Istanbul dal 2 al 6 gennaio

L’ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze natalizie (22 dicembre) ci rechiamo in agenzia per cercare offerte per una capitale europea dal 2 al 6 gennaio. Non abbiamo le idee chiare, qualsiasi meta potrebbe essere potenzialmente quella giusta. Con 460 ...

  • di teollo
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L’ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze natalizie (22 dicembre) ci rechiamo in agenzia per cercare offerte per una capitale europea dal 2 al 6 gennaio. Non abbiamo le idee chiare, qualsiasi meta potrebbe essere potenzialmente quella giusta. Con 460 euro ci offrono praticamente ogni capitale (volo + 4 notti) e così decidiamo per Istanbul, ex Bisanzio, ex Costantinopoli! Abbiamo speso altri 440 euro e abbiamo girato in lungo e in largo, senza rinunciare a nulla ma mangiando nei ristoranti che più ci attiravano, fumando tutti i narghilè che volevamo, bevendo tutte le birre e il raki che volevamo, visitando tutti gli hammam che volevamo e comprandoci un bel backgammon a testa da portare a casa! Di certo la città me la immaginavo più economica: per es. Un gettone del tram che attraversa la città costa 0,80 euro (non proprio regalato), e l’ingresso ai bagni turchi storici costa 25 euro. Detto questo, ne vale veramente la pena! A noi è piaciuta molto! Anche per quanto riguarda il discorso sicurezza (so che ad alcuni Istanbul mette ancora un po’ di paura) posso parlare bene della città: molto europea, abbastanza turistica e in molte zone piena di taxi e polizia. C’è sempre in giro un bel po’ di gente “normale”. Noi eravamo in due ragazzi, quindi forse meno “vulnerabili”, ma non abbiamo mai mai mai avuto nessun problema o paura (a parte forse quando ci siamo persi una sera nel mercato delle spezie che era a quell’ora chiuso e senza anima viva in giro se non qualche gatto randagio che cercava avanzi delle bancarelle).

2 gennaio – modalità roulette russa si parte da malpensa in ritardo di circa un’ora con volo charter Freebird (compagnia mai sentita e con i sedili piuttosto vicini gli uni agli altri, ma tutto sommato si viaggia bene) e atterriamo a Istanbul. Lì ci attende una sorta di guida (il trasferimento da-per l’aeroporto era incluso nel prezzo) che doveva “scortare” tutta la mandria di turisti in albergo. Scenetta un po’ triste perché mi sentivo un pò come quei giapponesi che viaggiano con la guida con ombrellino. Appena saliti sul bus ci offrono ogni sorta di tour per Istanbul a prezzi ovviamente gonfiati. Comodo per chi non vuole “avventurarsi” un minimo nella città e per le famigliole, ma se fai da te spendi la metà e io consiglio senz altro di fare così! Arrivati all’hotel “Orient Mintur” lasciamo i bagagli ed andiamo a farci un giretto. L’albergo si trova in zona Aksaray, vicino al tram e al treno, quindi lo consiglio per la comodità con cui ci si può muovere, anche se non ho idea di quanto possa costare perché noi avevamo un pacchetto volo + notti. Sono le 15 e non abbiamo ancora pranzato, decidiamo di farci quindi il primo kebab di una lunga serie che mangeremo durante la vacanza! Entriamo in un selfservice e ordiniamo. Arrivati al momento di pagare e prendere le bibite chiediamo una bella birretta gelata ma con nostra grande disapprovazione scopriamo che non la vendono, perché “qui siamo musulmani”. Disastro! Ci rifilano in cambio una specie di yogurt di capra (tipo danup) che abbiamo digerito dopo qualche ora... Mangiamo sconsolati il kebab (per altro anche freddo!) mentre Stefano pensa quasi quasi di tornare a casa... Ci incamminiamo digerendo yogurt di capra verso il centro (Sultanahmet, zona moschea blu), non senza fermarci in un altro negozietto dove per fortuna vendono birra (chiedete sempre prima di entrare, dipende da quanto sono “religiosi”!). Entriamo in Aya Sofya e riusciamo a visitarla tutta prima che chiuda. Molta bella. Dopodichè entriamo, lì vicinissimo alla Cisterna Basilica, uno dei monumenti che più mi sono piaciuti. È una serie di colonne con la base immersa nell’acqua, illuminate in maniera molto scenografica. Altra birretta defatigante e iniziamo ad essere un po’ stanchi e infreddoliti (abbiamo patito un gran freddo in questa vacanza!). Poiché tutti parlano di bagni turchi-hammam, ci decidiamo a provare. Lì vicino la Lonely Planet segnala il Cagualoglu hamam e lì ci