La costa turchese

Salve a tutti, dopo la Grecia, quest’anno abbiamo deciso di spingerci ancora un po’ di più ad est, affrontando un viaggio in Turchia. Il viaggio è stato effettuato con un maxiscooter; il Suzuki Burgman 400ie che è un mezzo ideale ...

  • di Marco Morellini
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Salve a tutti, dopo la Grecia, quest’anno abbiamo deciso di spingerci ancora un po’ di più ad est, affrontando un viaggio in Turchia.

Il viaggio è stato effettuato con un maxiscooter; il Suzuki Burgman 400ie che è un mezzo ideale da viaggio.

Dopo averlo caricato all’inverosimile (una borsa tipo quelle da palestra sotto la sella, bau-letto da 33 lt sul portapacchi, borsa tunnel da 20 lt e 2 borse laterali da 25 lt. Ciascuna, siamo partiti il 3 Agosto da Cesena alla volta di Brindisi.

700 km tutti di un fiato e, la mattina dopo, pronti per l’imbarco con partenza alle 11.30. La nave turca è un vecchio traghetto scandinavo degli anni 70, rimaneggiato ma di livello veramente scadente, specialmente se confrontato con gli attuali traghetti italiani che si of-fendono se li chiami traghetti.

La traversata dura circa 36 ore con il suggestivo passaggio dallo stretto di Corinto in Gre-cia.

Sbarchiamo a Cesme alle 19 del 5 Agosto e dopo un ora di pratiche doganali (sono pignoli e lentissimi) ci fiombiamo verso Izmir dove avevamo prenotato l’unica notte dall’Italia.

E’ sera e Izmir è ancora calda, il traffico non è eccessivo, ci aggiriamo per le strade a ca-vallo del nostro scooter, soli... Una sensazione fantastica. Ti senti lontanissimo da casa, in una terra che ti sembra tanto diversa, a bordo del tuo mezzo, ma tra la gente che ti nota (gli scooter turchi incontrati in 12 giorni si contano sulle dita di una mano), le auto, i carri trainati dai somari, i minareti illuminati ahhhhh che soddisfazione! Trovare l’hotel è stato facile, tutti sono cordiali e disponibili. I jolly sono i taxisti che, senza una parola di inglese, ti spiegano a gesti il percorso.

Siamo stanchi, mangiamo una pizza turca (ed entriamo subito in contatto con i sapori e le spezie orientali che ci accompagneranno per tutto il nostro soggiorno, salvo 2 puntatine da McDonalds) e subito a letto. La mattina dopo ci attendono 550 km.

6 Agosto. Colazione, bagagli sul destriero (che ha passato la notte in strada sotto l’occhio del boss dell’hotel) e via verso Konya.

Attraversiamo l’altopiano dell’Anatolia centrale senza particolari problemi. Il caldo è sop-portabilissimo dato che il livello sul mare è sempre rilevante. La strada si alterna da doppia corsia a corsia singola per ogni senso di marcia, ma è sempre sufficientemente larga per mantenere una buona andatura. I distributori di benzina sono molto frequenti e, nonostante la ridotta capacità del serbatoio del Burghy, non abbiamo mai problemi di riserva. Arriviamo a Konya verso le 17. Konya è una delle città più conservatrici della Turchia. Qui è nato l’ordine dei dervisci e qui si trova lo stupendo museo Mevlana con la moschea atti-gua.

Non eravamo abbastanza stanchi (sic!) e ci siamo fatti organizzare dalla reception dell’Hotel una serata compresa di cena e spettacolo dei dervisci danzanti alla modica cifra di 50.000.000 di lire turche (non spaventatevi erano solo 28 Euro per 2 persone!). Splendi-do e suggestivo specialmente perché lo sfondo della scena (una terrazza all’aperto) era corredato da 2 minareti ben illuminati.

La mattina successiva, visita alla moschea di Aladino sulla collina in centro alla città e pun-tatina al museo Mevlana fondatore dell’ordine dei dervisci. Semplicemente splendido! Nel primo pomeriggio partenza per Side, la prima città che visiteremo sulla costa meridio-nale della Turchia passando per il lago Behisehir. Lungo questo percorso abbiamo avuto la più brutta esperienza del viaggio: ad un certo punto la strada diventa un cantiere non se-gnalato e la superficie stradale si rivela composta da catrame fresco e sassi (neri!!!). Ten-tiamo di passare a lato dove è rimasta una strisciolina di ghiaia bianca ma poi termina e non possiamo fare altro che navigare sul catrame fresco. Per le mie coronarie è uno shock non da poco. Sentire che le ruote raccolgono tutti i sassi rivestiti di catrame e li spargono ben bene all’interno dei parafanghi, del radiatore, dello scudo anteriore, ovunque... Fino ad arrivare perfino nel risvolto del pantaloni! Ho pensato proprio che lo scooter fosse irrime-diabilmente danneggiato. A fasi alterne, avremo percorso 5/6 km di strada catramata. Terminata questa odissea, sbuchiamo sulla strada principale a pochi km da Side e cer-chiamo subito un distributore di benzina con lavaggio annesso al fine di tentare subito la pulizia dello scooter. Fortunatamente c’è n’è uno a poca distanza ed un addetto si prende cura del nostro mezzo. Un ora buona di lavaggio con benzina spruzzata sotto pressione e lo scooter sembra ritornato nuovo. Costo dell’operazione: 3 milioni di lire turche (circa €. 1,60!!!!) Dopo solo 250 km, giungiamo stremati a Side; non riesco nemmeno ad uscire dall’hotel per andare a cena. Elena fa un giro e si procura due pizze turche (ottime!!!) e le mangiamo in terrazzo con una coca, davanti ad uno splendido tramonto. Lo scooter, come tutte le not-ti passate in Turchia, “dorme” fuori, sulla strada pubblica assicurato con un Block alla ruota posteriore

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