Tre giorni a istanbul

L'ultima volta a cui alzo gli occhi è quella della cupola della piscina al settimo piano dell' Hotel President. Guardo il riflesso delle mie bracciate, troppo brevi nel piccolo spazio ottagonale. Appena sufficienti per scrollarmi di dosso la stanchezza dei ...

  • di Gio C
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L'ultima volta a cui alzo gli occhi è quella della cupola della piscina al settimo piano dell' Hotel President. Guardo il riflesso delle mie bracciate, troppo brevi nel piccolo spazio ottagonale. Appena sufficienti per scrollarmi di dosso la stanchezza dei chilometri percorsi a piedi, in bus, in taxi, in teleferica, in funicolare e in tram per assaporare odori, sguardi e spazi di questa città, bellissima e appena ingrata, per avermi negato un tramonto sul Bosforo. Cielo sempre grigio, ultimo giorno con la pioggia, ma forse è solo una scusa per pensare ad un ritorno. Tre giorni sono appena sufficienti per avere una idea di Istanbul, ma di certo non bastano per visitare come si deve una megalopoli di 18 milioni di persone, che in trenta anni ha visto moltiplicata per 30 la sua popolazione.

Ma cominciamo daccapo. Partenza giovedì 10 novembre, ritorno lunedì 14. Volo Alitalia. Pernottamento e prima colazione. Mille euro per due persone. Altri 400 per visite, shopping, spettacoli, pranzi.

Il 10 Novembre è l'anniversario della morte di Ataturk. Lo apprendo in aereo, ma arrivo nel pomeriggio : troppo tardi per la cerimonia delle 9.05, l'intera città si ferma, anche chi guida, chiunque cammini per strada... Suonano le sirene. La città si blocca per un minuto in onore del padre fondatore della Turchia moderna, i suoi volti e le sue frasi celebri le troveremo dappertutto. Anche nell' hamam. Mi chiedo come abbia potuto deislamizzare la vita politica di un paese così legato all'aspetto religioso (testimonianza ne sono le moschee...). Scoprirò che era stato l'artefice della resistenza dell'esercito turco all'invasione franco inglese sui Dardanelli durante la prima guerra mondiale. Mi spiego l'origine del suo carisma.

Torniamo al viaggio. Transfer dall'aeroporto all'hotel, me lo aveva prenotato l'agenzia, ma non è stata una buona idea : a fronte dei 25 euro pagati, un taxi prende 20 YLT ( nuove lire turche), giusto la metà. E sono stati onesti alla reception dell'albergo a dirmi che per il ritorno potevo fare a meno del transfer. ITINERARI GIOVEDÌ SERA L'albergo è a poca distanza dalla BEYAZIT CAMII ( moschea) , cominciamo con una visita ad una delle più antiche moschee proprio mentre suona l'ora della preghiera. Indugiamo sull'entrata. Un gentile signore turco ci fa segno di accomodarci, resto all'impiedi al centro della sala, ascolto attentamente pur senza capire le loro preghiere, la predica dell'imam, Anna è alle mie spalle, nella zona riservata alle donne. Un breve passaggio nel Bazar Coperto, mi accorgo subito che la stragrande maggioranza dei turisti deve essere spagnola, tutti cercano di attirare l'attenzione parlandoci in spagnolo, cerco di resistere, poi cedo ad un venditore di pasmine, ne facciamo tirar fuori diverse, cortesemente salutiamo.Usciamo dal Bazar.

È troppo presto per riuscire ad orientarsi, ci perdiamo tra un tunnel e il retro dell'Università, attraversiamo un caotico quartiere intasato di traffico e di trasportatori di balle di pelli : una delle figure che più mi restano impresse è proprio quella di questi uomini-cammello, che indossata una sella in pelle, curvi sotto enormi carichi, percorrono strade e marciapiedi. Eppoi infiniti negozi di abbigliamento, presumibilmente gestiti da russi. Finalmente ne siamo fuori, di nuovo su piazza Beyazit, stavolta ci incamminiamo nell'altra direzione : poche auto, al lato dei marciapiedi cimiteri monumentali pieni di tombe e lapidi, e al loro interno, caffè e fumerie di narghilè. Ci fermiamo in un locale presso la colonna CEMBERLITAS : ordiniamo una specie di pizza-calzone con ripieno a scelta ( optiamo per verdure e formaggio : buona!). Proseguiamo per SULTANAHMET

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