L'altro turismo per caso: i viaggi etici di Solidal Tour

Cari Turisti per Caso, se avete seguito gli aggiornamenti del nostro sito, saprete che stiamo esplorando nuovi modi per fare i turisti e i vacanzieri. Sappiamo che non tutti concepiscono la vacanza allo stesso modo e che esistono diverse alternative ...

 

Cari Turisti per Caso, se avete seguito gli aggiornamenti del nostro sito, saprete che stiamo esplorando nuovi modi per fare i turisti e i vacanzieri. Sappiamo che non tutti concepiscono la vacanza allo stesso modo e che esistono diverse alternative per godere appieno di un'esperienza all'estero, alternative per soddisfare chi si sente mentalmente inserito in circuiti diversi. Una di queste è senz'altro la vacanza volontariato della quale abbiamo già visto un buon esempio: l'associazione Amici di Ampasilava, attiva in Madagascar.

Questa settimana invece puntiamo a raccontarvi un'altra iniziativa, che potremmo definire di turismo solidale: quella del portale SolidalTour in America Latina.

SolidalTour ha letteralmente inventato un'inedita soluzione turistica, che si colloca a metà tra la vacanza volontariato, il turismo responsabile e il viaggio fai da te punto e basta. Della vacanza volontariato ha la possibilità di rendersi utili in un progetto, come un campo di lavoro o ecologico. Del turismo responsabile ha il coinvolgimento pieno delle comunità locali che ospitano i viaggiatori, concretamente chiamate a organizzare e gestire il tutto e beneficiarie di tutti i proventi. Infine, per quanto riguarda la vacanza fai da te, si tratta di un'esperienza breve, da due giorni a una settimana, pensata per essere inserita all'interno di un viaggio più ampio. Abbiamo intervistato Ivanilde Carvalho, direttrice responsabile del progetto, brasiliana trapiantata a Roma, per farci spiegare meglio come funziona questa formula.

Silvia: Ciao Ivanilde, puoi raccontare ai nostri lettori come funziona SolidalTour e perché è diverso dagli altri canali di vacanza volontariato e di turismo responsabile? Ivanilde: SolidalTour nasce per rendere accessibile l'esperienza di una vacanza volontariato anche ai viaggiatori che progettano e organizzano da soli le proprie vacanze. Spesso la vacanza volontariato tradizionale è una scelta che molte persone non si possono permettere, fondamentalmente per tre limiti che si porta dietro: il prezzo, la necessità di partire in date prestabilite e quella di organizzarsi in piccoli gruppi. Abbiamo cercato un modo di venire incontro a questa richiesta diffusa, per dare una possibilità a tutte quelle persone che sono attratte dal turismo responsabile, sostenibile e equo, ma non hanno il tempo e la disponibilità economica per acquistare un pacchetto completo e tutto compreso tra quelli attualmente in commercio.

Silvia: Quindi esattamente cosa offrite? Ivanilde: Una formula intermedia che consente di inserire un'esperienza di vacanza volontariato all'interno di un proprio viaggio fai da te. Noi facciamo da mediatori per inserire le persone all'interno di situazioni direttamente gestite da comunità locali; soggiorni brevi, da due giorni a una settimana, che possono essere composti all'interno della vacanza che si sta già progettando. Proposte economiche e di breve durata, ma secondo noi di grande intensità. Non un volontariato vero e proprio, ma un'esperienza che lascia massima libertà, offrendo al tempo stesso stimoli e contatti non comuni. Offrire anche una breve permanenza a diretto contatto con una comunità che si alterna nel garantire ospitalità o nel gestire un ristorante collettivo, oppure sentirsi parte integrante, per qualche giorno, di un progetto che garantisce l'educazione di base o la conservazione di un parco naturale, è molto gratificante. E, in questo caso, anche alla portata di tutti

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