Turchia 2005 tour meraviglioso

Diario di viaggio a 12 mani - Turchia 2005 Anatolia centrale, Cappadocia, Mar Mediterraneo, Costa Turchese, Mar Egeo, Istanbul 30 Luglio: Partenza dall'aereoporto di Bologna alle ore 19,40 e arrivo a Francoforte ore 21,15 e partenza per Istanbul ore 22,20. ...

  • di squalo
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Diario di viaggio a 12 mani - Turchia 2005 Anatolia centrale, Cappadocia, Mar Mediterraneo, Costa Turchese, Mar Egeo, Istanbul 30 Luglio: Partenza dall'aereoporto di Bologna alle ore 19,40 e arrivo a Francoforte ore 21,15 e partenza per Istanbul ore 22,20.

31 luglio: dopo una lunga notte (siamo atterrati alle 2 a Istanbul, e alle 3,45 montati sul pulmino prenotato alla Hertz e subito via per evitare il traffico diurno di Istanbul) siamo arrivati nel primo pomeriggio (circa alle ore 13 dopo 700 km) alla ns. Prima tappa, la capitale degli Ittiti la severa Hattusa ora Bogazkale. Accoglienza calorosa con ottimo te alla mela offerto dalla direzione all’Asikoglu Hotel (***, 50€ BB la tripla ed uno dei migliori del viaggio). Ci offrono anche una guida “gratis” per visitare i siti archeologici. Vorremmo rifiutare temendo inghippi successivi vari (che si tramutano nell’acquisto scontato di tappeti) ma fortunatamente l’accettiamo e ci è veramente preziosa perché ci trasmette il suo amore per questo luogo pur importante ma stranamente non molto conosciuto. Impressiona la vastità del sito racchiuso da un anello di mura di 5 km (ma ci si gira in auto) e dispiace che restino solo le pietre di base a disegnarne la pianta; inoltre dopo gli scavi/restauri tedeschi i pezzi di rilievo sono stati spostati o al museo di Ankara o persino in Germania e qui restano solo copie! Si parte dal tempio con le sue dipendenze che racchiudono la famosa pietra verde, (un cubo perfetto su cui si appoggiano dei locali per venderci sculture e collanine) presunto regalo del faraone Ramses II. Si passa poi ai pochi resti del palazzo reale dove sono state trovate tavolette in caratteri cuneiformi relative al trattato di Kadesh del 1300 a.C. Con gli eterni nemici Egiziani, e successivamente al santuario dell’ultimo re ittita, ricordato con una lastra stavolta scritta in geroglifici. Si arriva poi, sempre in auto, alle mura ed al punto di forza di Hattusa, le porte. C’è quella del re, ritratto in un bellissimo bassorilievo (copia), quella delle sfingi, quella dei leoni, e non manca un passaggio che le attraversa. Ci si sente riportati veramente indietro nel tempo perché si avverte ovunque la contemporaneità e l’influsso su questo regno severo, freddo e guerriero di illustri civiltà come quella Egiziana e la Micenea, e lo spirito di pluralismo culturale e tolleranza legislativa unica per quei tempi.

Anche Yazilikaya, la vicina città dei templi, trasmette le stesse sensazioni perché cambiano gli dei, c’è il dio della Tempesta e la dea del Sole con una nutrita discendenza, ma non cambia il tipo di rappresentazione sui bei bassorilievi scolpiti sul fianco delle montagne.

Dopo la visita archeologica, sosta ad una cooperativa di tappeti dove non avevamo in programma di comprare nulla. Ci siamo fatti conquistare dalla bellezza dei prodotti, unica fonte di reddito oltre alle collanine ed alle sculture ed abbiamo preferito lasciare i nostri soldi direttamente ai produttori piuttosto che ad un eventuale successivo rivenditore. Cena all’hotel dove abbiamo gustato il nostro primo kebab di pollo e manzo, veramente buonissimo, in un ambiente tipicamente ottomano, ottimo come la fresca colazione del mattino dopo.

1 agosto: ore 9 siamo subito ripartiti, da queste colline povere e attraverso montagne brulle punteggiate di pecore e mucche al pascolo, ma anche faticosamente coltivate ovunque possibile, testimoni i mucchi di paglia tritata e sfarinata, siamo arrivati alla seconda tappa: Goreme in Cappadocia (ore 12,45 dopo 225 km) Anche qui, al Cave Hotel Sagsagan (*** 55US$ la tripla BB) siamo stati accolti cortesemente dal proprietario con offerta di te e consigli su cosa vedere e cosa fare. E’ una vecchia casa ristrutturata, le nostre grandi e confortevoli stanze a pian terreno erano grotte scavate nella roccia, le stanze più piccole, ai piani superiori sono scavate nei camini delle fate. Si fa colazione sulla terrazza che domina questo paese fantastico di pinnacoli che spuntano ovunque, e c’è anche un curatissimo giardino. Merita veramente anche se non consiglio le stanze in basso a chi soffre di claustrofobia

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