TURCHIA zaino in spalla

Turchia on the road (e low cost). Fuori dai percorsi più turistici, alla scoperta di gioie e dolori della Turchia autentica! Innanzitutto il nostro itinerario (segue qualche consiglio): Istanbul, Valle di Ihlara, Göreme, Eğirdir, Kűthaya, Bursa, Istambul. Naturalmente, con la ...

  • di Bia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Turchia on the road (e low cost). Fuori dai percorsi più turistici, alla scoperta di gioie e dolori della Turchia autentica! Innanzitutto il nostro itinerario (segue qualche consiglio): Istanbul, Valle di Ihlara, Göreme, Eğirdir, Kűthaya, Bursa, Istambul. Naturalmente, con la fida Lonely Planet alla mano!

Istanbul: che bella. Tanti tanti turisti, i prezzi lievitano di conseguenza, ma vale sicuramente la pena ammirare Santa Sofia e la Moschea Blu e girellare per il mercato! Siamo stati al Sinbad Hotel, che offre stanze di vari tipi e anche il pavimento di cantina e terrazza per chi risparmia all’osso! Per vedere zone di Istanbul scampate al turismo e per acquistare un’economica colazione dal panettiere, consigliamo le viuzze dietro l’ostello. Al Doi Doi si mangia ottimamente, sempre sull’economico, con una vista impagabile sulla Moschea Blu. E, per risparmiare all’osso ...Un kebab alla stazione dei treni costa solo 1 lira turca ed è ottimo. Abbiamo anche rischiato la vita con un panino al pesce sul ponte di Galata! :) Consigliamo l’hammam, è un’esperienza da fare. Forse meglio in un hammam dove ci sono anche turisti, magari sarà un po’ meno autentico abbiamo letto di qualche problemino di pulizia. Immancabile il the nei Chai Cafè, con tanto di narghilé, che noi adoriamo. E’ davvero un’esperienza, provate la Medresi Divan Yolu.

La nostra tappa successiva voleva essere Göreme, in Cappadocia, ma non c’erano più pullmann disponibili nella caoticissima stazione, piena di urlatori professionisti che tentano di fregarti e spedirti altrove con il miraggio di un pullmann che dalla stazione di transito ti porti a destinazione, magari dopo 14 ore! Noi abbiamo optato per Aksaray e per una deviazione alla Valle di Ihlara. Aksaray è un posto sperduto e brutto, una stazione di transito appunto. Non fatevi fregare: c’è una stazione grande e nuova, dove arriva il pullmann da Istanbul e una piccola, da dove si parte per le destinazioni locali. Sono lontane e occorre un mezzo di trasporto, dovrebbe esserci un pulmino ma passa quando vuole lui. Meglio contrattare il passaggio con qualcuno. Abbiamo faticato non poco durante il viaggio (lungo tutta la notte, un po’ pesante) ma abbiamo incontrato anche gente disponibile e gentile. La Valle di Ihlara è bellissima, un canyon verde verde con magnifici trekking, le Chiese bizantine scavate nella roccia e i pastori che raccolgono legna. Abbiamo campeggiato nel giardino di una delle tre pensioni della Valle, per circa 2 euro a testa, che stelle!

Siamo ripartiti per Göreme, passando (sig) ancora da Aksaray. La Cappadocia è meravigliosa, consigliamo caldamente di noleggiare un motorino, per allontanarsi dai giri puramente turistici alla scoperta delle Chiese scavate nella roccia e dalle sculture create dal vento più spettacolari che ci siano. Il paesaggio è suggestivo e in moto si raggiungono villaggi dove la gente gira ancora con asino e carretto e i bambini ti salutano felici. A Űrgűp abbiamo assaggiato il piatto locale (carne cotta in un coccio che il cuoco rompe scenograficamente al momento) allo Yaprak Restaurant. Bella la Kemal’s Guest House a Göreme, con una camera che dopo il campeggio e i lunghi viaggi ci ha fatto sentire in paradiso per 12 euro a persona, ma la proprietaria, olandese, prima è stata al gioco della contrattazione, poi ci ha praticamente annullato lo sconto mettendoci in conto un carissimo caffè extra! Questo ha un po’ intaccato il ricordo di un posto altrimenti magnifico. Meglio limitarsi a contrattare con i turchi!

Eğirdir: regione dei laghi. Meta di vacanza dei turchi benestanti, merita davvero una visita. Mare e la vita di un paesino autentico, ancora sconosciuto al turismo straniero. E infatti incontravamo persone che ci offrivano la loro frutta per la strada e ci pregavano di accettarla come segno di ospitalità! Che meraviglia. Alla Kösh Pension (Pepsi) sembra di essere a casa della nonna! E’ carino e siamo andati a pesca con il pescatore all’alba, alla ricerca di aragoste di lago che la sera ci siamo pappati ad un mini prezzo in un ristorante sull’isoletta, collegata alla città da una stretta e ventosa stradina. A causa del vento sconsigliamo l’ostello e le sistemazioni sull’isola. La Kösh è un po’ lontana, un quarto d’ora a piedi, ma la vista vale la passeggiata.

Kűthaya: la città delle piastrelle. Trovare un albergo decente si è rivelato quasi impossibile! Però non ci sono occidentali e il centro storico è spettacolare e intatto. Bella la passeggiata sulla fortezza che domina la città. Un giorno, al massimo due sono però più che sufficienti

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