Tour della Turchia

Istanbul: 4 giorni Cosa vedere: Siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo alle 19.00 con un volo MyAir, puntualissimo, e alle 22.30 eravamo già a fare una passeggiata per Sultanhamet, il quartiere storico di Istanbul. Abbiamo così avuto modo di assaporare da ...

  • di vins70
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  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Istanbul: 4 giorni Cosa vedere: Siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo alle 19.00 con un volo MyAir, puntualissimo, e alle 22.30 eravamo già a fare una passeggiata per Sultanhamet, il quartiere storico di Istanbul.

Abbiamo così avuto modo di assaporare da subito l’atmosfera offerta dalla Moschea Blu e dalla Basilica di Aya Sofya, una di fronte all’altra, illuminate in maniera molto suggestiva.

La mattina successiva inizia la visita vera e propria della città: la mattinata l’abbiamo dedicata alla visita della Moschea Blu, la più bella di Istanbul, e della Basilica di Santa Sofya, che era una basilica cristiana ai tempi dell’imperatore Costantino, poi convertita in moschea e ora in museo. L’architettura della basilica, del 400 d.C., ha rappresentato il modello architettonico delle successive moschee musulmane. All’interno, sono presenti numerosi mosaici bizantini; il più famoso e’ quello in cui Costantino e Sofia consegnano la città di Costantinopoli e la Basilica alla Madonna. Infine abbiamo visitato la basilica cisterna, cioè una cisterna sotterranea per la raccolta dell’acqua piovana, di epoca romana, artisticamente realizzata con la architettura di una basilica.

Il pomeriggio, invece, e’ stato dedicato al Gran Bazar, il grande mercato coperto, ed al bazar delle spezie; dato che sembrava vicina, siamo andati anche a visitare la moschea di Solimano, in cima a uno dei sette colli di Istanbul (in realtà e’ una gran scarpinata!!!).

La mattina del secondo giorno e’ stata interamente dedicata alla visita del Topkapi, cioè il sontuoso palazzo dei sultani, e del relativo Harem, mentre il pomeriggio, dopo una visita alla torre di Galata per ammirare il panorama dall’alto, ci siamo rilassati con il “trattamento da sultano” all’hammam Cağaloğlu, considerato il migliore di Istanbul.

Il terzo giorno, invece, l’abbiamo dedicato ad una crociera sul Bosforo (non ci e’ sembrata, però, una cosa imperdibile...) e a passeggiare a zonzo per Sultanhamet. Albergo: Hotel Tashkonak, molto centrale, comodissimo per raggiungere a piedi tutti i principali luoghi di interesse. Abbondante il buffet della prima colazione, tipica alla turca (vedi “La cucina turca”). Unico difetto: aveva il minareto di una moschea proprio davanti alla nostra finestra, quindi ogni mattina la sveglia ci era “gentilmente” offerta alle 05.00 dal canto del muezzin...Prezzo 60 euro a camera per la doppia con colazione.

Mangiare: molto buono per i gozleme il ristorante all’aperto Cafe’ Mesale, a fianco della Moschea Blu, e anche per fumare un narghilè con la vista della moschea, il tutto a prezzi ottimi. Un altro ristorante valido l’abbiamo trovato nella zona di piazza Taksim (la Istanbul moderna) con il menu formato da una enorme selezione di meze (antipasti). Scadente invece il ristorante consigliato (come top!!!) dalla guida Lonely Planet a Sultanhamet.

Cappadocia: 3 giorni Cosa vedere: Dopo un’ora di traffico, riusciamo a uscire dal caos di Istanbul con la Ford Fiesta presa a noleggio, e ci dirigiamo verso la Cappadocia; la strada e’ molto buona (autostrada fino ad Ankara, poi strada statale a due corsie) e poco trafficata; arriviamo alle 18.00, dopo aver percorso circa 750 km, e ci sistemiamo all’hotel Saksakan, nel centro di Goreme. La mattina seguente ci siamo recati al cosiddetto Museo a cielo aperto di Goreme, cioè una zona rocciosa poco fuori dal paese in cui sono presenti numerose chiese rupestri, alcune con affreschi molto belli. Queste chiese ed abitazioni, scavate direttamente nella roccia, sono stati i primi rifugi dei monaci cristiani che sfuggivano alla persecuzione romana. Al pomeriggio invece abbiamo visitato Uchisar, un paese molto caratteristico, con i pinnacoli di roccia trasformati in abitazioni, e da cui partono i sentieri della Valle Rosa, così chiamata per il colore delle sue rocce

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