La porta d'oriente

La porta d'oriente, la città a cavallo di 2 continenti, Costantinopoli, Bisanzio. L'aria che si respira è l'aria del medio oriente. Il vento ha il profumo speziato dei cibi, dell'acqua di rose che non manca mai nei ristoranti. Ho passato ...

  • di Bakodelmillenni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La porta d'oriente, la città a cavallo di 2 continenti, Costantinopoli, Bisanzio. L'aria che si respira è l'aria del medio oriente. Il vento ha il profumo speziato dei cibi, dell'acqua di rose che non manca mai nei ristoranti. Ho passato 4 giorni a Istanbul e ho cercato di vedere le principali meraviglie.

6-01-2005 l'aereo è maledettamente scomodo, perché da Roma farò scalo a Zurich, un'ora di scalo e poi via giù verso la costa dei balcani. Il visto per entrare in turchia costa 10 dollari e vicino al banco del controllo c'è un bancomat, dove ho ritirato vari milioni di lire turche. L'aeroporto di Attaturk è ben collegato al centro, c'è un tram che in 30 minuti ti porta fino a Eminonu, sul Bosforo. L'hotel che ho trovato sta a hudavendigar caddesi, vicino alla stazione dei treni di Sirkeci. Hotel Ilkai, 3 stelle. Pulito, ma alla reception c'era un forte odore di gasolio, non so per quale motivo, ma il prezzo era ottimo e quindi ho deciso di rimanere. Il primo giro l'ho fatto proprio verso la stazione di Sirkeci, in cerca di un ristorante dove poter mettere sotto i denti qualcosa. A piedi fino al ponte di Galata, dove sotto al quale ci sono una sfilza di ristoranti con vista sul corno d'oro, ma stranamente erano tutti vuoti, magari senza motivo, però decido di tornare indietro e cercare in alcune viette dietro l'hotel. Trovato un posto, ho mangiato kebap, kofta, eishbaladi, e i famosissimi baklava, dolci da star male.

7-01-2005 la colazione in hotel non è stata affatto male, e dopo una bella mangiata mi sono diretto a piedi verso il quartiere di sultanhamet. Sulla strada mi sono fermato al museo archeologico, che stranamente era deserto, colmo di reperti assiro babbilonesi, ittiti, insomma tutto ciò che riguarda la Persia. Poi nello stesso comprensorio, c'è il museo della ceramica, e ci si può andare con lo stesso biglietto. Finita la breve visita, mi riincammino verso il Topkapi. Il biglietto è piùttosto salato per quanto costa la vita qui, ho deciso di risparmiarmi l'harem, ma la sala dei gioielli non me la voglio perdere. Infatti, il diamante del cucchiaio e tutto il resto è uno spettacolo. Con 3 ore me la cavo e riesco a vedere tutto bene. Si riparte, direzione sultanhamet. Di fronte alla chiesa (moschea) di Santa Sofia, c'è una cisterna sotterranea, uno spettacolo, le colonne sono una diversa dall'altra, e c'è ancora dell'acqua stipata nella cisterna dove scorrazzano decine di pesci rossi. Da lì, salgo e entro nella Chiesa di Santa Sofia, candidata per essere una delle 7 meraviglie del mondo moderno. Purtroppo gli iconoclasti hanno grattato via gran parte dei mosaici che solo nell'abside hanno resistito. 4 quadri a forma circolare ai 4 angoli della chiesa, con scritte in arabo, suppongo del corano. Comunque è uno spettacolo da vedere. Nel quartiere di Sultanhamet ci sono molte viette con ristoranti e bar, e mi sono fermato a prendere un thè alla menta, loro ne prendono anche 6 al giorno. Sono ritornato in hotel per una doccia, poi con un taxi mi sono fatto portare a Taksim square, dall'altra parte del corno d'oro. E' la parte più globalizzata della città, ci sono negozi alla moda e gli immancabili Mc donald...Un po' di shopping e poi cena. La scelta è ricaduta sul ristorante Konak, scelto per il semplice fatto che era pieno di persone del posto. Infatti ho mangiato benissimo e speso poco. Dopo un altro breve giro sono tornato a Sirkeci, nel mio hotel per il meritato riposo.

8-01-2005 sveglia presto, oggi c'è il sole per fortuna e non fa freddissimo come ieri. A piedi fino alla moschea blu, chiamata così per il colore delle ceramiche che ne rivestono completamente l'interno. Bellissima, il sole che filtrava dalle finestre e si rifrangeva sulle piastrelle colorava tutto di celeste. Finita la visita, ho fatto un giro all'esterno, verso l'ippodromo, fino a santa Sofia, per godermi il bel sole caldo. Da lì tram fino a Eminonu, e giro veloce per il bazar egiziano delle spezie. Tutti ti chiamano, ti invitano a vedere la propria bottega, ma ho poco tempo e i miei acquisti preferisco farli più tardi. Da lì taxi fino a S.Salvatore in Cora. Al contrario di S. Sofia, gli iconoclasti hanno risparmiato in parte i fantastici mosaici che ne ricoprono l'interno. La piazzetta su cui affaccia la chiesa-moschea è molto caratteristica, con fumerie di nargilè e tavolini all'aperto per prendere il thè. Da lì mi sono diretto verso la moschea di Solimano il magnifico. E' meno turistica di quella blu, infatti le donne, anche le turiste devono coprirsi la testa. Il soffitto è annerito dalla fuliggine delle numerosissime candele del lampadario, e mi hanno detto che quella fuliggine viene usata per fare l'inchiostro. Intorno al cortile della moschea c'è un piccolo cimitero islamico, le lapidi sono curiose, perché in cima ci sono dei cappelli scolpiti nella pietra che indicano il mestiere che svolgeva il defunto. Da lì, a piedi fino al Gran Bazar, un bel po' di strada, tant'è che arrivato al Suk mi sono dovuto sedere prima di entrare, per riposarmi e rifocillarmi. Il Bazar è un vero labirinto e c'è di tutto. C'è profumo di incenso, di spezie, di cibi conditi. La parola d'ordine è contrattare, sempre, su tutto, fino all'esaurimento. Il discorso è sempre lo stesso, ti vedono che sei un turista e sparano alto, poi sta alla tua abilità. In genere si ottengono sconti del 30-40% su qualsiasi articolo. Occhio ai portafogli, è il paradiso per i borseggiatori, soprattutto nelle viette dove c'è la ressa di gente. Gli oggetti in ceramica sono veramente belli, c'è l'imbarazzo della scelta! Torno in albergo, per dormire un po', la giornata è stata pesantissima! Dopo un oretta di sonno, di nuovo in strada...Taksim...Il ristorante Konak mi è piaciuto talmente tanto che ci sono ritornato. Poi di nuovo in Hotel

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