A un passo dal cielo

Trentino: dalle meraviglie della Val Pusteria alle storiche salite dei passi Sella e Pordoi

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Si prosegue, e poco prima del lago di Misurina bisogna inerpicarsi lungo una stradina la cui percorribilità è regolata da un casellante al quale bisogna versare 25 euro se si transita con l'auto. Tariffe inferiori o maggiori sono previste a seconda del tipo di mezzo. Vi sembrerà una cifra elevata ma credetemi, ne vale la pena. Una manciata di chilometri più avanti si giunge ai 2333 metri del rifugio Auronzo, base di partenza per l'escursione alle Tre Cime di Lavaredo. La vista da qui a mio parere non è stupefacente. Bisogna armarsi di scarponcini e zainetto (per noi zainone visto che dentro ci abbiamo messo Leonardo) e camminare lungo un tracciato sterrato pressoché pianeggiante fino al rifugio Lavaredo e poi su sino alla Forcella che porta lo stesso nome, a 2454 metri. Eccoci ai piedi della verticale parete nord, la stessa ammirata da lontano dal punto panoramico. Come accaduto per il lago di Braies, pure stavolta rimaniamo letteralmente senza fiato. Delle nuvole s'infilano tra un picco e l'altro e a tratti coprono le punte delle cime aumentando il senso di spaventosa solennità. Merita di certo la passeggiata al rifugio Locatelli che offre una vista frontale sulle Tre Cime. Noi purtroppo per colpa del tempo incerto ne abbiamo percorso solo una parte. Care Tre Cime, torneremo per ammirare la vostra meraviglia anche sotto un cielo privo di nuvole: questa è una promessa.

Il pomeriggio è ancora lungo e dopo la camminata ci concediamo un po' di meritato relax al bel lago di Misurina, circondati dal candore delle rocce dolomitiche e dall'odore intenso dei pini. La comoda passeggiata attorno allo specchio lacustre permette di godere a 360° del fascinoso panorama alpino e in particolare su due, quelle più alte, delle tre cime di Lavaredo. Da questo versante appaiono molto più 'bombate' tanto da non sembrare le stesse ammirate dal lato nord.

Tornando verso Dobbiaco merita una sosta il lago di Landro dalle sfumature grigiastre, incastonato in una porzione di stretta vallata chiusa a sud dal maestoso gruppo del monte Cristallo. Ultima tappa prima di rientrare all'hotel per la cena è il lago di Dobbiaco, ideale per le famiglie con bambini grazie al largo sentiero che lo abbraccia. Noi ci siamo limitati a osservare gli altri camminare o girare i pedali della bicicletta, seduti tranquillo sulla riva mentre Leonardo gettava sassolini nell'acqua (e a volte ci finivano dentro anche i suoi piedi).

La serata la dedichiamo alla cittadella di Brunico. Niente musei o visite a chiese o castelli, solo un lento girovagare per le vie del centro storico fino alla chiesa parrocchiale, alzando di tanto in tanto gli occhi sulle belle facciate decorate delle abitazioni, i fiori alle finestre e i balconcini in legno.

Quando si soggiorna in hotel il momento più atteso è quello della colazione. Si comincia a saziarsi con gli occhi contemplando il buffet e si finisce col rimpinzare la pancia di un'esagerata quantità di leccornie. C'è da sbizzarrirsi fra montagne di cornetti, varietà di frutta e cereali, vassoi di formaggi e affettati, succhi, bevande calde, pane e marmellate di ogni tipo. E' un piacere svegliarsi in questo modo, pianificando le attività della giornata davanti a una tavola imbandita.

Così, con un sovraccarico di calorie siamo pronti per salire sulla cabinovia a due passi dall'albergo che in una manciata di minuta conduce ai 2275 metri di altitudine di Plan de Corones. Famosissima località sciistica durante la stagione invernale, si distingue dalle vette del circondario grazie alla forma arrotondata dai fianchi non particolarmente ripidi e per questo molto simile a un panettone. Dalla piatta cima si gode di una vista a 360° verso le vette dolomitiche e i fazzoletti verde chiaro dei pascoli disseminati di masi tra le scure pinete della val Pusteria e della val Aurina: davvero uno spettacolo. Il comodo spazio sulla sommità di Plan de Corones accoglie diversi bar e ristoranti, negozi di souvenir, la campana della Pace Concordia 2000, il villaggio indiano e altre attrazioni per bambini. Impossibile non notare la terrazza a sbalzo verso il nulla, simbolo del Messner Mountain Museum dedicato al celebre alpinista Reinhold Messner. Merita percorrere il facile percorso ad anello intorno alla cima del 'panettone' e poi regalarsi una sosta su sdraio con tanto di Radler gelata, bevanda rinfrescante a base di birra e limonata. Anche questo luogo è legato al popolo dei Fanes e una leggenda narra dell'incoronazione della principessa Dolasilla da parte di suo padre, il re, con la corona impreziosita da una gemma preziosa. Noi appassionati di ciclismo ricordiamo la tappa del Giro d'Italia 2010 con arrivo a Plan de Corones, quando le tremende pendenze su fondo sterrato premiarono Stefano Garzelli, attuale telecronista Rai

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