Tunisia d'inverno: una gemma nel Sahara a due passi dall'Italia

Viaggio in solitaria tra città e deserti tunisini, sulle tracce di fenici, romani, ottomani, arabi, francesi e anche di George Lucas...

  • di kagno87
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Viaggiare è la mia piu grande passione, una vera ragione di vita. Viaggio appena ne ho l'occasione, non importa se vicino, lontano, lontanissimo, da solo, in coppia, con amici.... Negli anni mi sono creato una mappa su cui mi annoto tutti i luoghi interessanti che scopro in internet, tv, libri o per sentito dire, e il mio sogno è che piano piano riuscirò a vederne, se non tutti, almeno la maggior parte. Se vi interessasse dare un occhiata alla mia mappa (sentitevi liberi di scrivermi per segnalare altri posti che mi sono sfuggiti!) la trovate a questo link: https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1wgdiLntLID1Ik5NEFW8jiRmXAmU&hl=it&ll=-3.81666561775622e-14%2C0&z=1

Può sembrare strano, ma a volte per assaporare paesaggi, culture e usanze estremamente diverse da quelle­ a cui siamo abituati non serve andare all'altro capo del mondo, ma bastano un paio di ore di volo dalla nostra penisola. Il Nordafrica è stato da sempre un ponte tra culture, e lasciandosi alle spalle il Mediterraneo si ha la sensazione di avere davanti un'intero continente da scoprire, forse il più misterioso e ancestrale tra tutti.

Per queste vacanze di Natale la mia scelta inizialmente era caduta sul Marocco, avevo voglia di "uscire" un po' dal mondo e godermi un trekking di una settimana sul Jebel Saghro, bellissimo e semisconosciuto gruppo montuoso che divide le verdi oasi delle vallate a est di Marrakech dai vasti erg desertici dell'Algeria. Purtroppo però nessuna delle guide locali che sono riuscito a contattare, indispensabili per affrontare l'itinerario, aveva già in programma escursioni con altri partecipanti, e affrontarne da solo i costi iniziava a diventare proibitivo. Anche i posti liberi sugli aerei iniziavano a scarseggiare man mano che le date si avvicinavano. E' quasi d'impulso che ho allora optato per una meta alternativa: la Tunisia interna. Anche qui è possibile trovare stupende oasi, deserti di montagna, erg sabbiosi, vivaci città e importanti resti archeologici, e Dicembre è uno dei mesi migliori per assicurarsi cieli sereni, clima mite e... probabilmente i datteri migliori del mondo! In molti mi hanno fatto osservare che poteva essere una scelta "pericolosa". Premetto subito che questo Paese non sta attraversando il suo momento migliore. Gli ultimi anni sono stati decisamente burrascosi: nel 2011 la Tunisia è stata la prima tra gli stati islamici a rivoltarsi per guadagnare la democrazia dando un importante slancio alla "Primavera Araba", ma non tutto è andato per il meglio e i gruppi più radicali hanno subito cercato di approfittare del caos per imporre il loro controllo.

Nel 2015, gli attentati armati al Museo del Bardo a Tunisi e sulle spiagge di Susa non hanno certo migliorato la situazione di una nazione che sopravvive soprattutto grazie al turismo europeo. In questo clima confuso, è stato facile per i più disagiati farsi sedurre dagli estremismi, situazione dimostrata dal fatto che alcuni dei recenti attentati in Francia e Germania fossero collegabili, tra gli altri, anche a cittadini tunisini. Vi chiederete allora perché ho deciso di andarci proprio ora. Beh, i motivi sono principalmente due: in primo luogo non credo che in questo contesto una città europea sia né più né meno sicura di una tunisina (specialmente a Natale...). In ogni caso, informandomi, è risultato che le zone più "delicate" sono quelle sulla costa nord, verso il confine algerino, e i passaggi desertici verso la Libia, entrambe zone che non avevo in programma di attraversare. Il secondo motivo è che spesso si fa un gran parlare di immigrazione e di differenze religiose e culturali senza aver mai vissuto sulla propria pelle la realtà che sta dall'altra parte, e volevo approfittare di questa stagione di scarso turismo per entrare veramente in contatto con le persone del posto ed ascoltare le loro storie, capire cosa sta cambiando e cosa ci si puo' aspettare dai prossimi anni

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