Partenza il 15/8/2011 · Ritorno il 22/8/2011
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Turchia, regina d'Europa e d'Oriente

di enzi - pubblicato il

Turchia? Ma non potevi scegliere la Grecia! Così mi hanno detto in diversi quando ho svelato la destinazione del viaggio che avevo intenzione di fare e che poi ho fatto, accompagnato dall’amico Luca. Adesso che ho negli occhi gli splendori di una civiltà antica e le bellezze della modernità odierna, riscontrati in questo Paese così affascinante, ho le argomentazioni giuste per replicare a tutti loro.

I giorno - “Mamma, lì turchi!”

Partiamo da Bologna il 15 agosto con la compagnia italiana Neos. Risulterà ottimo sia il volo di andata che quello di ritorno. Atterriamo verso le 11.30 al moderno aeroporto di Sabiha Gokcen di Istanbul. Ci dirigiamo verso Piazza Taksim e passeggiamo su Istiklal Caddesi, la via nevralgica di uno dei tanti centri storici di Istanbul, caratterizzata da uno struscio incessante e da una mescolanza di razze che ci dà l’idea di una realtà moderna e cosmopolita. In uno dei tanti locali assaggiamo alcune specialità di carne (‘dolma’ e ‘kofte’), non facendoci peraltro mancare i prelibati dolci a base di miele e di granelle di pistacchio (baklava). Dopo pranzo ci incamminiamo verso l’Assos Hotel, che ci ospiterà durante il nostro soggiorno ad Istanbul. Dopo una breve sosta riposante, raggiungiamo la vicina Moschea di Solimano il Magnifico. Ingresso maestoso, al centro del quale si colloca l’imponente fontana per le abluzioni. Un tipo si dirige verso di noi e con fare minaccioso ci indica che dobbiamo munirci di un copricapo, che guarda caso lui vende per due lire turche. Per evitare inutili discussioni in mezzo alla strada e per l’esiguità dell’esborso, lo facciamo contento. La nostra guida turca ci confermerà che la visita alla Moschea è assolutamente libera da costrizioni, con la sola eccezione del doversi togliere le scarpe prima di varcare il tappeto d’ingresso.

II giorno - Dal sacro al profano, tra Moschee e bazaar

L’indomani è la volta della visita alla Nuova Moschea (Yeni Cami), dedicata alla Regina Madre, e, soprattutto, dell’attesissima Santa sofia (in greco Santa sapienza), prima Chiesa, poi Moschea, oggi museo, candidato ad essere una delle sette meraviglie del mondo moderno. Qui ammiriamo quei mosaici, ripuliti e riportati alla luce dopo l’oscurantismo voluto dalle dominazioni ottomane, usati anche come manifesto con cui questa splendida città si presenta agli occhi di un visitatore straniero. Ospita una delle cupole più grandi al mondo, le possenti colonne originarie del tempio di Efeso, ed i grandi medaglioni situati sopra le volte, riportanti i nomi in arabo delle personalità dell’Islam. Anche nel museo di San Salvatore in Chora si possono ammirare stupendi mosaici dell’arte bizantina. Il pomeriggio si dedica allo shopping al Gran Bazaar. Non sembrano esserci ‘cineserie’, ma prodotti autoctoni. Così le famose polo coccodrillate risultano di un buon cotone (di cui la Turchia è uno dei maggiori produttori), e alla fine è taroccata solo l’immagine stampata. Lì hanno ‘coccodrillato’ di tutto, anche i pigiami! Imperdibile è la gita in battello sullo stretto del Bosforo. La sera la passiamo in un locale con vista sul ponte di Ataturk, che unisce le sponde dell’Europa a quelle dell’Asia, sorseggiando del raki (forte liquore a base di anice) e provando un ottimo narghilè all’aroma di mela (pur non essendo fumatori).

III Giorno - Nel blu dipinto di blu

“E già!”, per dirla alla Vasco Rossi: la Moschea blu (Sultan Ahmet) è proprio blu, per lo sfarzo delle lavoratissime maioliche di Iznik che decorano gli interni, oltre che per il bellissimo tappeto azzurro che riveste il pavimento e per quel magico velo azzurrognolo che ricopre le cupolotte esterne che la caratterizzano. Di fronte alla Moschea blu si trova Piazza Sultan Ahmet con l’antico Ippodromo voluto da Costantino Il Grande, con l’obelisco egiziano e la colonna bronzea Serpentina del 479 a.C. A seguire, visitiamo il Palazzo di Topkapi, antica residenza dei Sultani, che custodisce al suo interno le sale dei tesori, con il diamante più grande al mondo e delle reliquie sacre, tra cui il bastone con cui Mosè divise le acque fuggendo dall’Egitto. L’Harem, poi, è un trionfo di dettagli decorativi, stucchi e pregevole maioliche. Dalle mura del Palazzo si gode del panorama sul Corno d’oro.

IV giorno - Arhceologia millenaria

Partiamo a malincuore da Istanbul per dirigerci ad Ankara. Qui visitiamo il museo delle antiche civiltà anatoliche, ricco di reperti storici. Dopo un fugace pasto in autostrada, ci dirigiamo, dapprima, nella città di Hattusas, dichiarata patrimonio dell’Unesco per via dell’antica area archeologica su cui si trovano tracce dell’antica capitale dell’impero ittita. Poi visitiamo i rilievi rupestri di Yazilikaya. Di sera ci concediamo una defaticante passeggiata in centro, ma Ankara, quanto a cose da vedere, movida, ecc... non regge il paragone con la sorella maggiore Istanbul.

