“Trieste ha una scontrosa grazia”… che piace

Un weekend per scoprire una città tra il mare e l'altopiano del Carso, ricca di contraddizioni e incredibilmente affascinante

  • di valemac82
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Due giorni a Trieste: un "assaggio" che ci strappa la promessa di ritornarci...

Non vi è mai capitato di aver voglia di visitare un posto perché sentite, o meglio presagite, che vi piacerà e colpirà positivamente? Ecco… è proprio da questa mia intuizione che ho fatto una grande scoperta: Trieste, città ricca di contraddizioni artistiche, culturali e storiche, dotata di una grande personalità e sicuramente tutta da esplorare. E sapete qual è stata la fortuna? Che io e il mio compagno Domenico abbiamo avuto come guida della città un nostro caro amico, naturalmente triestino!

Partiamo in treno la sera di un venerdì di luglio, lasciandoci alle spalle lo smog e l’afa di Milano e in poco più di 4 ore arriviamo alla stazione centrale di Trieste. Ci vengono a prendere e ci accompagnano al nostro b&b di design: molto bello, accogliente e pulito.

Fortunatamente abbiamo mangiato un paio di panini sul treno e non abbiamo fame, ma la voglia di fare un giro per assaporare un po’ di vita notturna triestina è tanta. Ci prepariamo al volo e usciamo.

Incontriamo il nostro “Virgilio” che ci fa attraversare il centro e percorrere tutti i 246 metri del Molo Audace, regalandoci così uno spettacolo davvero mozzafiato: Trieste che, con la sua bellissima Piazza Unità d’Italia, si affaccia direttamente sul mare, creando un gioco di luci e riflessi davvero suggestivo.

Il Molo Audace si chiama così perché alla fine della prima guerra mondiale, il cacciatorpediniere Audace fu la prima nave della Marina Italiana a fare il suo ingresso nel porto di Trieste.

Dal Molo Audace, il nostro sguardo abbraccia tutta la città e ci vengono indicati alcuni tra i maggiori punti di interesse: la Prefettura; il Palazzo Stratti, con lo storico caffè degli Specchi; il municipio, in stile eclettico, opera dell'architetto Bruni, sulla cui torre ci sono due statue bronzee, "Mikeze e Jakeze" che “suonano le campane” ogni ora; il Palazzo Pitteri, il più antico della piazza; il Palazzo Vanoli, sede di un noto albergo e il Palazzo della compagnia di navigazione Lloyd Austriaco poi Lloyd Triestino, e attualmente sede della Regione.

Ma torniamo alla Piazza Unità d’Italia, la più grande che si affaccia sul mare in Europa.

Nel centro della piazza, pavimentata di arenaria, sorge la Fontana dei Quattro Continenti, costruita a metà del ‘700; si chiama così per via delle quattro statue allegoriche che ricordano i tratti delle popolazioni dei quattro continenti fino a quel tempo conosciuti.Europa, Asia, Africa e America. Al di sopra delle quattro figure, ci sono due statue: una che rappresenta la città di Trieste e l’altra raffigurante un mercante. Il tutto è sovrastato dalla scultura della Fama. La fontana rappresenta simbolicamente la fortuna della città di Trieste dovuta all’istituzione del Porto Franco.

Ci dirigiamo verso l’Osteria da Marino in Via del Ponte e ordiniamo un Hugo, aperitivo di origine trentina, che si sta diffondendo anche a Trieste, a base di Prosecco, sciroppo di Sambuco e una spruzzata di Seltz.

Ormai si è fatto veramente tardi ed è ora di rientrare nel nostro b&b. Domani ci aspetta una giornata impegnativa e dobbiamo essere in forma!

Il giorno dopo ci svegliamo presto e facciamo una bella passeggiata ripercorrendo i luoghi che abbiamo visti la notte prima. C’è un bel sole e la temperatura è davvero piacevole.

Camminiamo con il naso all’insù perché sulle vie di Trieste si affacciano palazzi bellissimi, di notevole pregio architettonico e con stili anche diversi tra loro: neoclassico, eclettico, liberty e barocco. Stili che convivono con armonia con edifici di impronta asburgica.

Attraversiamo Piazza della Borsa dove sorge il Palazzo della Camera di Commercio, chiamato anche Borsa vecchia, perchè la Borsa si è spostata dapprima nel 1844 al Tergesteo, e poi nel 1928 in un palazzo adiacente chiamato appunto Borsa nuova

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