Due giorni a Trento: itinerari d’arte e scienza

Trento in 48 h, dal Castello del Buonconsiglio al Muse, con intermezzi da grand gourmet

  • di AlixA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La scoperta di Trento, città d’arte

Io e e un’amica decidiamo di visitare Trento, con un fulmineo weekend invernale; pur essendo già state in Trentino, nessuna delle due ne ha mai visitato il capoluogo, perché attirate dai meravigliosi scenari naturali delle Dolomiti, più che dalle sue città. Decidiamo di colmare la lacuna, approfittando delle tariffe in super-economy trovate sul sito di Trenitalia e prenotiamo il comodo frecciargento, che collega Roma a Bolzano; la nostra tratta, Bologna-Trento, ci costerà solo 18,00 €. E’ fatta, si parte!

Arrivate alla stazione di Trento, da Piazza Dante raggiungiamo in cinque minuti via Torre verde. Il nostro alloggio, riservato su booking, è l’Hotel America, con ottime recensioni dei clienti. E’ un alto edificio colorato di rosso, con alle spalle una storia affascinante di emigrazione negli USA, come suggerisce il suo nome. Alloggeremo in due singole b&b per 78,00 € a testa, il che in alta stagione non è male, visto che la gentile receptionist dell’hotel ci propone, compresa nel prezzo, anche la Guest Card: ingresso gratuito e salta-fila ai musei, più i trasporti cittadini. Calcoleremo, a fine viaggio, un risparmio di circa 25,00 €.

Sistemati i bagagli ci avviamo verso il centro. Due passi da via Torre verde ed ecco che Trento ci accoglie con i suoi addobbi natalizi e le sue vie spaziose ed eleganti. Una raffinata città d’arte, in tutto e per tutto, se non fosse per le montagne che le fanno da sfondo e per qualche caratteristico balcone in legno, che le donano un’inconfondibile atmosfera alpina: favolosa, soprattutto per gente di pianura come noi.

Via Belenzani, si svela nel fasto dei suoi palazzi rinascimentali, decorati di affreschi; tra tutti emergono le residenze gentilizie del 400’ di Palazzo Thun, sede attuale del comune, e del Palazzo Quetta Alberti Colico.

Quando sbuchiamo in Piazza Duomo, rimaniamo entrambe a bocca aperta per il magnifico panorama. Il colpo d’occhio ci restituisce un corteo di edifici monumentali, affacciati sulla piazza nella luminosa cornice dei monti. Case e palazzi, come in un viaggio nel tempo, ci raccontano la lunga storia della città e dei suoi personaggi, con il variare di gusti ed esigenze che ne ha modellato l’edilizia.

L’impronta medievale si afferma maestosa con le moli del Duomo ed del Palazzo Pretorio, colossi di pietra che chiudono ad angolo retto due lati della piazza, in bilico tra gotico e romanico.

La facciata settentrionale della Cattedrale di San Vigilio si allunga candida fino alla cupola a cipolla del suo campanile. Mostra alcuni dettagli particolari, come lo splendido rosone con la Ruota della Fortuna. Il Duomo risale al Duecento, pieno medioevo, ma cela tra le sue mura una storia più antica; la prima chiesa paleocristiana sorse infatti sul luogo di sepoltura di San Vigilio, primo vescovo di Trento e martire nel 405 d.c..

Notiamo la Porta del Vescovo, l’ingresso trionfale da cui passarono le gerarchie ecclesiastiche ai tempi del Concilio di Trento. Evento cruciale nella storia della città e del mondo cristiano, il concilio fu un’alzata di scudi nei confronti della riforma protestante e lavorò dal 1545 al 1563 per ridefinire alcune linee fondamentali del cristianesimo. Sembra che, per l’occasione, gli alti prelati abbiano fatto sloggiare i poveri dalla città, collocandoli oltre l’Adige..

Le mura imponenti del duecentesco Palazzo Pretorio, adiacente al Duomo, evocano quasi l’immagine di un castello; il suo aspetto pittoresco è dovuto ai restauri che hanno ripristinato l’originario impianto medievale. Dominato dalla Torre Civica e ornato di suggestive merlature ghibelline, fu l’antica residenza dei Principi Vescovi, prima della costruzione del Buonconsiglio; inseguito divenne sede della Corte di Giustizia e del Pretore, da cui prende il nome, mentre oggi ospita il Museo Diocesano Tridentino

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