Istanbul e Cappadocia

Colazione nella terrazza sul tetto con vista a 360 gradi sulla Moschea Blu, Aya Sofia ed il Bosforo. Colazione turca; thè o caffè, pane, pomodori, cetrioli, prosciutto, formaggio, marmellata, burro e miele. La vista è incantevole e la colazione ci ...

  • di valeriabarenghi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Colazione nella terrazza sul tetto con vista a 360 gradi sulla Moschea Blu, Aya Sofia ed il Bosforo. Colazione turca; thè o caffè, pane, pomodori, cetrioli, prosciutto, formaggio, marmellata, burro e miele. La vista è incantevole e la colazione ci soddisfa. Ci incamminiamo verso il Palazzo Topkapi. E’ enorme. Visitiamo le cucine, la mostra di vasi cinesi, quella con i regali ricevuti dal sultano, quella con le armature, le spade e gli scudi usati dai guerrieri turchi: le spade sono dritte o ricurve, con l’impugnatura cosparsa da pietre preziose e con scritte del corano sulle lame. C’è anche una spada medievale lunga almeno 2 metri... per giganti?!?! Passiamo alla sala del Consiglio con una stanza soprelevata dove, attraverso una griglia, il sultano ascoltava quanto discusso dai consiglieri.

E ancora il palazzotto dove il sultano riceveva gli ambasciatori provenienti dai paesi stranieri e la biblioteca. Questo mondo da “mille e una notte” diventa ancora più concreto con la mostra dei gioielli, tantissimi: da un trono in oro con centinaia di pietre preziose, a diademi, anelli con il sigillo del sultano, collane e bracciali, il cranio ed il braccio di S. Giovanni Battista coperti da perle e pietre preziose fino al famoso pugnale Topkapi e ad un diamante (terzo al mondo per dimensione) che fu scambiato da un poveraccio che lo trovò in una discarica in cambio di 3 cucchiai di legno. Attraversiamo cortili con alberi che riparano dal caldo estivo, con vista sul Bosforo e Torre Galata. Visitiamo infine un edificio in cui si trovano alcune reliquie di Maometto: pelo di barba e capelli, un dente ed il suo mantello. Tutto racchiuso in appositi scrigni... Ma ci sarà davvero qualcosa dentro?? Un uomo dalla barba nera vestito di bianco recita continuamente una preghiera. Il museo si affolla di scolaresche dai grembiuli blu ed i colletti bianchi. Schiamazzano e salutano i turisti con il classico “Hallo!”. Nessuna bambina porta il velo sul capo, tutte hanno il grembiule blu, gonna e pesanti collant bianche o in tinta col grembiule..Con questo caldo! Nel complesso non sono molto diversi dai bambini italiani, anche loro parlano l’inglese “basic” imparato a scuola. Gli adolescenti delle scuole superiori hanno anche loro la divisa: gonna o pantalone, giacca e cravatta. Usciamo dal palazzo e scendiamo lungo una strada percorsa dal tram, compriamo i biglietti per la cappadocia, arriviamo al mare e, da una bancarella, compriamo due panini con pesce cotto alla brace. Una panca di legno ospita a turno cinque persone, tocca a noi, ci sediamo e gustiamo seduti i nostri panini.

Fa caldo. Lungo il ponte Galata decine di uomini di tutte le età, la maggior parte anziani, pescano in continuazione. Sotto il ponte ristoranti alla moda. Attraversiamo il ponte. Facciamo un giro nel quartiere che ospita la “Torre dei Genovesi”, ci arrampichiamo lungo una ripida via che conduce a Torre Galata. Lungo la via i negozi sono “monotematici”, tutti vendono antenne tv e apparecchi elettronici. Sembra che qui ad Istanbul ogni quartiere sia specializzato in una determinata tipologia di commercio; incontreremo più tardi il quartiere delle banche, quello della biancheria e quello delle pietre preziose. Sotto la torre beviamo un tè. Riscendiamo verso il mare, attraversiamo il mercato del pesce e ci dirigiamo al bazar delle spezie. Qui si vendono spezie di ogni genere, noi ne riconosciamo solo alcune, ormai però, oltre alle spezie, vengono venduti anche altri prodotti. Me lo aspettavo più colorato. Risaliamo le strade di Istanbul ed arriviamo al Gran Bazar. Una guardia è all’ingresso. Un po’ di timore prima di entrare, ma ormai siamo dentro, un dedalo di stradine ci avvolge e ci trascina nelle sue viscere senza una direzione, in modo casuale. Negozi di tutti i tipi, raggruppati per tipologia, locali dove mangiare e bere e uomini che, su appositi vassoi, trasportano i classici bicchierini di tè a venditori ed acquirenti. I venditori sono molto meno pressanti di quanto scritto nelle guide. Lasciamo il bazar, albergo cena e giro serale in Sulthanamet. SECONDO GIORNO 30.5.06 ISTANBUL Oggi iniziamo con la visita di Santa Sofia (Aya Sofia), immensa; un tempo, quando i mosaici erano completi doveva essere veramente spettacolare, con i tasselli dorati che ne ricoprivano le pareti, oggi molti di questi tasselli non ci sono più, sostituiti da dipinti

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