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Una meravigliosa pedalata balcanica

Premessa . . E’ da un mese e mezzo che sono tornato da Istanbul e…..non sarei più voluto scendere dalla bicicletta (avrei proseguito all’infinito), così intenso è stato questo viaggio,nell’attraversare così tanti paesi ,città, campagne e nello scalare colline, montagne, ...

  • di Mauridocia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Premessa . .

E’ da un mese e mezzo che sono tornato da Istanbul e...Non sarei più voluto scendere dalla bicicletta (avrei proseguito all’infinito), così intenso è stato questo viaggio,nell’attraversare così tanti paesi ,città, campagne e nello scalare colline, montagne, luoghi conosciuti in precedenza solo vagamente,e che,una volta conosciuti, mi hanno estasiato.

E’ come avere preso una prima sbornia ed essere diventato alcolizzato,dipendente da un mix di curiosità, ,meraviglia e sofferenza. Da Lugugnana ,piccolo paesino in provincia di Venezia , fino a Istanbul, splendida città turca in cui l’Oriente si apre all’Europa, ho percorso 2150 km in bicicletta, pedalando per le strade di Slovenia,Croazia,Serbia,Bulgaria,Grecia e infine della Turchia. Tutto questo in una quindicina di giorni (sedici compreso il ritorno in aereo ),con dodici tappe, due giorni di riposo e un giorno dedicato alla magica città dei minareti. La voglia di andare a Istanbul in bicicletta mi è venuta quando un mio amico, Stefano, mi disse che nel duemila in aprile un gruppo di nove persone aveva attraversato la vecchia via della seta da Venezia a Pechino in tre mesi, percorrendo più di dodicimila chilometri.

Non avrei mai avuto il tempo materiale di arrivare fino a Pechino ,causa lavoro ,ma a Istanbul in quindici-venti giorni potevo farcela. Le difficoltà del viaggio non erano poche, legate al periodo più o meno lungo da impegnare , occorrendo inoltre trovare dei compagni di viaggio che fossero capaci di affrontare 150-160 km al giorno,in quanto mai prima d’ora avrei solo pensato di potercela fare da solo.

Sono così passati cinque o sei anni, non mi ricordo bene ,durante i quali ho fatto in bici il giro della Calabria ,la Firenze-Napoli, il giro del Peloponneso,sempre con amici ,e mentre si stava organizzando con Marco e Celestino un giro in Corsica,il primo dei due,un parrucchiere soprannominato “il Principe”, aveva accennato al viaggio per Istanbul e si era documentato su quanti fossero i chilometri, su che percorso seguire ecc... Alla fine Marco scarto l’idea, perché ci volevano più di venti giorni; il giorno dopo però, l’idea continuava a ronzarmi in testa come un alveare di api che sta sciamando, e più ci pensavo più mi convincevo che ce la potevo fare anche da solo (-VAI MAURI !! YES YOU CAN !!-) in sedici o diciassette giorni,essendo questi i giorni che avevo a disposizione..

Quindi mi sono informato sul volo di ritorno da Istanbul e ho riferito delle mie intenzioni a miei due amici ,dicendo loro che rinunciavo al giro in Corsica per affrontare questa nuova esperienza , sperando si aggregassero. “Cosa ?” mi rispondono questi fifoni,cominciando a dire che era troppo pericoloso,che la Serbia aveva appena minacciato l’Europa di ritorsioni se avesse riconosciuto il Kossovo,che i km erano troppi,che i giorni di pausa erano troppo pochi. Insomma, un terreno pieno di insidie, ci mancava solo che Katrina, uragano tropicale, si abbattesse su queste zone durante il nostro passaggio.

In ogni caso a me questi non apparivano ostacoli,anzi,i miei pensieri erano concentrati su come prepararmi fisicamente all’attraversata dei Balcani,su quale fosse il percorso da fare,sui luoghi in cui dormire e su come preparare la mia mountain bike Merida(che in seguito chiamerò la mia girlfriend, poi spiegherò perché)

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