Partenza il 17/7/2017 · Ritorno il 21/7/2017
Viaggiatori: 3 · Spesa: Fino a 500 euro

A un passo dal cielo

di alvinktm - pubblicato il

Se il titolo del mio diario di viaggio vi ricorda la fiction di Rai 1 con protagonista l'intramontabile Terence Hill, nelle prime tre serie, nei panni del comandante del Corpo Forestale di San Candido poi sostituito dal bel tenebroso Daniele Liotti, non vi sbagliate. Ho scelto queste parole per introdurre la nostra vacanza in Val Pusteria non solo perché questa meravigliosa vallata trentina è la suggestiva ambientazione della serie televisiva, ma anche e soprattutto per il loro mistico significato. Camminare tra le vette e i curatissimi paesaggi rurali ci ha fatto sentire in paradiso, felici e spensierati, privi di quel pesante fardello della problematica routine quotidiana.

Partendo dalla Valtellina il viaggio per raggiungere la Val Pusteria si è rivelato un piacevole tripudio di passi e vallate alpine. Per noi amanti della montagna una vera e propria delizia. Non appena arrivati a destinazione poi, uno scenario degno dei più famosi scorci canadesi ci ha riempito gli occhi. Sto parlando del lago di Braies.

Nel cielo splende il sole e la luminosità del pomeriggio esalta la limpidezza delle acque che in lontananza divengono turchesi. Sulla loro superficie si specchia il verde scuro delle pinete insieme al bianco e al grigio chiaro delle rocce dolomitiche della Croda del Becco. Alimentato da alcuni ruscelli e sorgenti sotterranee, il lago è famoso per una leggenda del popolo dei Fanes secondo cui proprio qui si nasconde, in un luogo inaccessibile, finché non verrà il momento della rinascita. La porta d'accesso al regno è protetta dal massiccio della Croda del Becco e ogni notte di luna piena il passaggio viene spalancato per far comparire sul Braies la regina dei Fanes e sua figlia Dolasilla a bordo di una barca.

Chi vuole provare l'emozione di scivolare sulle acque come in una fiaba può noleggiare una delle piccole imbarcazioni in legno messe a disposizione per i turisti. In tal modo potrà ammirare la riva col pontile, le spiagge, la chiesetta e l'albergo da una nuova angolazione. Noi abbiamo scelto di compiere il periplo del lago seguendo i saliscendi di un sentiero lungo circa tre chilometri e ci siamo goduti fino all'ultimo metro uno scenario incantato che fin dal primo sguardo ci ha fatto mancare il respiro, tanto è la sua bellezza.

Avendo deciso di partire all'ultimo momento abbiamo dovuto rinunciare alla possibilità di pernottare a Dobbiaco o San Candido a causa del quasi tutto esaurito e dei prezzi inaccessibili delle poche stanze rimaste. La scelta è caduta sull'Hotel Heinz di Riscone, piccolo paese a soli tre chilometri dalla più famosa cittadina di Brunico e adagiato ai piedi del noto comprensorio sciistico di Plan de Corones. In questo albergo tre stelle ci siamo trovati molto bene grazie alle camere spaziose, gli ampi spazi interni ed esterni e il conveniente trattamento di mezza pensione, davvero comodo per noi che abbiamo un bimbo di quindici mesi. Non c'è l'area wellness ma agli ospiti è consentito l'accesso gratuito alle cinque piscine del vicino centro Cron4 (sito internet: http://www.cron4.it/index.php?lang=it) e l'ingresso alle saune scontato del 50%. Inoltre a due passi dall'hotel Heinz parte la cabinovia per Plan de Corones di cui si può usufruire con uno sconto del 10%.

Il giorno seguente al nostro arrivo in Val Pusteria ci prepariamo a scoprire uno dei simboli delle Dolomiti Patrimonio mondiale dell'Unesco: le Tre Cime di Lavaredo. Già seduti al tavolo per la colazione immaginiamo lo stupore nel momento in cui ce le troveremo davanti in tutta la loro imponenza. Per raggiungerle bisogna seguire la strada statale di Alemagna della val di Landro che comincia dal paese di Dobbiaco. Dopo aver superato il lago omonimo è d'obbligo fermarsi al punto di osservazione sulle Tre Cime, distante circa sette chilometri da Dobbiaco. Da qui infatti si può vedere in lontananza la famosa parete nord dei tre picchi che tante volte abbiamo visto in fotografia, colta al momento del tramonto e investita dalla luce piena del sole di mezzogiorno. Un cartellone preannuncia cosa si andrà a visitare più avanti e mostra l'immagine di questo simbolo delle Dolomiti accompagnato dall'indicazione delle altezza. Sulla destra la cima Piccola svetta fino a 2857 metri di quota, la cima centrale è detta Grande con i suoi 2999 metri, mentre la cima Ovest conquista i 2973 metri.

