Istanbul e il panino al pesce mancato…

Premessa 1. È fine maggio, siamo tornati da appena due mesi dalla Spagna e mentre facciamo programmi sul viaggio del prossimo anno (riusciremo finalmente ad andare in India?) ecco che dalla TV arrivano poco rassicuranti notizie sulla nostra compagnia di ...

  • di dieyoung
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

IL VIAGGIO

15/9. Ci svegliamo di buon ora poiché abbiamo il volo per Roma alle 6:45, una volta arrivati a Fiumicino vediamo che è tutto regolare e con oltre mezz’ora di ritardo si parte, evvai!!! Atterrati ad Istanbul sbrighiamo velocemente le pratiche alla frontiera e usciamo alla ricerca del nostro autista che ci condurrà in hotel; in genere facciamo da soli ma il servizio ci è stato offerto gratuitamente dall’hotel per cui perché rinunciarvi? È la seconda volta in un viaggio che trovo un autista che mi aspetta ma non ho mai avuto la soddisfazione (sì la soddisfazione) di vedere il mio nome scritto su uno di quei maledetti cartelli che espongono i drivers agli arrivi. La prima volta in Messico niente cartello, mi ha riconosciuto l’autista (non chiedetemi come), questa volta in Turchia mi hanno storpiato il cognome, il cui suono però sembra familiare per cui suppongo che sia rivolto a me, se non che il nome dell’albergo non coincide ma non vedendo altri cartelli che somiglino vagamente al mio cognome convinco il driver che sono io la persona che cerca e ci faccio quindi accompagnare in un batter d’occhio a destinazione. Dico in un batter d’occhio non certo per merito mio, ma perché l’autista come tutti in questa città è un pazzo al volante, corre come un matto chiacchierando tranquillamente al cellulare, ovviamente senza auricolare. L’hotel, pagato poco, sembra carino e si confermerà ottimo, pulito, TV sat con anche canali italiani, la qual cosa ci sarà utile per seguire al TG gli sviluppi della vicenda Alitalia in vista del ritorno, addirittura ciabatte e accappatoio per entrambi... che onore!!!

Sistemati i bagagli usciamo subito alla scoperta della città, cerchiamo un Bancomat per ritirare le prime lire turche e ci dirigiamo verso la zona del porto, fermandoci in una kebaberia per il pranzo dal momento che sono le 16:00 e stiamo letteralmente morendo di fame. I panini fanno un po’ schifo, il locale è piuttosto sporco e le patatine di uno o due giorni prima, fortunatamente spendiamo pochissimo e sarà l’unica occasione in cui mangeremo male. Abbiamo perso la Lonely Planet prima della partenza per cui ci affidiamo ad una cartina della città e alle informazioni che avevo raccolto da internet nei giorni precedenti. Il traffico è caotico e assolutamente improntato all’anarchia, il rosso ai semafori è spesso un optional sia per i pedoni che per le auto e i bus ed è un continuo strombazzare di clacson. Ogni tanto sbuca un auto della polizia municipale con un tizio al megafono che intima alle auto in sosta selvaggia di liberare la strada. Il caldo e l’umidità sono insopportabili, la stanchezza comincia a farsi sentire e sarà per tutto ciò, oltre che al normale e consueto effetto estraniante che ci provoca l’approdo in una nuova città, che siamo stranamente apatici e senza la consueta euforia da viaggio. Ci trasciniamo stancamente senza meta tra gli odori di pesce fresco, andato a male e arrosto che provengono dai pescatori sul ponte di Galata, dai ristorantini, dai venditori di strada e da chissà quale altro posto. Notiamo anche i famosi venditori di panini al pesce grigliato, che mi riprometto di provare nei prossimi giorni. Percorriamo il ponte, che attraversa il corno d’oro, e ci sediamo per una breve sosta per poi optare per un immediata visita alla Torre di Galata. Tanto bella quanto faticosa da raggiungere, la torre ci offre un fantastico panorama a 360 gradi della città da cui comincio a capirci qualcosa e ad orientarmi. Terminata la visita raccogliamo le forze e ci dirigiamo in albergo per farci una doccia e riposarci in vista dell’uscita serale. Ci fermiamo prima in un supermercato per fare scorta di acqua e acquistare dolciumi vari e patatine. Alla fine siamo troppo stanchi e decidiamo di non uscire e di andare a letto presto, ceniamo in hotel con le patatine e i dolcetti acquistati e faccio un piano di massima sulle cose da vedere e da fare nei giorni successivi

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