A un passo dal cielo

Trentino: dalle meraviglie della Val Pusteria alle storiche salite dei passi Sella e Pordoi

  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Se il titolo del mio diario di viaggio vi ricorda la fiction di Rai 1 con protagonista l'intramontabile Terence Hill, nelle prime tre serie, nei panni del comandante del Corpo Forestale di San Candido poi sostituito dal bel tenebroso Daniele Liotti, non vi sbagliate. Ho scelto queste parole per introdurre la nostra vacanza in Val Pusteria non solo perché questa meravigliosa vallata trentina è la suggestiva ambientazione della serie televisiva, ma anche e soprattutto per il loro mistico significato. Camminare tra le vette e i curatissimi paesaggi rurali ci ha fatto sentire in paradiso, felici e spensierati, privi di quel pesante fardello della problematica routine quotidiana.

Partendo dalla Valtellina il viaggio per raggiungere la Val Pusteria si è rivelato un piacevole tripudio di passi e vallate alpine. Per noi amanti della montagna una vera e propria delizia. Non appena arrivati a destinazione poi, uno scenario degno dei più famosi scorci canadesi ci ha riempito gli occhi. Sto parlando del lago di Braies.

Nel cielo splende il sole e la luminosità del pomeriggio esalta la limpidezza delle acque che in lontananza divengono turchesi. Sulla loro superficie si specchia il verde scuro delle pinete insieme al bianco e al grigio chiaro delle rocce dolomitiche della Croda del Becco. Alimentato da alcuni ruscelli e sorgenti sotterranee, il lago è famoso per una leggenda del popolo dei Fanes secondo cui proprio qui si nasconde, in un luogo inaccessibile, finché non verrà il momento della rinascita. La porta d'accesso al regno è protetta dal massiccio della Croda del Becco e ogni notte di luna piena il passaggio viene spalancato per far comparire sul Braies la regina dei Fanes e sua figlia Dolasilla a bordo di una barca.

Chi vuole provare l'emozione di scivolare sulle acque come in una fiaba può noleggiare una delle piccole imbarcazioni in legno messe a disposizione per i turisti. In tal modo potrà ammirare la riva col pontile, le spiagge, la chiesetta e l'albergo da una nuova angolazione. Noi abbiamo scelto di compiere il periplo del lago seguendo i saliscendi di un sentiero lungo circa tre chilometri e ci siamo goduti fino all'ultimo metro uno scenario incantato che fin dal primo sguardo ci ha fatto mancare il respiro, tanto è la sua bellezza.

Avendo deciso di partire all'ultimo momento abbiamo dovuto rinunciare alla possibilità di pernottare a Dobbiaco o San Candido a causa del quasi tutto esaurito e dei prezzi inaccessibili delle poche stanze rimaste. La scelta è caduta sull'Hotel Heinz di Riscone, piccolo paese a soli tre chilometri dalla più famosa cittadina di Brunico e adagiato ai piedi del noto comprensorio sciistico di Plan de Corones. In questo albergo tre stelle ci siamo trovati molto bene grazie alle camere spaziose, gli ampi spazi interni ed esterni e il conveniente trattamento di mezza pensione, davvero comodo per noi che abbiamo un bimbo di quindici mesi. Non c'è l'area wellness ma agli ospiti è consentito l'accesso gratuito alle cinque piscine del vicino centro Cron4 (sito internet: http://www.cron4.it/index.php?lang=it) e l'ingresso alle saune scontato del 50%. Inoltre a due passi dall'hotel Heinz parte la cabinovia per Plan de Corones di cui si può usufruire con uno sconto del 10%.

Il giorno seguente al nostro arrivo in Val Pusteria ci prepariamo a scoprire uno dei simboli delle Dolomiti Patrimonio mondiale dell'Unesco: le Tre Cime di Lavaredo. Già seduti al tavolo per la colazione immaginiamo lo stupore nel momento in cui ce le troveremo davanti in tutta la loro imponenza. Per raggiungerle bisogna seguire la strada statale di Alemagna della val di Landro che comincia dal paese di Dobbiaco. Dopo aver superato il lago omonimo è d'obbligo fermarsi al punto di osservazione sulle Tre Cime, distante circa sette chilometri da Dobbiaco. Da qui infatti si può vedere in lontananza la famosa parete nord dei tre picchi che tante volte abbiamo visto in fotografia, colta al momento del tramonto e investita dalla luce piena del sole di mezzogiorno. Un cartellone preannuncia cosa si andrà a visitare più avanti e mostra l'immagine di questo simbolo delle Dolomiti accompagnato dall'indicazione delle altezza. Sulla destra la cima Piccola svetta fino a 2857 metri di quota, la cima centrale è detta Grande con i suoi 2999 metri, mentre la cima Ovest conquista i 2973 metri

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