Djerba (Tunisia)*************

Premessa. Abbiamo una settimana di ferie, non tanti soldini, ma tanta voglia di rilassarci, fare bei bagni di sole e di mare pulito, mangiar bene, avere la possibilità di praticare tanto sport (anche se sappiamo di essere troppo pigri), conoscere ...

  • di Luna Lecci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Premessa. Abbiamo una settimana di ferie, non tanti soldini, ma tanta voglia di rilassarci, fare bei bagni di sole e di mare pulito, mangiar bene, avere la possibilità di praticare tanto sport (anche se sappiamo di essere troppo pigri), conoscere una nuova cultura, vedere posti caratteristici, assaggiare sapori locali e la sera distrarci e divertirci un po’. Troppe pretese? Forse, ma proviamo a trovare un po’ di tutto a Djerba e... udite udite, anzi, leggete leggete... ci riusciamo! Soldini. Passaporto (anche se è valida pure la CI), qualche euro che cambieremo in dinaro (DT), una valigia leggera leggera e via! Per quanto riguarda la moneta locale, c’è da dire che gli euro si cambiano in hotel senza alcun costo di commissioni né tasse “strane” e poi, al rientro in Italia, si convertono i dinari solo ed esclusivamente all’aeroporto di Zarzis con un cambio per noi un po’ meno favorevole. Il mio consiglio è quindi quello di cambiare pochi euro alla volta. Ricordatevi pure che l’ultimo giorno probabilmente vi rimarranno i dinari restituiti per le cauzioni per i teli da mare, telecomando, cassette di sicurezza... A settembre 2006 un dinaro equivaleva a circa euro 0,65. All’aeroporto non dimenticate di portare la ricevuta con la quale li avevate convertiti.

Lingua. Comunicare a Djerba è facilissimo: tassisti, commercianti, ambulanti, parlano italiano, francese, inglese, tedesco ed ovviamente arabo! Ebbene sì, alla faccia nostra che per imparare una lingua studiamo come dannati, facciamo corsi su corsi... Lì fanno di necessità virtù e a forza di stare con i turisti apprendono bene le varie lingue. E’ divertentissimo sentirli parlare con i vari accenti dei dialetti italiani... alcuni fanno anche le caricature agli stranieri. Abbiamo assistito ad uno spettacolo sulla spiaggia rosa in cui due/tre tunisini mostravano gli atteggiamenti dei francesi, tedeschi ed italiani. Simulavano tutti accentuandone i pregi ed i difetti, le esigenze ed i tic... un vero e proprio cabaret! Rivedersi rappresentati da gente semplice che interpreta modi di fare occidentalissimi è stato veramente esilarante.

Volo. Abbiamo viaggiato col volo di linea Tunis Air molto affidabile e confortevole, hanno sempre servito un pasto (due panini con salumi loro, un po’ di insalata ed un dolce) ed in meno di due ore (il tempo di decollare e si è già in fase di atterraggio) siamo tranquillamente arrivati a destinazione! Vaccinazioni. Non ci siamo vaccinati, abbiamo portato con noi medicine per infezioni intestinali ma non ce ne è stato alcun bisogno. Alloggiavamo al ****NO PUBBLICITà**** dove addirittura l’acqua nelle stanze era potabile! Non l’abbiamo comunque bevuta - anche su loro consiglio - ma i denti ce li siamo lavati con quella ed abbiamo tranquillamente mangiato le insalate, la frutta... Clima. All’arrivo abbiamo trovato la stesa ora ed un clima mite e piacevole. La temperatura era di circa 30°C e soffiava un leggero venticello. La sera faceva un po’ più fresco, consiglio un paio di jeans ed una felpa (oltre che ad abbigliamento sempre molto informale). Nei locali l’aria condizionata non era esagerata a parte al Casino dove mi hanno riferito era paragonabile a quella di una cella frigorifera. Cibo. Sulle spiagge di Djerba si racconta di Ulisse che incontrò i mitici mangiatori di loto e, a proposito di mangiare, non abbiamo assolutamente sentito la mancanza dell’Italia! Il villaggio proponeva sempre un vasto e ricco menu con minimo 4 tipi di pasta, 4 secondi, fritti, pizza sempre calda e squisita quanto – se non di più – quella che mangiamo a taglio in alcune pizzerie italiane, contorni freddi e caldi, frutta e tanti dolcissimi dolci, al bar servono anche il caffè espresso! Alcune serate erano a tema, ma, a prescindere, si poteva sempre trovare di che sfamarsi. C’era la serata “pesce”, quella “tunisina”, “italiana”, “campagnola”... ed il mio suggerimento è quello di assaggiare e di gustare sempre le loro proposte. Le spezie sono molto usate per condire i vari piatti e quindi anche quella che sembra una semplice insalata (mechouia) può sapere di ... particolare... magari perché al pomodoro, al sedano, alla cipolla, al peperone ed alla verza tagliuzzata hanno aggiunto tanta menta...; ottimo il cous cous, una semola conditissima con tante verdure (zucca, zucchine, sedano, carote...), legumi (ceci in particolare) e con l’eventuale aggiunta di carne d’agnello o pesce. E’ una pietanza ricca e a volte molto piccante. Da assaggiare anche le brick, delle “sfogliatine” triangolari fritte molto croccanti ripiene di frittatine di verdura o carne; quella che noi chiamiamo peperonata, la loro chachouka e i dolci che sono dolci e spesso a base di miele, mandorle e datteri! Sì, i datteri! Li troverete ovunque... appesi su tantissime palme che ornano i villaggi, sulle strade e a rami sulle bancarelle, sui camioncini o per terra! Costano pochissimo ed io li ho presi a settembre, ancora attaccati ai ramoscelli, un po’ acerbi ma che conserverò in frigo fino a novembre/dicembre per poi gustarli maturi al punto giusto. Quelli che vendono i negozianti o gli ambulanti confezionati sono quelli che compriamo a Natale. Li pagherete un euro per gr. 250 (più o meno come in Italia). E’ assolutamente da assaggiare il famoso the alla menta che a fine pasto fa digerire, disseta e lascia un buon sapore

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