Mi sono persa ad istanbul e non mi trovano piu’

Notte tra l’8 e il 9 giugno 2008 Sono a Istanbul, mi chiedo cosa penso di trovare, forse la ragione per cui mi sento molto attratta da questa città. Un po’ già lo so. Credo ci siano stati almeno tre ...

  • di Kia81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Notte tra l’8 e il 9 giugno 2008 Sono a Istanbul, mi chiedo cosa penso di trovare, forse la ragione per cui mi sento molto attratta da questa città.

Un po’ già lo so.

Credo ci siano stati almeno tre motivi che mi hanno fatto venire la fissa per Istanbul: 1) una pubblicità dove si vedeva una donna che correva in un bazar e io mi sono convinta che dovesse essere per forza il Gran Bazar di Istanbul; 2) Le canzoni dei CCCP Fedeli alla Linea alcune molto evocative a riguardo; 3) Ed infine il film “Che ne sarà di noi” dove la tipa che i protagonisti incontrano a Santorini dice che vuole andare in Turchia, perdersi nel mercato dell’argento a Istanbul e tornare ricoperta d’argento.

E ora dopo 5 anni di pushing ai miei amici e al mio ragazzo (ora marito) eccomi finalmente qui... Siamo arrivati a Istanbul, aeroporto di Sabiha nella parte asiatica della città, con 8 ore di ritardo per colpa della My Air...Arrivare a Istanbul alle 2:30 (3:30 ora locale) e vedere l’aereo atterrare in mezzo a quel tappeto di luci adagiate sul Mar di Marmara e il Bosforo è stata un’emozione grandissima. Dall’alto Istanbul e il Corno d’Oro sembravano un tappeto di velluto nero cucito con una miriade di perline arancioni, gialle e verdi cioè le luci della città, e da gemme più grandi, i battelli fermi sul Bosforo.

Il tassista pazzo che ci porta all’albergo a Eminonu canta e balla (!!) mentre ci porta a destinazione e attraversando il ponte sul Bosforo ci urla “Here Asia, here Europe...Welcome to Eurooooope!” ed è stato emozionante passare a tutta velocità su questo ponte, sia simbolico che non, che congiunge Oriente e Occidente.

Arriviamo in hotel (Hotel Agan a Eminonu) che sono le 4 del mattino, la stanza è piccolissima ma pulita e il bagno è un buco, ma non importa, quello che c’è ci basta.

Ora l’unica cosa che vogliamo è dormire...E poi cosa pretendere da una stanza con bagno privato e a soli 5 minuti da alcuni dei gioielli più preziosi della città per 17 euro a testa? Ma dormire sembra non essere possibile...Appena appoggiata la testa sul cuscino si alza il canto del Muezzin...Bellissimo, da far venire i brividi...No, non mi sto convertendo all’Islam, ma sono venuta qui senza pregiudizi e voglio sentirmi libera di esprimere le mie sensazioni...Da oggi in poi cercherò questo suono regolarmente, ogni 4 ore nell’aria speziata di Istanbul...E ora posso concedermi a Morfeo... Lunedì 9 giugno Facciamo colazione e poco dopo le 10 siamo già in pista...Istanbul è ai nostri piedi, da dove cominciamo? Prima destinazione il palazzo Topkapi (cioè il palazzo dei Sultani), il suo Harem e il tesoro.

L’impatto con le maioliche di Iznik all’entrata dell’Harem, vicino alle stanze dove vivevano gli Eunuchi mi lascia senza parole...Sono magnifiche e poi pensare che sono state dipinte una ad una artigianalmente senza i metodi odierni di stampaggio ne accresce il fascino.

Harem significa PRIVATO, è questa infatti l’area del palazzo dove il Sultano viveva con le sue centinaia di concubine (Solimano il Magnifico ne ha avute anche 500 contemporaneamente) e con la madre. Attraversando tutte le sale dell’Harem, una più bella dell’altra e arredate e decorate con un lusso sfrenato, immaginiamo queste donne bellissime, intriganti e anche furbe.

Siccome per una legge del tempo non si poteva assoggettare in schiavitù né Cattolici, né Musulmani né Ebrei, le belle concubine venivano principalmente dalla Russia e dai paesi Slavi, quindi si immagina fossero davvero belle.

Le maioliche, gli intarsi, le persiane di legno intarsiato e decorate con madreperla, le vetrate colorate e gli hammam di marmo fanno immaginare lo sfarzo del palazzo e danno l’idea di un palazzo dalle mille e una notte

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