dirigiamo . Il luogo è molto scenografico e storico e c’è un cartello con scritto “uno dei 1000 posti da vedere prima di morire” poiché è stato inserito nell’omonimo libro di una giornalista del New York Times. Beh, io consiglio a tutti di andarci! Sono 20 euro bene spese e non si può andare a Istanbul senza provare! Innanzitutto ti danno un camerino dove cambiarti e degli zoccoli. Poi si entra nell’hamam vero e proprio (rigidamente diviso per sesso) e ci si rilassa. La cosa davvero particolare da provare è il “lavaggio”. Degli omoni (solitamente coi baffi) ti lavano nel vero senso della parola, ti insaponano, ti massaggiano. Sembra molto gay detto così, ma non lo è affatto, è la loro tradizione. Noi l’abbiamo provata e ci siamo anche fatti due risate! Da provare assolutamente! Ristorati dal calore del bagno turco, ci incamminiamo verso il ristorante Hamdi et Lokantasi, molto decantato dalla Lonely Planet. Si trova proprio di fronte alla Moschea Nuova, con vista sul Bosforo. L’ideale per coppiette, meno per due colleghi in ferie... il posto non ci è dispiaciuto ma neanche ci ha entusiasmato e poi pensavamo di spendere meno di 33 euro a testa! È vero, abbiamo mangiato il meze (una sorta di antipasto dove ti portano dei piatti e tu scegli quelli che vuoi), il kebab (che non era un panino-piadina ma un vero e proprio piatto di carne con verdure e pane a parte), il dolce nazionale al pistacchio, qualche birretta e il raki (simile alla nostra sambuca), però nessuno ci aveva detto dei costi “europei” della città! Dopocena torniamo in zona mosche blu e ci imbuchiamo al Sultan Pub dove fumiamo il primo narghilè della vacanza, chiacchierando con il ragazzo che lo gestiva (abbiamo incontrato sempre gente molto amichevole e con la voglia di chiacchierare con i turisti). Nel frattempo Ste ammicca a un gruppo di 5 ragazze col velo che però non ci cagano neanche di striscio... distrutti verso l’1 torniamo in camera. Tenendo conto che alle 5:30 ci siamo svegliati a Milano e ci siamo anche spupazzati quasi 3 ore di volo, per oggi abbiamo fatto abbastanza! 3 gennaio – modalità roulette russa Ci svegliamo di buon ora e veniamo accolti da un’avvolgente e calda (si fa per dire) nevicata. Ma Istanbul non era circa alla latitudine di Napoli-Bari-Roma??? Vabè, incuranti delle intemperie ma assai tremanti andiamo al Grand Bazar, almeno è al coperto! Il posto è davvero enorme e vendono un po’ di tutto, soprattutto tappeti e cianfrusaglie per la casa. Di vestirario invece ho visto ben poco (mi aspettavo molto di più, stile Bangkok). In definitiva abbiamo girovagato un po’ qua e un po’ là senza entusiasmarci molto e senza comprare nulla. Ci ha dato un po’ l’impressione di un gran baraccone costruito ad arte per i turisti. Di storico ha mantenuto soltanto le mura! Per sfortuna (o fortuna) in questa occasione eravamo senza le morose che avrebbero di certo apprezzato più di noi tutto ciò che era in vendita. Noi invece ci sediamo per un thè, giusto il tempo di conoscere uno strano tipo mercante di gioielli che commercia anche con l’Italia (Venezia), la Spagna, la Germania etc: piccolo il mondo! Visitiamo anche la moschea di Rustem Pascià, molto bella (occhio che bisogna sempre togliere le scarpe, non portate le calze bucate come noi!). Arriviamo finalmente alla zona delle spezie, dove compriamo un po’ di noci, pistacchi, thè e spezie. Ci rituffiamo sotto la neve giusto il tempo di entrare alla Nuova Moschea (“probabilmente solo a Istanbul una moschea di 400 anni può essere definita nuova”, come dice la Lonely Planet). Molto molto bella. Prendiamo il tram, attraversiamo il ponte e passeggiamo un poco (sempre sotto la neve, porca miseria) per Beyoglu. Stremati dal freddo entriamo al Konak, ristorante sulla strada principale. Molto buono! E poi la zuppa di lenticchie ci riscalda un pochino. Se concludiamo con il fatto che hanno (secondo me) sbagliato a farci il conto e ci hanno fatto pagare tipo 5 euro a testa (se non meno, non ricordo), usciamo molto soddisfatti. La neve purtroppo non ha smesso e così, dopo aver passeggiato ancora per Beyoglu (quartiere molto molto europeo, forse troppo?) osservando le ambasciate disseminate qua e là e aver visto il panorama dalla zona della torre di Galata (ricordate che Beyoglu è su una collina, piuttosto faticoso continuare a salire e scendere per girarla bene!) andiamo