Si prosegue, e poco prima del lago di Misurina bisogna inerpicarsi lungo una stradina la cui percorribilità è regolata da un casellante al quale bisogna versare 25 euro se si transita con l'auto. Tariffe inferiori o maggiori sono previste a seconda del tipo di mezzo. Vi sembrerà una cifra elevata ma credetemi, ne vale la pena. Una manciata di chilometri più avanti si giunge ai 2333 metri del rifugio Auronzo, base di partenza per l'escursione alle Tre Cime di Lavaredo. La vista da qui a mio parere non è stupefacente. Bisogna armarsi di scarponcini e zainetto (per noi zainone visto che dentro ci abbiamo messo Leonardo) e camminare lungo un tracciato sterrato pressoché pianeggiante fino al rifugio Lavaredo e poi su sino alla Forcella che porta lo stesso nome, a 2454 metri. Eccoci ai piedi della verticale parete nord, la stessa ammirata da lontano dal punto panoramico. Come accaduto per il lago di Braies, pure stavolta rimaniamo letteralmente senza fiato. Delle nuvole s'infilano tra un picco e l'altro e a tratti coprono le punte delle cime aumentando il senso di spaventosa solennità. Merita di certo la passeggiata al rifugio Locatelli che offre una vista frontale sulle Tre Cime. Noi purtroppo per colpa del tempo incerto ne abbiamo percorso solo una parte. Care Tre Cime, torneremo per ammirare la vostra meraviglia anche sotto un cielo privo di nuvole: questa è una promessa.

Il pomeriggio è ancora lungo e dopo la camminata ci concediamo un po' di meritato relax al bel lago di Misurina, circondati dal candore delle rocce dolomitiche e dall'odore intenso dei pini. La comoda passeggiata attorno allo specchio lacustre permette di godere a 360° del fascinoso panorama alpino e in particolare su due, quelle più alte, delle tre cime di Lavaredo. Da questo versante appaiono molto più 'bombate' tanto da non sembrare le stesse ammirate dal lato nord.

Tornando verso Dobbiaco merita una sosta il lago di Landro dalle sfumature grigiastre, incastonato in una porzione di stretta vallata chiusa a sud dal maestoso gruppo del monte Cristallo. Ultima tappa prima di rientrare all'hotel per la cena è il lago di Dobbiaco, ideale per le famiglie con bambini grazie al largo sentiero che lo abbraccia. Noi ci siamo limitati a osservare gli altri camminare o girare i pedali della bicicletta, seduti tranquillo sulla riva mentre Leonardo gettava sassolini nell'acqua (e a volte ci finivano dentro anche i suoi piedi).

La serata la dedichiamo alla cittadella di Brunico. Niente musei o visite a chiese o castelli, solo un lento girovagare per le vie del centro storico fino alla chiesa parrocchiale, alzando di tanto in tanto gli occhi sulle belle facciate decorate delle abitazioni, i fiori alle finestre e i balconcini in legno.

Quando si soggiorna in hotel il momento più atteso è quello della colazione. Si comincia a saziarsi con gli occhi contemplando il buffet e si finisce col rimpinzare la pancia di un'esagerata quantità di leccornie. C'è da sbizzarrirsi fra montagne di cornetti, varietà di frutta e cereali, vassoi di formaggi e affettati, succhi, bevande calde, pane e marmellate di ogni tipo. E' un piacere svegliarsi in questo modo, pianificando le attività della giornata davanti a una tavola imbandita.

Così, con un sovraccarico di calorie siamo pronti per salire sulla cabinovia a due passi dall'albergo che in una manciata di minuta conduce ai 2275 metri di altitudine di Plan de Corones. Famosissima località sciistica durante la stagione invernale, si distingue dalle vette del circondario grazie alla forma arrotondata dai fianchi non particolarmente ripidi e per questo molto simile a un panettone. Dalla piatta cima si gode di una vista a 360° verso le vette dolomitiche e i fazzoletti verde chiaro dei pascoli disseminati di masi tra le scure pinete della val Pusteria e della val Aurina: davvero uno spettacolo. Il comodo spazio sulla sommità di Plan de Corones accoglie diversi bar e ristoranti, negozi di souvenir, la campana della Pace Concordia 2000, il villaggio indiano e altre attrazioni per bambini. Impossibile non notare la terrazza a sbalzo verso il nulla, simbolo del Messner Mountain Museum dedicato al celebre alpinista Reinhold Messner. Merita percorrere il facile percorso ad anello intorno alla cima del 'panettone' e poi regalarsi una sosta su sdraio con tanto di Radler gelata, bevanda rinfrescante a base di birra e limonata. Anche questo luogo è legato al popolo dei Fanes e una leggenda narra dell'incoronazione della principessa Dolasilla da parte di suo padre, il re, con la corona impreziosita da una gemma preziosa. Noi appassionati di ciclismo ricordiamo la tappa del Giro d'Italia 2010 con arrivo a Plan de Corones, quando le tremende pendenze su fondo sterrato premiarono Stefano Garzelli, attuale telecronista Rai.

Dopo una miscela di trekking e riposo in alta quota la conclusione del pomeriggio in piscina è la ciliegina sulla torta. Il centro CRON4 di cui ho precedentemente parlato offre ben cinque piscine a ingresso gratuito per gli ospiti dell'hotel Heinz, un vero divertimento per grandi e piccini. Vedere Leonardo sgambettare nell'acqua con i suoi braccioli è stato uno spasso! Dopo cena una passeggiata nel piccolo centro di Riscone e al ben tenuto parco giochi ha definitivamente distrutto nostro figlio, assicurandogli una lunga dormita fino all'indomani mattina (per la fortuna di noi genitori).

