Montagna da amare

Dalla Val di Fiemme all'Altopiano di Asiago, con sosta a Levico Terme, per una breve ma intensa vacanza alla scoperta di bellezze montane e di gustose specialità gastronomiche

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Vedendo quella festa mi assale un po' di malinconia, che svanisce pian piano percorrendo la strada verso il Passo Rolle. Lasciati i pascoli dove spuntano malghe qua e là, si viene fagocitati da migliaia di altissimi tronchi: sono quelli delle conifere che costituiscono il Parco Naturale Paneveggio. Queste foreste incantate hanno nutrito la fantasia dei nostri avi la cui immaginazione ha dato vita alle leggende sugli elfi, le fate, gli gnomi. Se si lascia vagare la vista tra l'intricata selva di alberi e il tappeto di morbido muschio è possibile vederne qualcuno... ma bisogna avere molta fortuna.

La carrozzabile prosegue costeggiando il lago artificiale del Forte di Buso e s'inerpica ancora per qualche tornante fino ai 1984 metri del Passo Rolle, ai piedi delle maestose Pale di San Martino. Le loro cime, alcune delle quali superano i 3000 metri, costituiscono la catena montuosa più grande delle Dolomiti, e non ci si stancherebbe mai di guardarne i profili appuntiti slanciati verso il cielo e i pinnacoli rocciosi divisi da vallete ancora spruzzate di neve. Basta arrampicarsi per qualche metro lungo il pendio prativo ancora ingiallito dal lungo e freddo inverno per godere appieno di tanta magnificenza, ed è impossibile non emozionarsi davanti a tale splendore. Qui la natura ha dato il meglio di sé e noi ci sentiamo grati di essere qui, tutti e tre insieme, a osservarle (Leonardo è più interessato alle genziane che spuntano qua e là, ma questa è un'altra storia...).

Dopo lo spettacolo delle Pale di San Martino lasciamo la Val di Fiemme ripercorrendola fino a Molina, per imboccare la Strada Provinciale 71 e poi la SP83 che, in circa due ore comprese un paio di soste per sgranchire le gambe, conducono a Levico Terme. Il percorso è piacevole, immerso nei boschi, e la monotonia del paesaggio è rotta dal lago delle Piazze e da quello di Serraia, appena dopo l'antico borgo di Bedollo sull'Altopiano di Pinè.

Man mano si scende di quota per arrivare ai 520 metri di Levico in Val Sugana, paese famoso per le sue acque termali, dislocato lungo i fianchi ripidi della montagna che degrada sino all'omonimo lago. Quest'ultimo è separato dal più grande bacino di Caldonazzo dal colle di Tenna, ma a mio parere è di gran lunga più caratteristico.

Noi lo scopriamo con le biciclette noleggiate nel negozio Cicli Cetto, facilissimo da trovare perché proprio sul Corso Centrale. Da lì in una manciata di minuti si raggiungono le rive del lago nella sua parte più ampia, animate da un grande parco con piante, giochi per bambini, spiaggette attrezzate, camping, hotel e ristoranti. Il chiasso e la gente non mancano ma basta poco per trovare un po' di pace e tuffarsi in un paesaggio selvaggio che mi ricorda i fiordi scozzesi tanto apprezzati durante un viaggio nelle Highlands. Il sentiero sterrato immerso nel bosco sfiora l'acqua e i rami delle piante s'inarcano fino a sfiorarne la superficie. Man mano che si prosegue il bacino lacustre si restringe e le sponde strabordanti di vegetazione sembrano toccarsi, imitando un paesaggio nordico.

Avendo noleggiato due bici da passeggio con tanto di seggiolino per il nostro bimbo percorriamo per intero solo il lato destro del lago di Levico, per intenderci quello sottostante alla Strada Provinciale 228, l'altro, dal fondo più sconnesso, si consiglia solo alle mountain bike e senza figli troppo piccoli al seguito.

L'altra attrazione di Levico, terme escluse e delle quali non posso parlarvi perché non visitate, è il Parco nato nel 1898, due anni dopo l'inaugurazione della linea ferroviaria Trento-Levico-Tezze. Si passeggia all'ombra di alberi secolari, tra aiuole fiorite e distese di prati tagliati all'inglese, scoprendo la colorata riproduzione di un mulino, Villa Paradiso un tempo abitazione del capo giardiniere e, in cima, il monumentale Grand Hotel Imperial.

Dopo tutto questo movimento viene fame e per cena posso consigliarvi il Ristorante Vecchia Fattoria, con tavoli all'esterno, tanto spazio per i bambini e dal buon rapporto quantità-qualità-prezzo.

Una piacevole passeggiata nel centro storico di Levico Terme è il modo migliore per concludere la serata, prima di passare la notte all'hotel Scaranò, in posizione panoramica poco sopra il paese. L'antico nucleo si allunga principalmente sulla pedonale, e pianeggiante, via Dante Alighieri, e sfoggia la scalinata che conduce alla Chiesa Santissimo Redentore. Un fiumiciattolo incassato tra il porfido della pavimentazione dona un tocco di originalità a questa strada animata da bar, negozi e ristoranti.

Nuovo giorno, altra meta da scoprire. L'Altopiano di Asiago sembra attendere solo noi, tuttavia prima di arrivarci bisogna percorrere una carrozzabile stretta, composta da un susseguirsi di curve. L'unica nota positiva è il panorama che si apre maestoso sul fondovalle mentre si sale di quota. La distanza non è molta, circa 40 chilometri, ma non si può di certo correre su una strada così, inoltre vogliamo esplorare l'Altopiano di Vezzena a 1500 metri di altitudine e situato all'apice del percorso

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