al Galatasaray hamam del 1481. E’ l’hamam più caro e caldo della città. Se ne dovete scegliere uno solo da visitare, andate al Cagualoglu: è più in centro e costa meno. A noi è piaciuto anche questo, comunque. Ci riscaldiamo e ricarichiamo, dopodichè andiamo a mangiare al Musa Usta Adana Kebap Salonu, sempre in zona. Stessa cena del giorno prima, circa 25 euro a testa. Usciti giriamo un po’ a Beyoglu di notte, infilandoci per una birretta in uno dei numerosi locali dove suonano cover band. Entriamo poi in un jazzclub dove però, purtroppo non suonano e decidiamo allora di incamminarci verso casa. Durante il tragitto però troviamo un cafè dove hanno il narghilè e ci concediamo allora una fumata con relativa partita a backgammon. Ora siamo davvero stanchi e soddisfatti per andare a letto,,,,,,,,,, 4 gennaio – modalità roulette russa Ci alziamo sperando che il tempo sia migliorato, e invece nevica più del giorno prima! Terribile! Non ci resta che coprirci bene, imprecare e prendere il tram per il centro. Ci decidiamo a visitare la Moschea Blu (potrebbe essere considerata la “san pietro” di istanbul). Molto bella. Lì vicino c’è il Topkapi, un tempo centro direzionale del paese e luogo dove viveva il sultano. Sperando di riparci un po’ dal maltempo ci tuffiamo nel complesso. Mettete in conto almeno un paio d’ore per girarlo, è davvero enorme (e noi l’abbiamo visitato piuttosto in fretta). È davvero molto bello con un sacco di oggetti preziosi esposti che ci sono piaciuti (di solito non amo queste cose, invece qua mi sono piaciute). Nella zona più a nord c’è una vista panoramica sul bosforo davvero bellissima. O almeno credo, visto che noi potevamo solo osservare la tempesta di neve che imperversava sulla città,,,, lì c’è un self service carino dove mangiare nelle giornate di sole, data la splendida vista di cui si gode. Ultima chicca del palazzo è l’harem dove il sultano teneve recluse le 80 russe rapite qua e là per l’asia. Il corano vieta infatti di rendere schiavo un altro musulmano e così il sultano ha visto bene di imprigionare le russe non musulmane. Fatta la legge, trovato l’inganno. Mica scemi, eh? L’harem è molto bello e suggestivo, se si pensa a cosa conteneva e al potere suo padrone. Da visitare. Stremati all’inverosimile dal freddo, dopo aver scritto qualche mail a casa ci rechiamo in un cafè a fumare narghilè e giocare a backgammon. Neanche a farlo apposta, dietro di noi, un tavolo di russe. Ovviamente Ste è diventato matto, giocando malissimo e perdendo sempre... Consiglio di usare gli internet point per comunicare a casa, visto che il cellulare è piuttosto caro. I miei “amiconi” della wind, per una chiamata ricevuta di 2:07 minuti, mi hanno spillato 4 euro! Usciamo dal locale e ci concediamo l’ultimo bagno turco al Cemberlitas hamam, zona Gran Bazar. Di per sé è quello che ci è piaciuto meno dei tre che abbiamo visto, comunque ci siamo rilassati (la Lonely Planet diceva “non capita molto spesso di avere l’opportunità di fare un bagno turco in un edificio che risale al 1584, per cui, forse, è il caso di approfittarne”). Passeggiata per il ponte che porta a Beyoglu e andiamo a cena vicino alla torre di Galata, da Galata House. Il posto è un ex carcere inglese trasformato in ristorante georgiano da questi due anziani coniugi russi. Non si mangia male e ci siamo divertiti, soprattutto quando la padrona di casa si è messa a suonare al piano qualche canzone tradizionale russa! Spesa nella media. Lì vicinissimo c’è il Nardis Jazz Club, forse il miglior jazz club della città. Entriamo (15 euro) e assistiamo a un bel concerto jazz, molto piacevole. Di fianco a noi un signore gay che vedendo due ragazzi non accompagnati attacca bottone con noi e con cui facciamo due chiacchiere. Dopo aver chiarito i nostri gusti, ci racconta che è di Bristol ed è la decima volta che viene a Istanbul. Quando si presenta lo chef di un ristorante della zona, di dieci anni più giovane, suo “grande” amico, capiamo il perché! In questa vacanza abbiamo avuto qualche approccio gay perché ci vedevano da soli e si facevano strane idee. A noi queste cose non interessano (per carità, i gusti sono gusti) però devo dire che anche per i gay Istanbul può essere una città gradevole, molto meno musulmana e intollerante di quanto si possa immaginare. Anche le donne sono trattate quasi alla pari degli uomini e di ragazze col burka o anche solo col velo ne abbiamo viste davvero poche. Erano quasi tutte vestite all’occidentale. Dopo il concerto torniamo nel cafè dove eravamo stati la sera precedene ma ci cacciano senza troppi giri di parole, vista l’ora tarda. Girovaghiamo un po’ per Beyoglu, un kebab, un cheesburger e torniamo a casa in taxi. Con meno di 10 euro (totali) ti portano dove vuoi da qualsiasi parte della città. Quindi molto comodo. Ricordatevi però di chiedere sempre di accendere il tassametro! Riposo, sperando che domani almeno non nevichi! 