Fantastico Tour delle Oasi

Un’ora o poco più di volo per trovare un pezzetto d’Africa, così vicino e così lontano da farti dimenticare almeno per poco tempo il traffico e i contrattempi che il nostro bel paese comporta. Questa volta io e la mia ...

  • di katiafede
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Un’ora o poco più di volo per trovare un pezzetto d’Africa, così vicino e così lontano da farti dimenticare almeno per poco tempo il traffico e i contrattempi che il nostro bel paese comporta. Questa volta io e la mia ragazza abbiamo deciso di tornare in Tunisia, qualche anno fa’ infatti eravamo stati al nord di questo bellissimo paese ma una settimana non ci era bastata, e pochi giorni nella capitale Tunisi e qualche escursione non avevano placato la nostra voglia d’avventura. Io e la mia inseparabile compagna di viaggio, munita di macchina fotografica, ci siamo regalati un piccolo ma avventuroso tour del sud delle oasi tunisine della durata di sette giorni e altrettanti di mare e relax sulle spiagge della tranquilla e pacifica isola di Djerba. Attraverseremo il sud della Tunisia a bordo di una jeep 4x4 partendo da Djerba fino ad arrivare fino a Tamerza passando da cittadine come Medenine e Tatatuine, visitando oasi da sogno al confine del deserto come Ksar Ghilene e città come Douz e Touzeur, passando per il lago salato di Chott el Jerid il tutto “on the road” coprendo qualcosa come 1400 Km di cui la maggior parte composti da piste nel deserto...Ci aspetta qualcosa di davvero unico.

Sul fuoristrada a completare il gruppo due colleghe della mia ragazza, Stefania e Marina, e una coppia un po’ matta di toscani, Laura e Fabio.

Alla guida del mezzo meccanico un autista di poche parole, Ice (scopriremo poi che non parla italiano ma bravissimo sullo sterrato) e una guida giovane ma davvero in gamba, Hamdi, che doserà nozioni storiche e geografiche (poche ma incisive) assieme a lunghe chiacchierate da amici al bar. Tutti a bordo, le sacche ben legate sul tetto della jeep, via si parte! Ah dimenticavo io che scrivo sono Federico e la ragazza che fotografa è Katia.

1° GIORNO Arriviamo a Djerba alle cinque di mattina: la hall dell’albergo è semi-deserta visto l’orario, solo un cordialissimo receptionist ci assegna le stanze e mentre un po’ scombussolati dal viaggio in aereo ci avviamo verso le rispettive camere, contenti in vista di un po’ di riposo, veniamo subito avvertiti che la jeep arriverà a prenderci solo dopo un’ora dal nostro arrivo. Purtroppo abbiamo voluto l’avventura e così dopo una breve rinfrescata tutti fuori nel cortile dell’albergo.

Comincia ad albeggiare e lì incontriamo Fabio e Laura i nostri compagni di viaggio.

Come inizio non c’è male, nemmeno il tempo di un caffè e siamo subito in partenza sulla nostra bella jeep non nuovissima ma adatta allo scopo...Si parte in direzione Medenine.

Si sta strettini sul 4x4 ma comunque comodi, quattro chiacchiere fra noi e capiamo subito che per fortuna nostra più che un tour ben organizzato con tappe rigorose e mercatini fatti apposta per turisti da fregare sarà un viaggio tra amici appena conosciuti per scoprire il lato più nascosto di questa nazione e del suo popolo.

Dieci minuti di strada attraversando il ponte che collega l’isola di Djerba alla terra ferma tunisina, e subito la prima sosta per ammirare il sorgere del sole e soprattutto pianificare con una cartina alla mano le nostre successive tappe.

Percorriamo uno dei pochi pezzi di strada asfaltata in direzione Ksar Hadada per arrivare alla nostra prima sosta vera del viaggio: le “Ghorfas” e un tipico villaggio berbero. Qui abbiamo giusto il tempo per un caffè, per un giro in un mercato dove la gente del posto compra e vende di tutto e per scattare le prime foto della nostra vacanza.

Di nuovo sulla jeep per continuare il viaggio verso l’estremità sud della Tunisia...Durante il percorso ci fermiamo per ammirare il paesaggio da un punto panoramico situato sulla sommità delle colline rocciose e incuriositi ammiriamo un bambino che porta a pascolare il suo gregge di caprette nei pochissimi punti verdi che ci circondano

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