Turchia: Istanbul, Cappadocia, Pamukkale, Oludeniz

Il nostro viaggio fai da te attraverso la meravigliosa Turchia tra città, cultura, storia, natura e mare

  • di holaroby
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ho pensato per la prima volta di fare un viaggio in Turchia guardando le foto di una conoscente che c’era stata. In particolare sono stati gli scatti di Pamukkale, il castello di cotone, a farmene innamorare. E così, un anno dopo (o forse due) finalmente anche io e Teo, il mio fidanzato, progettiamo il nostro viaggio in Turchia.

Partiamo il 10 luglio da Orio al Serio intorno alle 14 con Pegasus Airlines e atterriamo a Istanbul Sabiha Gokcen alle 17.30 circa, ora locale (il fuso orario è un’ora avanti rispetto all’Italia). Dopo il controllo dei passaporti (nel mio caso della carta d’identità, che è sufficiente per entrare in Turchia), ritiriamo le nostre valigie, cambiamo qualche euro in lire turche (il cambio è 1€ a 2,80 LT) e cerchiamo il pullman bianco della compagnia Havatas diretto a Kadikoy, come suggerito dall’utilissimo sito scoprireistanbul.com, per raggiungere il centro della città. Il pullman parte alle 18.30, troviamo un po’ di traffico e alle 19.30 circa siamo a Kadikoy dove, sempre come indicato, prendiamo il traghetto per Eminonu. Durante la traversata beviamo il primo cay (tè turco) della vacanza per 1 LT, il sole sta tramontando mentre ci avviciniamo alla città, e l’atmosfera è magica. Una volta a Eminonu ci troviamo catapultati nella confusione più totale, tra la gente locale, i turisti, i venditori ambulanti, le bancarelle… Trascinando le nostre valigione chiediamo indicazioni per raggiungere a piedi il nostro Hotel, che si trova a Sultanahmet, ma dopo qualche decina di minuti di camminata in salita cediamo ad un taxi, che per 15 LT ci porta all’indirizzo giusto (chiedendo a sua volta indicazioni qua e là alla gente nei locali). Il nostro hotel è lo Stanpoli, la camera è molto piccola ma pulita, la posizione è ottima e il gestore gentile. Dopo una doccia usciamo a mangiare qualcosa e, per evitare il trappolone per turisti, ci dirigiamo al Tarihi Sultanahmet Koftecisi, antico locale frequentato anche dai turchi, che fa sostanzialmente kofte, ovvero polpette. Siamo in centro e iniziamo a passeggiare, presto ci rendiamo conto di essere in pieno Ramadan (Ramazan in turco), la piazza tra le due moschee (Moschea Blu e Aya Sofia) è piena zeppa di gente che mangia, il digiuno è finito e le famiglie escono per festeggiare, l’atmosfera è particolarissima. Tra le bancarelle (credo poste per l’occasione) assaggiamo il caffè turco per la prima e ultima volta: non c’è niente da fare, il metodo con cui viene preparato (il caffè macinato fine viene posto nell’acqua bollente senza filtrare) lascia un sedimento e una consistenza che proprio non ci piacciono, pazienza berremo il tè. Finita la passeggiata andiamo a riposare in vista dell’inizio della nostra avventura l’indomani.

GIORNO 1, ISTANBUL

Dopo la colazione in terrazza con vista sul Bosforo, ci dirigiamo subito all’agenzia di viaggi Turista Travel, a Sultanahmet, proprio accanto al locale di polpette in cui abbiamo cenato la sera prima, per acquistare i biglietti dei pullman che ci porteranno nelle altre tappe del nostro viaggio. Probabilmente abbiamo pagato un sovrapprezzo per il servizio, ma proprio non ci andava di recarci personalmente all’Otogar (stazione dei bus) perdendo l’intera mattinata. Sistemata la questione, cambiamo i restanti euro (cambio simile a quello datoci in aeroporto) e partiamo alla scoperta di Sultanahmet. La moschea è chiusa in mattinata perché il venerdì mattina è il momento previsto per la preghiera dei fedeli, quindi scegliamo di visitare la Basilica Cisterna. Si tratta di una antica cisterna che serviva a portare l’acqua al palazzo del Sultano e alle case circostanti: il buio, le colonne romane e il piacevole clima fresco la rendono molto suggestiva, tant’è che scegliamo di sederci al baretto vicino all’uscita per berci un cay in tranquillità. Prima di uscire ci facciamo coinvolgere in un servizio fotografico in costume molto divertente e compriamo il relativo cd con foto per 60 LT (forse valeva la pena contrattare sul prezzo, ma dovevamo ancora impararlo…). Terminata la visita ci dirigiamo a palazzo Topkapi, il palazzo del sultano, e compriamo anche il biglietto aggiuntivo per la visita all’Harem (ne vale veramente la pena). L’intero complesso è veramente bellissimo, molto sfarzoso, e gode di un’ottima vista sul Bosforo, di cui approfittiamo mangiando un kebab al ristorante dentro il palazzo, cogliendo anche l’occasione per spezzare la lunga visita e fare una pausa dal sol leone. Uscendo dal palazzo ci imbattiamo casualmente nelle tombe di Aya Sofia, ingresso gratuito. Si entra senza scarpe e si possono vedere le tombe dei sultani e delle loro famiglie, come in una sorta di albero genealogico tridimensionale. Siamo stanchissimi e torniamo in hotel a fare una doccia prima di uscire per la serata, abbiamo scelto il frizzante quartiere di Beyoglu. Beyoglu si trova nel lato asiatico della città e lo raggiungiamo col tram che ci lascia appena al di là del ponte di Galata, facciamo una bella scarpinata in salita e raggiungiamo dapprima la Torre di Galata, e poi la lunghissima Istiklal Caddesi, una larga via piena zeppa di negozi, di ristoranti e di gente. È strano come la parte asiatica ci appaia in realtà la più occidentalizzata. In una piccola via laterale troviamo un ristorantino con i tavolini per strada, dove mangiamo degli ottimi meze (antipasti) fino a sazietà. Dopo cena decidiamo di fumarci un profumatissimo narghilé in un localino sotto il ponte di Galata, comodamente adagiati su dei puff colorati.

GIORNO 2, ISTANBUL

La mattina seguente la dedichiamo alle due moschee. Copro le gambe e la testa con delle stole che mi sono portata da casa (per chi ne è sprovvisto vengono fornite direttamente dal personale all’ingresso), togliamo le scarpe ed entriamo nella Moschea Blu. Non abbiamo mai visto una moschea prima d’ora e subito comprendiamo quanto sia diversa dalle nostre chiese: si tratta di un luogo di ritrovo e di rilassamento, oltre che di raccoglimento. Le decorazioni a maioliche sono bellissime e i lampadari molto bassi, ci colpisce la zona di preghiera separata per le donne. Aya Sofia invece è nata come chiesa cristiana, poi convertita a moschea, ed ora è solo un museo

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Commenti
  1. holaroby
    , 1/7/2015 21:42
    Ah ok ti ringrazio per la specifica!
    Ciao :)
  2. radiolinablu
    , 20/8/2014 22:04
    Ciao, bel diario di viaggio, solo un appunto: Beyoglu non si trova affatto nel lato asiatico di Istanbul dato che il ponte di Galata attraversa il Corno d'Oro. Il lato asiatico si trova al di là del Bosforo e il quartiere più rappresentativo è quello di Uskudar.
    Ciao,
    Fede

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