Un viaggio, un sogno realizzato

Il viaggio, effettuato dal 10 al 13 ottobre 2008, è stato preceduto da una lunga pianificazione in quanto avendo a disposizione soli pochi giorni si rendeva necessaria un’ottimizzazione dei tempi per vedere il maggior numero di cose possibili. Compagni di ...

  • di brunocia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il viaggio, effettuato dal 10 al 13 ottobre 2008, è stato preceduto da una lunga pianificazione in quanto avendo a disposizione soli pochi giorni si rendeva necessaria un’ottimizzazione dei tempi per vedere il maggior numero di cose possibili.

Compagni di viaggio mia moglie Enza e una coppia di amici: Giuseppe e Tina.

Fonte di ispirazione la Loney Planet ma soprattutto le decine e decine di recensioni di altri viaggiatori che hanno lasciato i commenti sui vari siti sul web.

Volo aereo (con Alitalia: tutto andato alla perfezione) e hotel prenotati direttamente mediante internet.

PRIMO GIORNO: venerdì pomeriggio Il programma prevedeva, dopo la sistemazione all’hotel, una visita al Gran Bazar, la visita al Kariye muzesi e infine assistere alla cerimonia dei Dervisci.

Arriviamo all'aeroporto puntuali alle 13.30, ritiriamo i bagagli e ci apprestiamo alle formalità doganali (sufficiente la carta di identità, non si paga alcun visto, viene fornito un talloncino con un visto di ingresso da rilasciare all'uscita).

All'uscita, così come previsto dall’offerta alberghiera, troviamo un giovane ragazzo ad attenderci che ci conduce direttamente all’hotel.

Il viaggio dall'aeroporto all'hotel è durato circa 40 minuti (traffico notevole). Notiamo subito, lungo il tragitto, una grande cura nella tenuta dei parchi e degli stessi spartitraffico ricchissimi di fiori e con erbetta molto curata.

L'hotel Alkay, così come il volo aereo, era stato prenotato due mesi prima dopo aver valutato un mare di possibilità offerte da internet. La scelta di questo hotel era stato influenzata dalle referenze lasciate da altri viaggiatori, dalla sua collocazione nel cuore di Sultanahmet, e dall’ottimo prezzo.

Giunti all'hotel prima sorpresa: la mia prenotazione era in overbooking, non ho neanche il tempo di mostrarmi contrariato che mi garantiscono una sistemazione addirittura migliore.

In effetti l'ERBOY l'hotel dove abbiamo soggiornato, a pochi metri dal quello prenotato, si sarebbe rivelata un'ottima sistemazione, forse con le stanze un po' piccole ma pulitissime, dotate di televisore (nessun canale italiano) ma senza cassaforte. L'hotel, collocato nel cuore di Sulthanament dista di soli pochi metri da tutte le principali attrattive, la Moschea Blu, Santa Sofia, palazzo Topkapi, stazione di Siderki, ponte di Galata, gran bazar, bazar delle spezie son facilmente raggiungibili a piedi.

Abbiamo pagato circa 53 euro a notte, quota comprensiva di colazione (ottima e variegata) e del transfer dall’aeroporto all’hotel (la quota non prevedeva invece il transfer dall'hotel all'aeroporto).

Il personale si è rivelato cortesissimo e in particolare il manager, una giovane ragazza di nome Ayşe, che, cosa di non poco conto, parla anche italiano e che si sarebbe rivelata utilissima per le informazioni e consigli sul nostro soggiorno ad Istanbul. Prima di uscire ed immergerci nel gran bazar acquistiamo i biglietti (costo circa 20 euro a persona) per la cerimonia dei dervisci direttamente in albergo. Andiamo, come programmato, al gran bazar dove avremmo anche dovuto pranzare al tanto reclamizzato ristorante Havuziu situato proprio dentro il bazar. Nei pressi del gran bazar troviamo un ufficio del cambio (si chiamano DOVIZ, ve ne sono diversi in tutta la città e uno anche nel gran bazar), il cambio si rivela ottimo e non applicano commissione. Per la strada ci avvolge il canto dei muezzin che invitano alla preghiera e ci introducono al gran bazar.

Nonostante eravamo ben preparati il primo impatto è stato shockante (eppure pochi mesi prima ero stato alla medina di Tunisi!): alle 15.30 il gran bazar si presentava solo come un gran casino. Decine e decine di negozi affastellati con venditori che cercavano di attirare l'attenzione sulla propria mercanzia e soprattutto un fiume in piena di gente che rendeva impossibile persino di vedere i prodotti esposti nei negozi

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