On the road Istanbul-Cappadocia-Anatolia centrale

Quattro giorni a Istanbul, cinque in viaggio per tutta l'Anatolia centrale. Tra birra, moschee, spedizioni in mongolfiera, panorami stupendi, monasteri vampireschi e distese di sale. E le dritte di viaggio, naturalmente

  • di Gabriele Taddei
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Primo viaggio on the road in coppia con mio fratello, nonchè prima puntata fuori Europa per entrambi. Cercherò di darvi più che altro dritte di viaggio, che tanto di storia, architettura ed arte discorrono guide e libri sicuramente meglio di me.

Partenza da Firenze con Lufthansa e scalo a Francoforte, come al solito consiglio una compagnia non low cost per i viaggi che superano i 3-4 giorni. Quando andate a sommare tutte le opzioni bagaglio, tasse, etc di solito spendete meno e ricevete un servizio decisamente non paragonabile (in meglio ovviamente).

Arriviamo a Istanbul all'ora di pranzo, prendiamo la macchina a noleggio dal galoppino di una ditta locale che, poveri sprovveduti, ci fa pagare il costo del parcheggio all'uscita. Saliamo sulla nostra Fiat Albea (erede della Duna, mai commercializzata in Italia, "stranamente") e ci dirigiamo verso il centro città. Sul lungomare assistiamo allo scippo di una borsa, il tizio si lancia sulla sei corsie, si butta sul confano della nostra auto e riprende a correre inseguito. "'Gnamo bene, vai!". Ma saranno gli unici due episodi "balordi". Fino all'arrivo eravamo piuttosto scettici sul "turco" e pronti a stare sugli attenti, ma ci siamo ricreduti ben presto ed abbiamo notato una notevole somiglianza con i popoli mediterranei di marca europea (portoghesi, spagnoli, italiani, greci) in fatto di solarità, voglia di divertirsi, fermarsi a chiacchierare e stare in compagnia. Diciamo un'Italia anni cinquanta-sessanta.

Azzeccata la scelta del pernottamento: in zona Taksim, guardando a sinistra rispetto all'ufficio del turismo, mc donald's e agli altri fast food, c'è un intero "quartiere degli alberghi" per turisti organizzato come zona pedonale. Tranquillo, niente caciara e la notte si dorme alla grande. Ci sono parecchie sistemazioni, noi eravamo qui: www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g293974-d543375-Reviews-Elite_World_Prestige_Hotel-Istanbul.html

Tardo pomeriggio e serata d'ambientazione, siamo andati nel corrispettivo di una rosticceria. Ce ne sono tantissime in tutta la città, si mangia bene, casereccio e si spende il giusto. Considerate che due giorni prima era iniziato il Ramadan, quindi abbiamo trovato tutti quanti i turchi seduti, con i vassoi pieni davanti, a ridere a scherzare ma senza toccare niente fino al momento in cui il muezzin non ha cominciato a cantare la preghiera della sera. Se vi capitasse di andare in questo periodo, state tranquilli: nessuno vi dirà niente, nè vi guarderanno a bocca storta se mangiate. La Turchia, anche se qualcuno ci sta provando, non è una monarchia teocratica oscurantista come Arabia Saudita e Qatar (che sono "stranamente" alleati degli Usa). Certo, soprattutto se siete in un quartiere più religioso, come Fatih o in prossimità delle moschee non turistiche, portate però rispetto a chi passa la giornata lavorando e senza poter mangiare, dato che vi trovate a casa loro.

Nei tre giorni successivi abbiamo visitato tutti i monumenti di Istanbul e le attrattive artistiche maggiori: Moschea Blu, Santa Sofia, Cisterna romana, Palazzo Topkapi, Moschea di Solimano, la Torre di Galata, visto l'Acquedotto di Valente, gli obelischi restanti dell'Ippodromo di Costantinopoli e le Mura della capitale dell'Impero d'Oriente. Eccetera. Si trova praticamente tutto nella zona del Triangolo d'Oro. Cose meravigliose, ma consiglio spassionato (che vale per questa e per tutto il resto del mondo): non passate tutta la vostra vacanza a guardare soltanto monumenti, ma fate conoscenza con la gente ed i luoghi che visitate, sennò tanto vale restare in Italia dove permane il 90% del patrimonio artistico mondiale

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