Verde... in tutti i sensi

Un green tour di Syusy e Zoe in Trentino

 

A me non piace la montagna, sono una da mare. Mi piacciono le spiagge, il mare, stare in costume e sentire tanto, tanto caldo! Ho sempre pensato che la montagna fosse troppo rilassante, addirittura un po’ noiosa per i miei gusti… Ma questo viaggio in Trentino che ho fatto con mia figlia Zoe per la trasmissione “In viaggio con mia figlia” andata in onda su Rete4, mi ha rivelato qualcosa che non conoscevo. Si fa un gran parlare della capacità di essere ecologici e sostenibili di tutta la zona del Trentino e dell’esempio positivo che dà a tutta l’Italia: questa regione, in effetti, è molto avanti nella sostenibilità, lo è da sempre, forse perché in un luogo così pulito, così naturale, non si può non essere in armonia con la natura. Viaggiare in Trentino con questo punto di vista positivo ti fa capire che le cose possono cambiare in meglio e che la partecipazione attiva dei cittadini le può addirittura migliorare! Cominciamo da capo, dall’inizio, dalla Val di Non.

Val di Non

La Val di Non? Mele, direte voi. Ed è vero: mele fresche, mele secche, succo di mele, strudel! Ma anche mele che possono creare problemi con la coltivazione intensiva, sia per l’uso che per lo stoccaggio. Bene, in Val di Non scopro che stanno studiando come adibire delle cave nella montagna a stoccaggio delle mele evitando i frigoriferi, che tolgono sapore alla frutta e implicano ulteriore consumo di CO2! Un’impresa eccezionale che fa onore a chi ci ha pensato. Val di Non è anche sinonimo di turismo a impatto zero, a partire dai trasporti, con i treni che arrivano ovunque o auto elettriche che trovano colonnine di ricarica dappertutto. Addirittura, con il progetto “Il Trentino ti ricarica” le colonnine si possono trovare negli alberghi e nei ristoranti! Ma quello che interessa a voi (e a me in questo caso) è sicuramente il paesaggio, i tanti luoghi bellissimi che si possono visitare in Trentino.

Il Lago di Tovel

Io e Zoe siamo partite dal lago di Santa Giustina che non è un lago, ma una diga che produce energia elettrica che il Trentino vende in tutta Italia, tanta ne viene prodotta. Le dighe del Trentino sono un’eredità che viene dal passato, dai padri e dalle madri, dai nonni e dalle nonne previdenti che pensarono a sfruttare in modo positivo le potenzialità dell’abbondanza d’acqua della regione. Da qui ci spostiamo al famoso lago di Tovel, un lago che una volta diventava rosso, forse per le deiezioni delle mucche che pascolano qui accanto, ma che ora è di un verde brillante con le montagne che si specchiano nell’acqua, un’acqua assolutamente pulita e trasparente. A fatica si possono trovare altrove posti così incantevoli, così incontaminati, così puliti! Al lago di Tovel c’è anche l’orso delle Dolomiti che è stato reintrodotto nella zona, come ci spiegano quelli del corpo forestale. La forestale è un corpo importantissimo e utilissimo che qui per fortuna non è stato ridimensionato come invece è successo nel resto d’Italia, perché il Trentino è una regione a statuto speciale e può decidere queste cose autonomamente! Io e Zoe ci chiediamo se lo potremmo mai vedere, l’orso, ma è difficile incontrarlo… Non funziona esattamente come con Yoghi e Bubu che andavano a rubare i cestini di quelli che fanno il picnic!

San Romedio

Dal lago di Tovel ci incamminiamo verso San Romedio, un monastero famoso per essere uno dei posti più belli del Trentino. Romedio non era un ecclesiastico, ma un laico che, stanco della vita tra la gente, con altri suoi compagni si ritirò in questo eremo. Oggi è una bellissima chiesa, di quelle con i tetti spioventi secondo lo stile nordico, che spicca sul costone di una roccia che si affaccia sopra un vero e proprio canyon. Lo si può raggiungere a piedi in uno dei percorsi più belli d’Europa, dicono, proprio costeggiando la roccia. Noi ci arriviamo con l’auto elettrica, poi bisogna salire i numerosi gradini che portano fino in cima, guardando gli ex voto che le donne offrono al Santo dopo avere partorito. Così si arriva proprio sul costone di roccia che si protende a picco sulla valle, una visione aerea. Anche San Romedio è legato all’orso: a quanto pare, visto che un orso gli aveva ucciso il cavallo, Romedio pensò bene di bardare direttamente lui, l’orso, e di cavalcarlo. Si presentò in città suscitando scalpore e guadagnandosi la fama di Santo… Insomma, domò la parte selvaggia rendendola mansueta

  • 1164 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social