pietra, un accogliente B&B rurale con ambizioni ecologiche in quel di Sassoferrato, nelle Marche, quasi al confine con l'Umbria. La storia di come Serena ha lasciato la "vita d'ufficio" per aprire un'attività in proprio in campagna (seppure molto connessa!) la trovate a questo link, di seguito invece parliamo con lei di turismo e ambiente.

TPC: Iniziamo facendo chiarezza con le definizioni: la differenza tra turismo ecologico, turismo ecosostenibile e turismo responsabile?

Serena Canu: La situazione sembra più complessa di quanto non sia in realtà. I tre diversi termini, a cui possiamo aggiungere anche turismo sostenibile, si riferiscono tutti a un tipo di turismo attento agli aspetti ambientali, sociali ed economici della meta turistica. Si tratta, in sostanza, di un turismo attento al territorio in senso più lato, sia da un punto di vista ambientale che sociale. È vero che c'è chi presta più attenzione all'aspetto puramente ecologico e chi, invece, a quello culturale, ma alla fine lo scopo è sempre lo stesso: tutelare il territorio, sia limitando - o meglio ancora evitando - forme di inquinamento che supportando gli abitanti e le economie locali.

TPC: Sono un turista, cosa posso fare per viaggiare sostenibile?

Serena Canu: Le cose che un turista può fare per viaggiare in maniera sostenibile sono molte, alcune prima ancora di intraprendere il viaggio. In primis, può scegliere strutture attente all'ambiente, che hanno cominciato a introdurre nella gestione delle pratiche virtuose. Ci si può affidare alle certificazioni oppure domandare direttamente ai gestori delle strutture più piccole, che non sempre sono certificate pur mettendo in pratica azioni sostenibili. Un altro aspetto da considerare è la conoscenza delle culture e dei territori. Questa è una cosa che è più facile da capire se abbiamo in programma di andare in capo al mondo, dove usi e costumi possono essere anche molto diversi dai nostri. Ma non dimentichiamo che anche un viaggio dietro casa merita la stessa attenzione, riservando spesso grandi sorprese. Altra cosa fondamentale, a cui spesso non si pensa, è il mezzo di trasporto che scegliamo di usare. Se l'aereo ci sembra tanto comodo e - se stiamo attenti alle offerte - economico, ricordiamoci sempre che è anche il mezzo più inquinante. Anche più dell'auto. Se è possibile, è sempre meglio viaggiare in treno e con i trasporti pubblici e, soprattutto nelle città, non dimentichiamoci della possibilità di noleggiare una bicicletta o di usare i fidati piedi: spesso sono anche il modo migliore per apprezzare al meglio i luoghi! E mentre si è in viaggio? La cosa più semplice da fare è rispettare i luoghi, che può voler dire non lasciare la bottiglietta vuota su una panchina, ma anche non rovinare un sentiero in mezzo al bosco o non stendere l'asciugamano su un pezzo di spiaggia dove non è permesso. Oppure non andare in giro in short e canottiera in paesi dove i costumi sono differenti

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Commenti
  1. Claudia Tavani
    , 25/4/2014 13:12
    Più che altro mi veniva da ridere a vedere questi ostelli pseudo ecologici a Panama, dove non è che non fanno la raccolta differenziata. NON fanno proprio la raccolta dei rifiuti! Vai a Bocas del Toro, che ti descrivono come il paradiso tropicale, e quello che vedi sono solo cumuli di rifiuti. Idem all'arcipelago di San Blas. Cosa credi che facciano i Kuna Yala con i loro rifiuti? Li bruciano allegramente in spiaggia. E dove credi che scarichi direttamente il gabinetto, lavandino e doccia delle abitazioni a Bastimentos (arcipelago di Bocas)? Direttamente in mare. Ostelli costruiti tipo palafitte, dove tiri lo sciacquone e ti rendi conto che altro non è che un buco che finisce in acqua. Mah.
  2. Andhira
    , 24/4/2014 13:31
    Seuse è vero, in alcuni casi si tratta solo di un'etichetta. In altri, invece, magari si è solo all'inizio di un percorso che è più lungo e complesso di quello che può sembrare agli occhi di un visitatore.
    In generale, visto che il turismo di per se ha un impatto molto alto, bisognerebbe "responsabilizzarsi" a vicenda, viaggiatori e operatori turistici. Perchè in fondo è un cammino che si fa assieme :)
    Poi non dimentichiamo che, soprattutto in alcuni paesi stranieri - come l'America centrale e del sud che citi tu - spesso la sostenibilità è sì ecologica, ma anche culturale ed economica. Le tre cose dovrebbero essere ugualmente importanti e, in certi casi, se la raccolta differenziata la si può introdurre dietro sollecito - anche - degli ospiti e il pannello solare lo si può installare nel tempo, l'attenzione da parte di turisti e degli stessi abitanti per la cultura del luogo dovrebbe essere la vera base del viaggio sostenibile. Perchè presuppone un'attenzione più grande per tutto il territorio.
    Poi, come capita con i prodotti equosolidali, a volte il prezzo dei viaggi ufficialmente "sostenibili" è a volte più alto rispetto ai viaggi normali. In quel caso, bisogna documentarsi bene su dove vanno a finire i soldi, se a incrementare l'economia della popolazione locale o solo alle varie agenzie.
  3. Claudia Tavani
    , 24/4/2014 01:22
    Mah. L'idea del turismo sostenibile mi piace, ma dalla mia esperienza di viaggio in America Centrale e del Sud (5 mesi in tutto) ho capito che spesso l'etichetta "sostenibile" ed "ecologico" è, appunto, solo un'etichetta, messa per darsi un tono, per vendere un'idea più che un servizio. Mi sono trovata in ostelli ecologici dove di ecologico c'erano solo le blate e nemmeno un pannello solare per scaldare l'acqua della doccia; in fattorie biologiche dove di biologico c'erano solo le blate (si, di nuovo) e non veniva nemmeno fatta la raccolta differenziata e venivano usati prodotti qualsiasi per la pulizia e il bucato. Forse preferisco fare qualcosa io stessa (cercando di usare, nel mio piccolo, prodotti biologici e di fare la mia differenziata). Ma in posti come Panama, Costa Rica o Nicaragua, cedere al richiamo del turismo sostenibile significa quasi inevitabilmente pagare prezzi eccessivi per non ricevere nessun servizio e, cosa ancora peggiore, non fare nessun servizio alla natura.

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