La quarta giornata di emozioni in Trentino è dedicata a un Tour panoramico mozzafiato. Il massimo sarebbe stato percorrerlo in motocicletta, e in effetti guardare i centauri superarci con le loro maxi enduro ci ha fatto venire un po' di nostalgia. Intendiamoci, questa passione è solo momentaneamente archiviata in attesa di poterla riprendere fra qualche anno.

Partiamo quindi in auto alla volta del passo Gardena che raggiungiamo sfilando nella fascinosa Val Badia disegnata a ovest dalle cime del Parco naturale di Fanes-Sennes-Braies. Foto di rito sul valico, quindi un giù e su verso il passo Sella dove il gruppo montuoso del Sassolungo fa battere il cuore con i 3115 metri di altezza del Sasso Levante, il più alto, affiancato dal centrale Cinque Dita con vicino il più tozzo Spallone. Non senza fatica abbiamo trovato parcheggio per poter così affrontare la pianeggiante escursione di circa un'ora al Rifugio Emilio Comici ai piedi del Sassolungo e con vista magnifica sul fondovalle. Uno dei punti di forza del Trentino è il poter scegliere la passeggiata dal livello di difficoltà più adatto alle proprie esigenze. Gli alpinisti esperti troveranno pane per i loro denti ma anche le coppie con figli al seguito potranno godersi appieno panorami e natura strabilianti. Pochi chilometri di tornanti, discesa e salita separano il passo Sella dal Passo Pordoi, la prossima imperdibile meta. Dal valico è impressionante guardare la funivia salire quasi in verticale fino ai 2950 metri di quota della terrazza naturale del Sass Pordoi da dove è possibile ammirare in tutta la sua interezza una delle formazioni rocciose a mio parere più belle al mondo. In soli quattro minuti si è catapultati in uno scenario lunare dove le sfumature del bianco e del grigio la fanno da padrone, le pareti verticali somigliano a delle cattedrali e le profonde gole ricordano il Grand Canyon statunitense. Chiudendo gli occhi si può immaginare questo scenario migliaia di anni fa, quando tutto era gelosamente custodito dal mare.

Da Sass Pordoi consiglio a chi volesse compiere un'escursione difficile da dimenticare di salire al Piz Boè, che con i suoi 3152 metri di altitudine è la vetta più alta del Gruppo del Sella. Noi l'abbiamo affrontata alcuni anni fa ma ce la ricordiamo come se ci fossimo stati ieri. La bellezza del panorama è commovente e quando nostro figlio sarà più grande ci ritorneremo.

A quindici mesi è ovviamente sconsigliato portare un bambino a quote così elevate, perciò scegliamo la facile escursione lungo la stradina asfaltata fino al Mausoleo di Guerra anche conosciuto come l'Ossario del Pordoi. Il basamento circolare in pietra più ampio sostiene una costruzione a base ottagonale, componendo insieme un'enorme tomba che custodisce i resti di quasi diecimila soldati morti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Al termine dell'asfalto che coincide con l'inizio del sentiero sterrato un cartello ricorda di prestare attenzione alle vipere. Finché non raggiungerete al Sacrario guardate dove mettete i piedi. Poi avrete tutto il tempo di guardarvi intorno e magari avvistare un camoscio o una marmotta.

Dopo questa scorpacciata di passi scendiamo ad Arabba per poi scollinare sul basso valico di Campolongo e quindi ridiscendere in Val Badia. Merita una sosta il paese di Badia, lungo la strada statale 244, da dove ammirare ancora una volta le montagne del Parco naturale di Fanes-Sennes-Braies. Un'ultima emozione prima di salutare, almeno per quest'anno, le abbaglianti vette delle Dolomiti.

Aimè la nostra vacanza 'a un passo dal cielo' è giunta al termine. Abbiamo scoperto per la prima volta la Val Pusteria e devo ammettere che ci verremmo a vivere volentieri. Tutto è curato, pulito, a misura di famiglia, il rispetto per la natura è la prassi e per gli amanti dello sport c'è l'imbarazzo della scelta. Insomma, non sembra di essere in Italia bensì in un paese nordico i cui standard di qualità della vita sono altissimi.

Rientrando in Valtellina optiamo per un itinerario diverso da quello dell'andata. Invece di percorrere la Val di Non e l'intera Val di Sole svoltiamo per il lago di Molveno, specchio lacustre incastonato fra le Dolomiti del Brenta e l'altopiano della Paganella. Da lì il passaggio a Madonna di Campiglio, Campo Carlo Magno e poi giù in picchiata (si fa per dire) sino a Dimaro dove riprendiamo l'usuale strada verso il Passo Tonale, l'alta Val Camonica e infine la Valtellina.

Arrivederci alla prossima avventura, a una nuova emozione e ad altri straordinari paesaggi.

di alvinktm - pubblicato il