5 gennaio – modalità roulette russa Sembra che finalmente il sole abbia intenzione di farsi vedere e ci dirigiamo quindi decisi in zona bosforo, per fare una minicrocera di qualche ora. Inutile dire che ci sono decine di procacciatori di gite e crocere etc etc una più bella dell’altra (ovviamente per chi vende). Noi ci facciamo abbordare da un tizio strano con la faccia simpatica che si fa chiamare “captain”. Ci promette un bel giretto su una barca piccola guidata da lui e per una cifra ragionevole rispetto ai costi che anche gli altri proponevano. Ci chiede di aspettare che agganci altri turisti, in maniera da riempire la barca. Dopo poco abborda due inglesi. Ci chiede di aspettare ancora ma gli inglesi si spazientiscono e minacciano di andarsene. Così si decide di partire con 4 passeggeri e sembra che la combriccola sia completa. Il capitano ci chiede di seguirlo fino al molo della sua nave. Distanza dai molti principali: almeno 20 minuti a piedi! A metà strada gli inglesi, piuttosto in carne, si stufano e decidono di abbandonare la compagnia, dileguandosi misteriosamente. Il capitano, dispiaciuto, ci dice che con 2 passeggeri non può salpare e ci richiede di tornare nella zona principale a cercare alti turisti. Dato che ci sta simpatico accettiamo. Che tipo! Il nostro amico prende confidenza e chiede a me di vendere per lui il tour, visto che gli altri turisti ascolteranno più me che un turco che parla sputando (poverino). Io accetto e raccatto una famigliuola di Firenze con 2 figli giovani. Ora ci siamo, si salpa! www.Erdemtour.Com da provare! Lui è un personaggio imperdibile. Appena a bordo, mette Stefano a pulire tutti i vetri della barca con uno straccio che definire sporco è dir poco. Ci fa fare un bel giretto facendoci anche da cicerone. Molto divertente! E poi ci fa vedere le foto dei suoi tour che d’estate devono essere davvero belli! Alla fine, come ciliegina sulla torta, accende un autoradio collegata a un impianto stereo casereccio e ci assorda per un po’ con musica da discoteca turca. Il tour è bello e va fatto perché il panorama merita. Ci facciamo lasciare (come fosse un taxi) al quartiere di Besiktas, così ne approfittiamo per girare un po’ anche lì. Nel frattempo è tornato il freddo e un po’ di nevischio,,,,ci rifugiamo in un Pizza Hut per ristorarci e poi prendiamo un traghetto per Uskudar, in maniera da poter dire che abbiamo anche messo piede nella zona della città asiatica (come sapete Istanbul è parte in europa e parte in asia). Il tempo di un giretto al mercato e un thè e torniamo nella zona Moschea Blu. Narghilè e thè di nuovo (è davvero impossibile stare fuori con questo freddo!). Andiamo poi alla stazione del treno per arrivare al “miglior kebab della città” (definizione lonely planet): il Develi, vicinissimo alla stazione di Mustafa Pasa. È davvero un bel ristorante dove si mangia benissimo e non ci siamo affatto tirati indietro! Il mio kebab con yogurt era ottimo! Solita spesa, ma abbiamo mangiato davvero come due maiali. Veramente un bel posto: merita e lo consiglio. Ha il difetto di non essere in centro, ma è davvero vicino alla stazione del treno. Per il ritorno, se siete in coppia, consiglio un taxi. La zona è bella, ma la stazione era deserta e pure il treno. Noi non abbiamo avuto né problemi né paura (anche perché ubriachi di raki) però con la fidanzata mi avrebbe dato un po’ fastidio. Concludiamo la serata al Backpackers Bar (zona Mosche Blu), dove ci si sdraia su cuscini e tappeti per terra, senza scarpe, fumando e giocando a narghilè. A dir la verità volevamo anche attaccare bottone con le due americane che ci erano sefute a fianco, ma se ne sono andate non appena mi sono tolto le scarpe...Rotoliamo fino a casa e andiamo a nanna

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