V giorno - Pinnacoli, Camini delle Fate, panorami incantati

Arriviamo in Cappadocia, nella città di Nevsehir. Il tempo di cenare e subito a nanna. Affrontiamo di buon ora la visita di Goreme e Zelve: immense valli, in cui si alternano formazioni di roccia e di tufo, che, illuminate dal sole del primo mattino, fanno sembrare il visitatore come se fosse sbarcato su un altro pianeta. Qui si trovano i famosi Camini delle fate, ossia formazioni geologiche coniche tufacee, protette dall’erosione degli agenti atmosferici grazie al cappello di roccia vulcanica dura posta sopra di esse. Ce ne sono di diversi tipi e forme, da quelli col cappello a punta, a quelli a forma di funghetto, di guglia e di piramide. Visitiamo anche gli insediamenti rupestri. In particolare, percorriamo sterrati che portano a Chiese nascoste nella roccia, che regalano degli affreschi della vita di Gesù e degli apostoli, uno più bello dell’altro. Tra queste, vi è una delle Chiese dell’Apocalisse fondate da San Paolo, che di qui passò durante il suo lungo viaggio intrapreso dalla non tanto lontana Tarso. Suggestive sono poi le necropoli e le città sotterranee, esempio di vita preistorica, ma anche sfruttate nel corso dei secoli per scopi per lo più di difesa dagli invasori. Concludiamo la visita in Cappadocia dirigendoci ad Uchisar, città fortezza arroccata su uno spuntone di roccia e ad Urgup con le sue case trogloditiche.

VI giorno - Spiritualità vorticosa

La giornata inizia con la visita di Agzikarahan, con il più grande caravanserraglio turco, posto sulla via della Seta che collegava anticamente l’Oriente all’Occidente. La tappa successiva è Konya, la visita al Mausoleo di Mevlana. Mevlana, figura filosofica del duecento, fondò il movimento mistico musulmano dei Dervisci danzanti. Gli adepti indossano tutt’ora lunghi abiti e turbanti e pregano attraverso una vorticosa danza durante la quale roteano incessantemente. Il mausoleo è centro di pellegrinaggio e la sua caratteristica torre verde dona a questo complesso un’armonia di splendore, fra minareti, cupole e torricini che lasciano stupefatti.

VII giorno - Quelli del ‘calidarium’

Già di per sé, dopo giorni di estenuante sfacchinata, l’idea di buttarmi in una piscina naturale termale con temperatura intorno ai 40° mi aveva garantito una certa ‘standing ovation’ da parte dei miei provati piedi. Pamukkale è una città termale, conosciuta fin dal tempo dei romani (che di terme s’intendevano). E’ incastonata fra montagne di calcare bianchissime, che risplendono con le prime luci del mattino (peraltro, il momento ideale per fare foto in questo luogo), all’interno delle quali le sorgenti termali hanno scavato piscine naturali di acqua limpidissima, il cui fango, che sembra borotalco, è curativo soprattutto dei problemi dermatologici. Ma la bellezza di questo posto non finisce qui, perché si trovano a Pamukkale sia l’antica Hierapolis , un’area archeologica vastissima, ove si trovano, fra l’altro, ben conservati, i resti dell’antica Chiesa del Martirio di San Filippo ed il maestoso Anfiteatro romano, che Laodicea, anch’essa vecchio insediamento dell’età romana, che conserva intatti colonnati e templi.

VIII giorno - Vamos a la playa…

E’ così arrivato il momento del relax al mare, ed Antalya, per questo, è il posto giusto. Sembra un po’ Riccione: tanti negozietti che attirano la clientela, direi prevalentemente russa. Così anche i prezzi lievitano. Meno veli, tanti bikini che svolazzano anche per strada, un’atmosfera molto occidentale. Prendiamo un taxi, che, a forza di imboccare sensi vietati e dopo averci fatto sentire tutto il cd da ‘disco-bazaar-turkish music’, ci porta ai bagni 12 presso Konyalti. Li ritroviamo il caro vecchio mare nostrum, un po’ incavolato (leggasi mosso) e sporchino. Ma si sa, per vedere le distese spiagge dorate bisogna fare diversi chilometri da Antalya… Noi ne avevamo già fatti tanti, e farne degli altri diventava arduo, forse anche per avere l’inconscia scusa di ritornare in questo splendido Paese, in cui ci siamo trovati davvero bene e che ci ha arricchito molto per la bellezza dei luoghi visitati e per la cultura e le tradizioni conosciute. Arrivederci allora Turchia…

Dove dormire

- Istanbul – Assos Hotel (Mithatpasa Cad. 48). Posto nel quartiere di Beyazit, è ideale per visitare le vicine attrazioni quali il Gran bazaar e la Moschea del Solimano. Un po' rumoroso perché si trova su una via commerciale.

- Cappadocia – Altinoz Otel (Ragip Uner Cad, 23 - Nesehir). Hotel con buoni standard e servizi. Ottima base di partenza per le escursioni nelle valli di Goreme e Zelve.

- Pamukkale – Lycus River Thermal (Karahayt Mevkii, Yukari Karahayit). Hotel dotato di camere spaziose con vista su giardino. Ci sono varie piscine, anche termali.

- Antalya - Best Western (Elmali Mah. Kazim Ozalp Cad, 55). Albergo internazionale che offre una confortevole sistemazione, dotato di piscina e sala fitness. Si trova vicino alla città vecchia, non lontano dalle vie commerciali e dal porto turistico.

Dove mangiare:

- Istanbul. Balikci Sabahattin (Seyit Hasan Kuyu Sokak, 1). Ottima cucina di pesce fresco del bosforo a prezzi economici.

- Istanbul. Buhara 93 (Nakilbent Sok, 15). Accoglienza familiare con piatti della cucina tradizionale turca.

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