Cose turche

A spasso per la Turchia con una compagnia improvvisata ma quanto mai azzeccata

  • di franz970
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

A distanza di un po’ di tempo provo a ripercorrere le due settimane trascorse in Turchia nell’agosto 2014, con una compagnia alquanto improvvisata (ma decisamente azzeccata) messa insieme attraverso un sito di viaggi. Io (Francesco, da Taranto ma residente a Imola) e Fabiana (di Torino) ci conosciamo grazie a un suo insolito annuncio (“vorrei andare in Turchia ma non prendo l’aereo…”). La cosa mi incuriosisce e mi dico: perché no? Non è mica l’Argentina che ci obbligherebbe ad un viaggio in Transiberiana e un attraversamento dello stretto di Bering quando il ghiaccio invernale unisce i due continenti. Mi viene in mente un libro di Tiziano Terzani (Un indovino mi disse), dove il Sommo racconta un anno di viaggi senza mai prendere l’aereo, con tante esperienze interessanti. Che ci vuole? Dopo reciproca conoscenza dal vivo in quel di Bologna prenotiamo un traghetto dalla Puglia (io ad agosto sarò già lì in vacanza dai miei), un trasferimento in pullman per Salonicco e, da lì, uno successivo per Istanbul. Nel frattempo, Claudia (di Matera ma trapiantata a Milano) e Alessandro (di Rovereto), che si sono conosciuti sullo stesso sito ci contattano e, superato il test di ammissione (“Siete dei rompicoglioni?” “No” “Lo giurate?” “Sì” “Ok”), si aggregano. Ci raggiungeranno a Istanbul con mezzi più veloci e con maggiore sollievo per la loro schiena.

Nei giorni precedenti il viaggio, imbastiamo un programma che prevede 4 giorni a Istanbul, 3 a Izmir, 2 a Pamukkale, 3 in Cappadocia e ancora 2 a Istanbul.

Prenotiamo tutti gli alberghi dall’Italia ad un costo medio di 25 a notte con colazione. Idem per tutti gli spostamenti interni via bus con la compagnia Metro. Che fatica però: tutti i siti di viaggio turchi non consentono prenotazioni con carta di credito e necessitano di lunghi carteggi via email e pagamento con bonifico.

A 4 giorni dalla partenza, mentre sono sul mar Jonio in pieno relax, ascolto di sfuggita una notizia al tg…”turisti imbufaliti…nave non partita….porto di Brindisi….diretto in Grecia….”. Porca zozza, è proprio la nostra nave della Egnatia! Ero così orgoglioso di essere riuscito a comprare a un ottimo prezzo…

Dopo diverse telefonate appuriamo che il traghetto resterà fermo per riparazioni a tempo indeterminato e optiamo per una nuova prenotazione con la Superfast Ferries, nella vana speranza di ottenere un rimborso (campa cavallo…).

E allora, partenza da Bari alle 20 la sera di mercoledì 13 agosto alla volta di Igoumenitsa. Quando nel pomeriggio arrivo in treno a Bari e chiedendo informazioni ai locali mi metto alla ricerca dell’ingresso del porto, Faby è già lì che mi attende per il check in. Arrivato sul lungomare svolto a sinistra e comincio a camminare… l’ingresso sarà da queste parti… Così via via mi lascio dietro le case, i palazzi… poi arriva la campagna…. Quando, dopo circa un’ora, vedo l’insegna MOLISE, capisco che ho sbagliato direzione… Dobbiamo ancora partire e ho già consumato le suole delle scarpe! Faby mi aspetta rassegnata e, finalmente, dopo opportuno dietro front, giungo a destino e saliamo sulla nave, insieme a circa mezza Italia che va verso la Grecia. Dopo una serata in chiacchiera proviamo a dormire sulle poltrone che abbiamo prenotato. Ho fatto l’errore di lasciare i tappi per le orecchie nella valigia depositata nella stiva. Mi sarebbero serviti? Quando comincia il concerto per trombone e basso tuba della signora che siede davanti a noi mi do anche la risposta… Passo la nottata tirando calci ogni 5 minuti sui sedili di fronte nella speranza di un’interruzione del grufolare che però dura solo pochi secondi (l’interruzione) per ricominciare più forte di prima. Più volte ho immaginato di salire sulla spalliera della poltrona come fanno i lottatori di wrestling sulle corde del ring nell’atto di chiusura di un incontro, lasciandomi atterrare con il gomito sulla trachea del mio obiettivo sottostante

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